Il leggendario Cary Grant si spegneva, esattamente, il 29 novembre 1986. Nato a Bristol, si trasferì presto in America, dove, in pochi anni, divenne uno degli attori più amati ed ammirati della storia del cinema. Nel suo curriculum ci sono circa un centinaio di film, ma è stato apprezzato, soprattutto per le commedie brillanti e per il suo sodalizio col maestro Alfred Hitchcock, col quale ha girato 10 lungometraggi. Pellicole come “Scandalo a Filadelfia”, “Arsenico e vecchi merletti”, “Il sospetto” e “Operazione sottoveste” sono pietre miliari del cinema mondiale e sono tutte state rese immortali da grandi registi ma, soprattutto, dall’eleganza, dalla raffinatezza, dalla bellezza eterna e dal talento inimitabile di Grant, premiato con l’Oscar alla carriera solo nel 1970. In omaggio alla sua memoria, ecco 10 film che vanno assolutamente recuperati.

“Susanna”(1938), di Howard Hawks.

Nel film di Hawks, Cary Grant è il paleontologo David Huxley che, proprio il giorno prima di sposare la sua segretaria e di finire la ricostruzione di uno scheletro di dinosauro, viene coinvolto dalla bella e sgangherata ereditiera Susan Vance (Katharine Hepburn) nell'inseguimento di Baby, il suo cucciolo di leopardo. Da quel momento, ne succederanno di tutti i colori. Hawks mise insieme due attori bellissimi, girando una delle più divertenti commedie americane di quegli anni. La sceneggiatura di Dudley Nichols e Hagar Wilde mescola dialoghi serrati e veloci, scene surreali ed equivoci a non finire, risultando piacevole anche oggi a ben 78 anni di distanza.

“Scandalo a Filadelfia”(1940), di George Cukor.

La commedia di Cukor è ambientata negli anni ’30, a Filadelfia. Qui, la ricca ereditiera Tracy Lords (Katharine Hepburn) decide di lasciare suo marito Dexter Haven (Cary Grant) per sposarsi con un altro uomo, ma proprio poco tempo prima di andare all’altare, Dexter le mette alle costole un giornalista per mandarle a monte le nozze. Cukor prese spunto da una pièce di Philip Barry e riuscì a portarne al cinema le tematiche principali – il gioco degli equivoci, le differenze di classe e l’atmosfera elegante – portando a casa 2 Oscar (Miglior attore protagonista a James Stewart e Migliore sceneggiatura non originale) su 6 nomination.

“Il sospetto”(1941), di Alfred Hitchcock.

Il maestro Alfred Hitchcock, nel 1941, assolda Joan Fontaine e Cary Grant, affidandogli i ruoli di Lina  Lina Mackinlaw Aysgarth e Johnnie Aysgarth. La prima  è una ragazza timida e ricchissima che, un giorno, conosce in treno l’affascinante Johnnie Aysgart. La donna viene a sapere della sua fama di giocatore d’azzardo e dongiovanni ma, nonostante ciò, decide di sposarlo, andando anche contro la sua stessa famiglia. Purtroppo, Johnnie non cambia atteggiamento dopo le nozze e, anzi, Lina sospetta che voglia uccidere un suo amico per impadronirsi della società. L’impronta di Hitchcock è ben visibile nel film, soprattutto quando tratteggia l’ambiguità dei rapporti umani, contando sulla bravura dei protagonisti che danno veramente il loro meglio. Infatti, Joan Fontaine portò a casa l’Oscar come Migliore attrice protagonista mentre Cary Grant darà inizio al lungo sodalizio col grande regista che lo porterà a girare film straordinari.

“Arsenico e vecchi merletti”(1944), di Frank Capra.

Il mitico Frank Capra firma questa commedia nera (ispirata a quella teatrale di Joseph Kesselring) in cui Cary Grant è nei panni di Mortimer Brewster, un critico teatrale, che un giorno va a trovare le sue anziane zie, con la fidanzata. Una volta lì, l’uomo scoprirà un morto in una cassapanca, così le ziette dovranno confessargli che hanno ucciso, in realtà già una dozzina di uomini, seppellendoli in cantina. Humor e cinismo affilatissimi come coltelli, colpi di scena e cast da urlo e tempi registici perfetti ne hanno fatto una pietra miliare del genere ed è sempre un piacere riscoprirla.

“Il ribelle”(1944), di Clifford Odets.

Grant è Ernie Mott, un accordatore di pianoforti figlio di un caduto della Grande Guerra. L’uomo vive a Londra con la madre malata e, un giorno, per riprendersi dalla tragica condizione economica in cui versa, decide di collaborare col gangster Jim Mordinoy (George Coulouris) in una rapina. Purtroppo, il colpo non andràa buon fine e le conseguenza per Ernie saranno devastanti. Odets fiutò il grande carisma e il fascino di Grant e gli affidò un ruolo molto difficile in questo dramma urbano che si snoda in un crescendo di tragedia e amarezza come una sorta di spirale al contrario. L’attore, infatti, riuscì a portare a casa la nomination agli Oscar come Miglior attore protagonista mentre Ethel Barrymore, nei panni di sua mamma, vinse la statuetta come Migliore attrice non protagonista.

