Luca Zingaretti, l’11 novembre, compie 55 anni e, dal 1999, è uno dei volti televisivi più amati grazie alla longeva serie “Il commissario Montalbano”, tratta dai romanzi di Andrea Camilleri. L’attore, però, ha alle spalle un’enorme gavetta in teatro e, nel suo percorso lavorativo, ha dato vita sul grande e piccolo schermo, a vari personaggi realmente esistiti, specializzandosi, quindi, nel genere biografico, ma eccellendo anche nel genere commedia. Ad oggi, Zingaretti ha girato 38 film per il cinema, 21 tra serie e film tv e preso parte a decine di spettacoli teatrali.

La compagnia di Ronconi e le prime serie tv.

L’attore è nato a Roma e, da giovanissimi, ha militato nella squadra del Rimini, ma il calcio non era nel suo destino. Infatti, dopo poco tempo, entra all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico. Successivamente, entra nella compagnia di Luca Ronconi, con cui lavorerà per tutti gli anni ’80. Il primo ruolo al cinema arriva nel 1987, nel film drammatico “Gli occhiali d’oro”, di Giuliano Montaldo, con Philippe Noiret, Rupert Everett e Stefania Sandrelli. Nello stesso anno, prende parte anche al film tv “Il giudice istruttore”, diretto da Florestano Vancini e Gianluigi Calderone e, l’anno dopo, in “Poliziotti”, di Tomaso Sherman. Il primo successo in televisione fu la miniserie “Il giovane Mussolini”(1993), diretta sempre da Calderone, in cui Zingaretti interpretava Pietro Nenni e, nello stesso anno, comparirà anche nel film drammatico “Abissinia”, diretto da Francesco Ranier Martinotti.

“Il branco” e il successo de “Il commissario Montalbano”.

Nel 1994, il controverso ruolo di Ottorino nel film “Il branco”, di Marco Risi lo lancia anche al cinema e, infatti, successivamente gira “Senza pelle”(1994), di Alessandro D’Alatri; “L’anno prossimo vado a letto alle dieci”(1995), diretto da Angelo Orlando e “Vite strozzate”(1996), di Ricky Tognazzi. Intanto, in tv prende parte alle serie “I ragazzi del muretto”(1993); “Dio vede e provvede”(1996), di Enrico Oldoini e “La prova 8 – Lo scandalo”(1997), per la regia di Giacomo Battiato. In quegli anni, gira anche “Tu ridi”(1998), dei fratelli Taviani e “L’anniversario”(1999), di Mario Orsini. Il 1999 è l’anno della grande esplosione in televisione. Infatti, Zingaretti viene scelto per il ruolo di Salvo Montalbano, il burbero e coraggioso protagonista della serie “Il commissario Montalbano”, tratto dai romanzi di Andrea Camilleri, ambientata nell’immaginaria cittadina siciliana di Vigata. La serie è arrivata, nel 2016, alla decima stagione e il successo è stato sempre clamoroso, facendo diventare Zingaretti uno dei più amati attori di sempre nel panorama televisivo italiano.

“Perlasca – Un eroe italiano” e il Nastro d’Argento per “Alla luce del sole”.

Zingaretti riesce a non restare ingabbiato nel personaggio di Montalbano, girando le miniserie tv “Jesus”, di Roger Young, in cui interpretava il ruolo di Pietro apostolo e “Perlasca – Un eroe italiano”, diretta da Alberto Negrin, dove l’attore interpreta proprio il ruolo del protagonista Giorgio Perlasca, considerato lo “Schindler italiano”. Dopo la regia del documentario “Gulu” e due film per il cinema non particolarmente riusciti – “Texas ‘46”(2002), di Giorgio Serafini e “Prima dammi un bacio”(2003), di Ambrogio Lo Giudice – l’attore gira, con Roberto Faenza, i bellissimi “Alla luce del sole”, dove veste i panni del parroco Pino Puglisi, assassinato da Cosa Nostra, e “I giorni dell’abbandono”, entrambi del 2005. Per “Alla luce del sole”, Zingaretti sarà candidato ai David di Donatello  come Miglior attore protagonista, mentre per il secondo riceverà una nomination ai Nastri d’Argento. La carriera televisiva, invece, continua con il film tv “Incompreso”(2002) e le miniserie “Doppio agguato”(2003) e “Cefalonia”(2005). Nel 2004, si separa dalla prima moglie, la giornalista Margherita D’Amico e, nel 2005, incontra Luisa Ranieri, proprio sul set di “Cefalonia”, dalla quale avrà due figlie e che sposerà nel 2012.

Le commedie degli anni Duemila e lo storico “Noi credevamo”.

L’attore si cimenta nei ruoli più disparati nei successivi film, tra cui “A casa nostra”(2006), di Francesca Comencini, dov’è Ugo, un banchiere corrotto, seguito da “Tutte le donne della mia vita”, di Simona Izzo, dove intrepreta il ruolo del cuoco donnaiolo Davide e “Mio fratello è figlio unico”(2007), di Daniele Luchetti, nei panno di Mario Nastri, neo-fascista venditore ambulante di tovaglie. I film si riveleranno anche discreti successi al botteghino, come anche “Sanguepazzo”(2008), di Marco Tullio Giordana e “Il figlio più piccolo”(2010), diretto da Pupi Avati. Sempre nel 2010, Zingaretti è Francesco Crispi nello storico “Noi credevamo”, di Mario Martone, vincitore di 7 David di Donatello, del Nastro d’Argento dell’anno e del Gran Premio della Stampa Estera. Nello stesso anno, grazie a “La nostra vita”, di Luchetti, l’attore porta a casa il Nastro d’Argento come Miglior attore non protagonista. Ivan Cotroneo lo vuole per la sua commedia nera d’esordio “La kryptonite nella borsa”(2011) e dopo, Zingaretti si dedica a pellicole, decisamente più leggere, come “Immaturi – Il viaggio”(2012), di Paolo Genovese; “Il comandante e la cicogna”(2012), diretto da Silvio Soldini e “Asterix & Obelix al servizio di Sua Maestà”, di Laurent Tirard, in cui interpreta il ruolo di un generale romano.

“Romanzo di una strage”, “Perez.” e gli ultimi lavori.

Nel 2012, torna al dramma con “Romanzo di una strage”, di Marco Tullio Giordana, che racconta dell’attentato consumatosi a Milano, in piazza Fontana, il 12 dicembre 1969, mentre nel 2013 è Adriano Olivetti nella miniserie tv “Adriano Olivetti – La forza di un sogno”. Nel 2014 è un marito fedifrago nella commedia “Maldamore”, diretta da Angelo Longoni. Nello stesso anno è Demetrio Perez in “Perez.”, diretto dal napoletano Edoardo De Angelis e prende parte a “Le vacanze del piccolo Nicolas”, diretto sempre da Laureant Tirard e lo vediamo anche nelle miniserie “Il giudice meschino” e “Andrea Camilleri – Il maestro senza regole”. L’ultimo film al cinema è stato “Tempo instabile con probabili schiarite”(2015), commedia diretta da Marco Pontecorvo, con Lillo & Greg e Carolina Crescentini.