Sono passati pochi mesi dalla morte di Carrie Fisher, l'attrice inconfondibile principessa Leia della saga di Star Wars. In queste ultime ore sono stati resi noti nuovi dettagli rispetto alle cause di un decesso che continuava ad avere tratti sfocati e caratteristiche poco chiare. A pubblicarli è il Los Angeles Times, che cita il coroner. L'ufficiale giudiziario che si occupa di indagare sulle cause di un decesso ha stabilito che Carrie Fisher è stata uccisa da un'apnea notturno, disturbo che provoca brevi interruzioni respiratorie nel sonno, insieme ad altri fattori fra cui l'uso di droghe.

L'apnea notturna è un disturbo respiratorio che provoca temporanee interruzioni della respirazione durante il sonno, ma non sarebbe stato il solo fattore a determinare il decesso dell'attrice. Tra i fattori che hanno contribuito vi sono infatti anche l'arterosclerosi, e l'uso di sostanze stupefacenti. Una serie di concause che, per quanto delinei una strada da battere, non determina la causa specifica della morte, ma anzi rende forse più complesso determinare quale sia stato l'effettivo corso degli eventi, così come aveva dimostrato la stessa autopsia effettuata sul corpo della donna, che non aveva dato risposte chiare. La figlia della Fisher, Billie Lourd, in un'intervista a People ha commentato così la vicenda: "Mia madre ha combattuto tutta la vita contro la tossicodipendenza, e le malattie mentali, e alla fine è morta per essa".

La morte di Carrie Fisher aveva scosso i milioni di fan dei suoi lavori, oltre che tutti quelli affettivamente legati alla saga di Star Wars. E il susseguirsi degli eventi ha reso, se possibile, la sua morte ancora più simbolica e ricca di pathos, visto che a poche ore di stanza a seguirla è stata la madre dell'attrice Debbie Reynolds, colpita da un ictus fatale a poco più di due giorni di distanza dalla morte di sua figlia. Le due donne ebbero così un funerale congiunto: le salme di mamma e figlia sono state tumulate nel celebre Forest Lawn Memorial Park in Los Angeles, l'una accanto all'altra.