“Gli farò vedere io! Io diventerò un pianeta anziché una stella” è una delle frasi famose di “Cabaret”, il cult musicale di Bob Fosse, che usciva precisamente, in USA, il 13 febbraio 1972, con una grandiosa Liza Minnelli. In effetti, grazie al film, l’attrice è diventata una delle icone del cinema mondiale, portando a casa anche l’Oscar come Migliore attrice protagonista. La Minnelli è Sally Bowles, cantante e ballerina di cabaret nella Berlino del 1931. La donna è innamorata di Brian Roberts (Michael York), un intellettuale britannico, che però non può darle la sicurezza che lei desidera. Sally rimane incinta, ma, per non bruciarsi la carriera, decide di non tenere il bambino. Alla sua storia, s’intrecciano quelle di altri personaggi.

La spregiudicata Sally Bowles tra nazismo e cabaret.

Bob Fosse decise di portare sul grande schermo il famoso musical di Broadway, del 1966, di Harold Prince, con le musiche di John Kander e libretto di Fred Ebb, a sua volta tratto dal romanzo di Christopher Isherwood e di farne uno splendido “dramma musicale”.  Il regista ricostruisce un momento storico difficile e complesso, dove all’apparante gioia e alla spensieratezza dissoluta, si contrapponeva la crescente pericolosità del nazismo che, di lì a poco, sarebbe catastroficamente esploso. In questo contesto, Liza Minnelli regala una performance epocale. La sua Sally Bowles, spregiudicata, energica, affascinante cantante di quel cabaret pieno di lustrini e divertimento decadente, è un perfetto mix di intrattenimento, commedia e dramma, condite dalla colonna sonora indimenticabile, con pezzi come “Money, Money” e “Cabaret” e le scene di ballo con il grande Joel Grey, passati alla storia.

Il budget, gli Oscar e i Golden Globe.

“Cabaret” costò 6 milioni di dollari e, solo in USA, riuscì ad incassare circa 43 milioni di dollari. Il film fu letteralmente travolto dai premi e, tra i più importanti, vanno ricordati i 3 Golden Globe (Miglior film commedia o musicale, Miglior attrice in un film commedia o musicale e Miglior attore non protagonista a Joel Grey) e gli 8 Oscar (Migliore regia, Miglior attrice protagonista, Miglior attore non protagonista, Migliore fotografia, Migliore scenografia, Miglior montaggio, Miglior sonoro e Miglior colonna sonora a Ralph Burns).