Il capolavoro assoluto di Stanley Kubrick usciva il 19 dicembre 1971 ed è, ad oggi, la pellicola più rappresentativa del geniale regista statunitense. Tratto dall’omonimo romanzo di Anthony Burgess, del 1961, il film ha come protagonista Alex DeLarge (interpretato da Malcolm McDowell), un giovane i cui principali interessi sono lo stupro, l'Ultraviolenza, Beethoven e la musica classica. Insieme ai suoi tre drughi – Pete, Georgie e Dim – si diverte a pestare, stuprare, rapinare ed esercitare qualsiasi forma di violenza gratuita su vittime innocenti.

Il messaggio antiviolenza incompreso dalla critica.

L’arancia meccanica del titolo è un termine che in inglese sta ad indicare qualcosa che apparentemente sembra normale o usuale, ma che invece è marcio internamente. In realtà, tutto il film lascia spazio a mille interpretazioni. Ciò che, invece, suscitò all’epoca era solo scandalo perché, naturalmente, quasi tutti pensavano che Kubrick avesse decise di portare sul grande schermo un esercizio di stile per rappresentare la follia e la violenza umane fini a se stesse. La censura lo vietò ai minori di 18 anni, addirittura fino al 1998, quando il divieto fu abbassato ai minori di 14. In realtà, l’intento di Kubrick era proprio il contrario. Il regista è contro la violenza e i suoi drughi sono l’emblema di una società che è potenzialmente avviata verso lo sfaldamento, l’annullamento dato dall’assuefazione attuata dai mass-media, l’ottenimento di tutto quello che si vuole tramite la violenza, fisica e piscologica. Kubrick mette in mostra tutti questi problemi senza fornire soluzioni e fondamentale per il suo messaggio è il fatto che la personalità di Alex resterà alla fine immutata, passando da folle e violento a vittima e marionetta nelle mani del “potere”.

Le 4 nomination agli Oscar e gli altri premi.

“Arancia meccanica” non ottenne un buon riscontro quando uscì nei cinema, anche a causa del divieto imposto nelle varie nazioni, ma l’Academy, per fortuna, si accorse della straordinaria dirompenza e del valore artistico del film e gli conferì 4 candidature agli Oscar (Miglior film, Miglior regia, Migliore sceneggiatura non originale e Miglior montaggio), mentre Kubrick portò a casa il Nastro d’Argento come Regista del miglior film straniero e il Premio Pasinetti, al Festival di Venezia. Nulla, però, vale più di un posto nella storia del cinema e “Arancia Meccanica” è, sicuramente, su uno dei gradini più alti.