Negli anni Settanta la coppia d'oro del cinema italiano è quella formata da Bud Spencer e Terence Hill. Il botteghino sorride ed incassa dappertutto e fu per questo che nel 1974, dato l'enorme successo dei due e il filone del "cazzotti western", qualcuno pensò di fornire la loro replica esatta con un film, "Carambola", in cui i protagonisti sono Michael Coby, nome d'arte di Antonio Cantafora, e Paul L. Smith, nome d'arte di Adam Eden. Il primo, biondo dagli occhi vispi in palese replica di Terence Hill, il secondo robusto e barbuto proprio come Bud Spencer: una coppia che ha rappresentato l'imitazione più plateale della storia del cinema, un sodalizio che non si è fermato ad un solo film. Dopo "Carambola", il regista Ferdinando Baldi li ha voluti per il sequel "Carambola filotto: tutti in buca" e questa coppia "parallela" ha proseguito imitando le gesta degli originali. "Noi non siamo angeli" richiama sin dal titolo "Anche gli angeli mangiano fagioli" (con Giuliano Gemma protagonista al posto di Bud Spencer) ed in Francia verrà distribuito con il titolo di "Trinità": un triplo plagio.

Si renderanno poi riconoscibili con i nomi di "Simone e Matteo" per gli ultimi due film girati insieme sulle orme di Bud Spencer e Terence Hill: "Simone e Matteo, un gioco da ragazzi" e "Il Vangelo secondo Simone e Matteo". Terminate queste due fatiche, i due decidono di dismettere gli abiti dei cloni e proseguire la carriera con i loro nomi reali. Antonio Cantafora è stato impiegato come caratterista in numerose produzioni, l'ultima accreditata è del 2004 ne "Il cartaio" di Dario Argento mentre Paul L. Smith, dopo aver lavorato in film come "Fuga di Mezzanotte", "Dune" e "Braccio di ferro" nel ruolo di Bruto antagonista di un giovanissimo Popeye/Robin Williams, è morto nel 2012 in Israele in circostanze mai chiarite.