Nel 2014, Alessandro Genovesi sbarcava nelle sale con “Soap Opera”, commedia (dapprima pensate per il teatro) piena dei suoi attori preferiti, capeggiati da Fabio De Luigi e Diego Abatantuono. Come già indicato dal titolo, il film racconta storie di amori e odi, situazioni paradossali, equivoci assurdi vissuti dagli inquilini di un condominio durante l'ultima notte dell’anno. C’è Francesco (De Luigi), ancora innamorato della ex Anna (Cristiana Capotondi), che scopre essere incinta di un altro uomo; Paolo (Ricky Memphis) che aspetta un figlio dalla moglie ma viene assalito da dubbi in merito alla propria sessualità; la bellissima Francesca (Elisa Sednaoui), il cui ex fidanzato si è appena suicidato; Alice (Chiara Francini), star di una nota soap opera televisiva e con la passione per gli uomini in divisa; Gianni (Ale) e Mario (Franz), fratelli legati da un incidente che costringe uno dei due su una sedia a rotelle e l’altro ad accudirlo. Tutti vivranno una notte piena di colpi di scena, alla fine della quale la vita si ritroveranno la vita irrimediabilmente cambiata.

1. Gli interni a Cinecittà e gli esterni sui set di Scola e Scorsese.

L’interno dei vari appartamenti è stato ricostruito nel teatro 8 di Cinecittà, mentre gli esterni sono stati ricavati sulla scenografia della strada d’epoca che fece da sfondo prima a “Concorrenza Sleale” di Ettore Scola e “Gangs of New York” di Martin Scorsese.

2. Il cameo di Genovesi.

Alessandro Genovesi si riserva anche la piccola (e brevissima) parte di Pietro, un inquilino di uno degli appartamenti, il cui ruolo però farà da collante per le dinamiche del film e delle relazioni tra i personaggi.

3. I dentoni del Maresciallo Abatantuono.

Diego Abatantuono, nel film nei panni del Maresciallo Cavallo, ha dei dentoni finti – perfetti e bianchissimi – che gli conferiscono un’aria talmente buffa da mettere in difficoltà gli altri attori che non ce la facevano a guardarlo senza ridere.

4. Il bacio delle polemiche tra Memphis e De Luigi.

In una scena del film, Ricky Memphis deve baciare sulla bocca Fabio De Luigi. Il simpatico attore romano, abituato a parti da macho, dichiarò (a Vanity Fair) che quando lo lesse nella sceneggiatura voleva addirittura rinunciare alla parte e che girarla fu scioccante. Ciò provocò non poche polemiche e accuse di omofobia nei suoi confronti.

5. Wes Anderson e Michel Gondry come modelli di riferimento.

In un’intervista a GQ, Genovesi dichiarò che i modelli di riferimento per il film sono stati i registi Wes Anderson e Michel Gondry, capaci di trasportare lo spettatore in una dimensione senza spazio e/o tempo, in un mondo inventati in cui perdersi.