Quello che sta accadendo negli Usa in queste ore sta coinvolgendo ogni disciplina, anche la settima arte. Il mondo del cinema sta subendo gli effetti del disastroso divieto di ingresso ai cittadini che vengono da paesi a rischio terrorismo, emanato dal neo-eletto presidente degli Stati Uniti d'America, Donald Trump. Tra questi, anche il regista Asghar Farhadi, candidato all'Oscar con il film "Il cliente", non sarà presente alla cerimonia di premiazione, in programma il prossimo 26 febbraio, per effetto del bando del contestatissimo presidente. Alla sua assenza, si aggiunge anche quella dell'attrice Tanareh Alidoosti, che aveva già dichiarato la sua volontà di non partecipare alla premiazione, in segno di protesta contro i provvedimenti di Donald Trump. È il giornale "The Independent" ad anticipare lo scenario.

Il mondo del cinema appare tutto compatto contro il provvedimento di Donald Trump e contro la nuova gestione politica. Dopo le proteste in piazza di numerosi attori, da Alec Baldwin a Robert DeNiro fino a Shia LaBeouf, arrestato per aver aggredito un provocatore, continuano i sit-in e le manifestazioni contro questo nuovo corso di un'America che non sembra piacere affatto agli americani.

Il blocco dell'immigrazione.

Che cosa ha fatto Donald Trump? Il presidente degli Stati Uniti ha bloccato per 120 giorni il programma – varato da Barack Obama – che prevedeva l'ingresso di rifugiati negli Stati Uniti da sette paesi musulmani: Siria, Libia, Iran, Iraq, Somalia, Sudan, Yemen. L'unica eccezione è per alcuni tipi di visti come quelli diplomatici o di membri delle Nazioni Unite. Dopo questo periodo di tre mesi, la priorità sarà data alle "minoranze cristiane" perseguitate, che sono state trattate "in modo orribile". È stato sospeso il programma "Visa interview waiver", che consentiva agli stranieri titolati di chiedere un rinnovo per motivi di lavoro o per altro, senza affrontare il colloquio personale con autorità diplomatiche Usa.