Senza le celebri lezioni del Professor Keating de “L’attimo fuggente” o lo show televisivo dell’esilarante Mrs Doubtifire o, ancora, senza il buongiorno radiofonico “Goooood morning, Vietnam!” del deejay Adrian Cronauer, sicuramente il mondo del cinema non sarebbe stato lo stesso, ecco perché, oggi, ringraziamo la Signora Laura McLaurin Smith, modella del Mississippi dalle origini francesi, che ben sessant’anni fa diede alla luce, e poi alle luci della ribalta, il nostro amato Robin McLaurin Williams.

E’ proprio la madre, infatti, a introdurre nel mondo dell’intrattenimento il piccolo Robin, che, una volta trasferitosi in California, comincia ad appassionarsi al teatro e alla recitazione, tanto da lasciare, poi, la California per proseguire gli studi al facoltosissimo istituto di recitazione drammatica Julliard School di New York, seguito dal mentore John Houseman, vincitore del Premio Oscar come miglior attore non protagonista nel 1974 per la sua interpretazione nel film “The Paper Chase”.

Nel 1977 arriva la prima vera grande opportunità di successo per il giovanissimo Robin, che, accettando il ruolo del simpaticissimo alieno Mork, protagonista della serie televisiva “Mork e Mindy”, conquista il pubblico e comincia a scalare la vetta del successo, rendendo celebre in tutto il mondo il saluto del suo personaggio “Na–no Na-no”.

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La sua carriera cinematografica comincia, invece, qualche anno dopo, con il film “Popeye . Braccio di ferro” di Robert Altman, positivamente accolto dalla critica, e prosegue con “Il mondo secondo Garp” di George Roy Hill, ma la vera investitura da star a tutti gli effetti arriva con l’acclamato ruolo dello spregiudicato deejay-militare americano nel film “Good Morning, Vietnam”, del regista Barry Levinson, interpretazione per cui Robin si aggiudica un Golden Globe e la candidatura al primo Oscar della sua vita. Un successo tira l’altro e Robin sbanca i botteghini anche l’anno successivo con “L’attimo fuggente”, per cui, ancora una volta, ottiene una nomination all’Oscar.  Altri film si susseguono, tra cui “Hook – Capitan Uncino” di Steven Spielberg, il divertentissimo “Mrs Doubtfire” del 1993, “Piume di struzzo” del 1996 (remake del film italo-francese “Il vizietto”), finché l’instancabile Robin riesce (finalmente) a vincere la meritatissima statuetta nel 1997 per la sua performance come attore non protagonista in “Will Hunting – Genio ribelle”.

La sua fervida carriera continua e Robin ci regala altre emozioni, sentimentali, con “Patch Adams” e “L’uomo Bicentenario”, e da brivido con “Insomnia” e “One Hour Photo”.

E, dunque, non c’è che dire, nonostante qualche sregolatezza nella sua vita privata (all’inizio della sua carriera ha avuto dei problemi con la droga e delle brutte esperienze, era, infatti, presente alla morte per overdose del suo amico e collega John Belushi) e qualche insuccesso cinematografico (la critica non ha accolto con particolare entusiasmo alcuni suoi recenti lavori tra cui “The final cut” del 2004) la stella di Robin risplende sfavillante e a pieno titolo nel firmamento Holliwoodiano, e noi non possiamo far altro che fargli i nostri migliori auguri, lasciandovi un sorriso con un'ultima divertentissima clip!

http://www.youtube.com/watch?v=ye48mUAqFQ4