Il primo film dell’amatissima saga, con il comico Mike Myers, usciva il 2 maggio in USA, catturando subito l’interesse del pubblico. Il regista è Jay Roach mentre Myers si occupò anche della sceneggiatura, raccontando la storia di Austin Powers, un giovane che, nella Londra degli anni ’60, fa il fotografo di moda, ma di notte si trasforma in una spia al servizio di sua Maestà. Il suo nemico numero 1 è il Dottor Male (interpretato sempre da Myers) e, dopo l’ultima missione, i due vengono ibernati per risvegliarsi nel 1997 e continuare a lottare.

Austin Powers, la parodia tagliente ed estrema di James Bond.

Naturalmente, il film è una parodia dei film della saga di James Bond, di cui Austin Powers è una sgangherata caricatura. Altri personaggi parodiati sono le Bond Girl, con Elizabeth Hurley nei panni di Vanessa Kensington; il cattivissimo Ernst Stavro Blofeld, che nel film diventa il Dottor Male, sempre impersonato da Myers, con tanto di gatto persiano, il Signor Bigolo; Emilio Largo, chiamato Numero 2 e interpretato da Robert Wagner e la criminale Pussy Galore, che diventa Annabella Fagina ed è interpretata da Fabiana Udenio. Il merito del successo della pellicola è dovuto soprattutto alla totale follia del personaggio principale che cattura l’attenzione come un magnete, grazie anche ad una sceneggiatura fluida e perfetta che evita i tempi morti e ci propone solo dialoghi taglienti e politicamente scorretti. La Londra della prima parte è ricostruita in maniera scanzonata e fresca, grazie alle scenografie di Cynthia Charette e ai costumi di Deena Appel. Bravissimo Jay Roach a dirigere questo carrozzone totalmente fuori dagli schemi, con una caterva di star che accettarono di parteciparvi anche se in piccolissimi ruoli, tra cui Christian Slater, Carrie Fisher, Rob Lowe e Clint Howard, mentre tra i produttori figura anche Demi Moore.

I premi, gli incassi e i due sequel.

La critica specializzata, all’epoca, fece a pezzi il film, ma i giovani affollarono le sale, facendo diventare Myers una star del grande schermo. Il budget della pellicola era di circa 16.5 milioni di dollari, mentre gli incassi si avvicinarono ai 68 milioni globalmente. Nonostante l’avversione dei critici, “Austin Powers – Il controspione” portò a casa anche 2 Saturn Awards (Miglior film di fantascienza, Miglior film fantasy) e 2 MTV Movie Awards (Miglior cattivo e Miglior sequenza di ballo), dando il via a due sequel – “Austin Powers – La spia che ci provava”(1999) e “Austin Powers in Goldmember”(2002) – che ottenere un successo di gran lunga maggiore al botteghino, ma che sono decisamente meno divertenti del primo capitolo.