Il 3 novembre 1976, usciva, in un numero limitato di sale statunitensi, “Carrie – Lo sguardo di Satana”, uno dei film horror che ha segnato un’intera generazione di appassionati del genere e del grande regista. Brian De Palma fiutò il grande potenziale del romanzo “Carrie”, di Stephen King, pubblicato nel 1974, e decise di trasporlo per il grande schermo, raccontando quindi la storia di Carrie White (Sissy Spacek), una ragazza che ha ricevuto dalla madre Margaret (Piper Laurie) un'educazione religiosa bigotta e severa. A scuola tutti la deridono, tranne Sue (Amy Irving) che convince il suo ragazzo ad accompagnare Carrie alla festa di fine anno. I due vengono eletti coppia regina della serata, ma un terribile scherzo della malvagia e popolare Chris (Nancy Allen) scatena la vendetta di Carrie, che nel suo passaggio all'adolescenza ha acquisito poteri paranormali.

La furia di Carrie come ribellione dalla mostruosità che la circonda.

De Palma affidò la sceneggiatura a Lawrence D. Cohen e, anche se si discosta in alcuni punti dal romanzo originale (più che altro per esigenze cinematografiche), il regista cercò di mantenerne intatti l’angoscia, i simboli, i messaggi e il terrore. Contando sull’incredibile bravura delle attrici principali – Sissy Spacek, Piper Laurie e Amy Irving – la sua versione per il grande schermo ci fa vivere al 100% il senso di disagio, emarginazione e la successiva rivalsa della protagonista. Carrie è vittima, inizialmente, della sua stessa madre e della discriminazione delle sue coetanee e, nel passaggio dall’innocenza alla maturità (vedi la scena delle mestruazioni nella doccia), la ragazza si libera dal suo guscio, come una crisalide, lasciando all’angolo la sua “debolezza” e facendo esplodere la sua furia contro tutto e tutti, in maniera devastante e totalmente fuori controllo. La sua ribellione, però, è principalmente rivolta verso la “mostruosità” che la circonda e che le ha impedito di vivere, fino a quel momento, rendendo veramente labile il confine psicologico tra vittima e carnefice. In un crescendo di tensione e (quasi) pena per la protagonista, lo spettatore resta, poi, impallidito dalla sua demoniaca collera, la voglia di non dominare i propri poteri  di colpire indifferentemente innocenti e colpevoli, fino ad arrivare al tremendo finale a sorpresa.

Gli incassi, le nomination e il remake.

All’epoca, il film riuscì ad incassare 33.800.000 dollari, guadagnandosi anche una nomination ai Golden Globe alla Migliore attrice non protagonista (Piper Laurie) e 2 candidature all’Oscar per la Migliore attrice protagonista (Sissy Spacek) e Migliore attrice non protagonista (Piper Laurie). Nel 2013, la regista Kimberly Peirce ha portato al cinema il remake, dal titolo “Lo sguardo di Satana – Carrie”, con protagoniste Chloë Grace Moretz, Julianne Moore e Judy Greer. Partendo da un budget di 30 milioni di dollari, il film ne ha incassati 84.790.678, riportando in auge il mitico romanzo da cui è tratto e ribadendo che il modello di Brian De Palma è stato,  ed è, da 40 anni, un imprescindibile punto di riferimento.