E’ indubbiamente uno dei più grandi interpreti della storia del cinema e l’unico a vincere 3 Oscar come Miglior attore protagonista. Daniel Day-Lewis, il 29 aprile, compie 60 anni e si è assicurato un posto d’onore tra le leggende di Hollywood con circa 20 film, tra cui “L’ultimo dei Mohicani”, “Gangs of New York”, “Il petroliere” e “Lincoln”. Ai 3 Academy Awards, si aggiungono anche 2 Golden Globe, 4 BAFTA e una caterva di altri premi. Ora, dopo un lungo silenzio, sta per tornare sul set in una pellicola di Paul Thomas Anderson.

I primi anni a teatro e l’esordio con “Gandhi”.

L’attore è nato a Londra dal noto poeta e scrittore Cecil Day-Lewis e dall’attrice teatrale Jill Balcon. Dopo aver frequentato la Sevenoaks School e la Bedales School, Day-Lewis si appassiona alla recitazione, a partire dagli anni ’70 e ’80, periodo in cui sarà a teatro con la Bristol Old Vic Theater Company e la Royal Shakespeare Company. Dopo un piccolo ruolo, non accreditato, nel film “Domenica, maledetta domenica”(1971), di John Schlesinger, esordisce in “Gandhi”(1982), di Richard Attenborough, seguito da “Il Bounty”(1984), per la regia di Roger Donaldson e “My Beautiful Laundrette”(1985), diretto da Stephen Frears.

Il primo Oscar per “Il mio piede sinistro” e il cult “L’ultimo dei Mohicani”.

La popolarità arriva con “Camera con vista”(1985), di James Ivory, in cui interpreta il ruolo di Cecil Vyse mentre è il protagonista Tomáš ne “L’insostenibile leggerezza dell’essere”(1988), di Philip Kaufman, con Juliette Binoche e Lena Olin. Una delle sue interpretazioni epocali è quella di Christy Brown, paraplegico e 13esimo figlio di una famiglia operaia, protagonista del fenomenale “Il mio piede sinistro”, di Jim Sheridan, che gli farà vincere il suo primo Oscar come Miglior attore protagonista. Dal 1989 al 1995, si lega all’attrice Isabelle Adjani, dalla quale avrà il figlio Gabriel Kane e, nel 1992, Michael Mann lo vuole assolutamente per il ruolo di Nathaniel "Occhio di falco" nel cult “L’ultimo dei Mohicani”, facendolo diventare un sex-symbol del cinema di quegli anni e conquistando il botteghino mondiale. Nel 1993, è la volta de “L’età dell’innocenza”, di Martin Scorsese, dove Day-Lewis recita accanto a Michelle Pfeiffer e Winona Ryder.

“Gangs of New York” e l’en plein con “Il petroliere”.

Il suo amico Jim Sheridan lo richiama per affidargli il bellissimo ruolo di Gerry Conlon nell’intenso “Nel nome del padre”, del 1993, e dell’ex membro dell’I.R.A., Denny Flynn in “The Boxer”(1997). Nello stesso anno, l’eclettico attore decide di prendersi un lungo periodo di pausa e di trasferirsi a Firenze, facendosi assumere come apprendista calzolaio. Solo nel 2002 tornerà sulle scene grazie a Scorsese, che gli offre il magnifico ruolo di Bill “Il macellaio” in “Gangs of New York”, con Leonardo di Caprio e Cameron Diaz. La pellicola riceve 10 nomination agli Oscar e l’attore riesce a portare a casa il BAFTA come Miglior attore protagonista. “Il petroliere”, di Paul Thomas Anderson lo consacrerò nell’Olimpo di Hollywood. La pellicola, del 2007, è incentrata sulla storia di Daniel Plainview che, da semplice minatore del Texas, riesce a diventare un potente petroliere della California, anche se la sete di soldi e successo, lo porteranno verso il degrado più totale. Grazie alla parte, l’attore fa en plein e vince l’Oscar, il Golden Globe, il BAFTA, il SAG Award come Miglior attore protagonista, ma anche altre decine di premi in giro per il mondo.

“Nine”, “Lincoln” e il nuovo film con Paul Thomas Anderson.

Nel 2009, lo vediamo in “Nine”, il musical di Rob Marshall, mentre grazie a Steven Spielberg, che lo vuole come protagonista di “Lincoln”, vince ancora l’Oscar, il Golden Globe, il BAFTA e il SAG Award come Miglior attore protagonista. Da allora, si sono perse le sue tracce, fino a quando online è comparsa la notizia del suo coinvolgimento nel nuovo progetto cinematografico di Paul Thomas Anderson, ancora senza titolo, ma che dovrebbe essere incentrato sulla figura di Charles James, uno stilista della Londra degli anni ’50 che confezionava abiti per l’alta società e per la famiglia reale.