“Notorious – L’amante perduta”(1946), di Alfred Hitchcock.

Cary Grant e Ingrid Bergman sono i protagonisti di questi eterno capolavoro di Hitchcock. La diva è Elena, figlia di una spia tedesca condannata che accetta di lavorare con Devlin (Grant), agente dei servizi segreti. I due s’innamorano, ma Elena resta sconvolta quando Devlin le lascia sposare il capo dei nazisti, pur di salvare il Paese. In un mix perfetto di thriller, dramma psicologico e storia d’amore, Hitchcock mette a segno un altro grandissimo colpo cinematografico, condito dalla famosa “scena del bacio più lunga di sempre”.

“Intrigo internazionale”(1959), di Alfred Hitchcock.

Stavolta, Grant, attore feticcio del maestro del brivido, è Roger Thornhill, un agente pubblicitario di New York che viene scambiato per un agente di nome Kaplan e, quindi, rapito da un’organizzazione spionistica con l’intento di ucciderlo. L’uomo riesce a fuggire, ma nessuno crede alla sua storia e, anzi, sarà coinvolti in altri strani intrighi, suo malgrado. Hitchcock si serve del trasformista Grant per mettere su un thriller basato su scambi d’identità continui, colpi di scena, la sottile linea tra bene e male, verità e menzogna, incorniciando la sua creatura con grandissima ironia, con dialoghi frizzanti ed originalissimi. “Intrigo internazionale” è un godibilissimo spy movie, condito da venature romantiche che, qualora non aveste mai visto, vi rapirà dal primo minuto.

“Operazione sottoveste”(1959), di Blake Edwards.

“Operazione sottoveste” è una della commedie storiche del leggendario Blake Edwards. Il regista racconta le avventure del sommergibile Sea Tiger, riparato dopo i bombardamenti della grande guerra, grazie all’ufficiale Nick Holden (Tony Curtis) e al Capitano Sherman (Cary Grant). Dopo l'approdo per rifornimenti su un'isoletta, Holden fa imbarcare alcune donne-ufficiale, rimaste tagliate fuori dai reparti e, nel ridipingere il sottomarino, viene fatto un clamoroso errore, e il colore adoperato sarà un bel rosa confetto. Le avventure del sottomarino più sgangherato di sempre sono entrate, di diritto, nella storia del cinema, con la coppia Grant/Curtis al massimo della forma e un cast di supporto assolutamente brillante. Nel 1977, dal film fu tratta, addirittura, una serie tv con John Astin e Jamie Lee Curtis.

“Il visone sulla pelle”(1962), Delbert Mann.

Il fascino di Grant raggiunge l’apice con il ruolo di Philip, un ricco industriale scapolo che impazzisce per la bella e provinciale Cathy (Doris Day) e la convince a seguirlo in una vacanza alle Bermude.  I due si sposano, ma ogni volta che tentano di stare insieme, succede un imprevisto che manda tutti in fumo. “il visone sulla pelle” è quel genere di commedia che fa sognare, soprattutto, il gentil sesso, tra imprevisti d’amore, situazioni imbarazzanti e un Cary Grant che farà innamorare anche le giovanissime donne vissute negli anni Duemila con altri miti cinematografici.

“Sciarada”(1963), di Stanley Donen.

La bella Reggie (Audrey Hepburn), di ritorno dalle vacanze trascorse sulle Alpi, scopre che il marito è stato assassinato. Peter Josha, un bellissimo e misterioso uomo conosciuto proprio durante la vacanza, si offre di aiutarla Un uomo affascinante conosciuto in villeggiatura, Peter, le offre il suo aiuto. Gli amici di suo marito iniziano a pressarla con richieste esorbitanti di denaro e anche Peter, forse, non è quello che sembra. Strizzando l’occhio a Hitchcock, anche Donen intreccia thriller e commedia brillante del defunto cominciano ad angosciarla con richieste di denaro poco ortodosse e anche Peter sembra ora meno amichevole di quanto aveva dato a vedere. Nell'intreccio fra thriller e commedia frizzante, con un cast che, oltre a Grant e alla Hepburn, conta presenze del calibro di Walter Matthau, James Coburn e George Kennedy, il tutto incorniciato alla perfezione della colonna sonora di Henry Mancini. “Sciarada” fu un grandissimo successo di pubblico e critica e, nel 2002, Nel 2002 è stato girato anche un remake, intitolato “The Truth About Charlie”, diretto da Jonathan Demme, con Mark Wahlberg e Thandie Newton.