Sono già passati 75 anni da quando “Dumbo”, il quarto classico Disney, usciva nelle sale americane ed emozionava, in seguito, tutto il mondo. Il 23 ottobre 1941, la pellicola usciva nelle sale di New York (in Italia arriverà il 2 ottobre 1948) e fu fortemente voluto dagli Studios Disney, soprattutto, per risanarne le finanze, dopo i flop al botteghino di “Biancaneve e i sette nani”, “Pinocchio” e “Fantasia”. La pellicola racconta la storia di Dumbo, figlio dell'elefantessa Jumbo, che ha due enormi orecchie a sventola e per questo viene preso in giro dalle altre elefantesse del circo. Il piccolo viene anche isolato e si sente perso, ma preso incontra un vero amico, il topolino Timoteo, che gli starà vicino nei momenti più difficili e che scoprirà che, grazie alle sue enormi orecchie, Dumbo potrà volare, trasformandosi così nel personaggio più famoso del circo.

“Dumbo”: una storia emozionate, simbolica e di grande impatto emotivo.

“Dumbo”, diretto dal gruppo di registi formato da Ben Sharpsteen, Norman Ferguson, Wilfred Jackson, Bill Roberts, Jack Kinney e Samuel Armstrong, è basato su un racconto per bambini scritto da Helen Aberson e illustrato da Harold Pearl. Inizialmente, doveva essere un cortometraggio, ma, quando Walt Disney venne a conoscenza della storia, ne fu totalmente rapito e decise di farne un film per tutta la famiglia. Il papà di Topolino si assicurò che venisse rispettato un certo budget (molto limitato) e che il film fosse semplice e liberi dai fronzoli che avevano caratterizzato, prevalentemente, “Fantasia”. Gli animatori lo presero alla lettera, utilizzando la pittura ad acquerello per gli sfondi (come per “Biancaneve”, tra l’altro) e gli sceneggiatori si misero d’accordo per scrivere una storia emozionante, simbolica e di grande impatto emotivo.

Un successo clamoroso al botteghino, l'Oscar e il remake di Tim Burton.

Nonostante sia il classico Disney più breve di tutti (dura 64 minuti), “Dumbo”, distribuito  da RKO Radio Pictures, fu un successo clamoroso al botteghino. Partendo da un budget di 950 mila dollari, la pellicola riuscì ad incassare 1.6 milioni di dollari e ad avere tutte recensioni positive. E non poteva essere altrimenti dato che, prendendo come pretesto la tenera e commovente storia dell’elefantino bistrattato da tutti, la Disney portò sul grande schermo tematiche universali come l’indissolubilità dell’amore materno, l’amicizia vera e assoluta e il riscatto. Dumbo, in effetti, riesce a trasformare il proprio handicap in un pregio e in un “plus” che lo fa affermare nel suo mondo, quindi passa da vittima a vincitore assoluto. La pellicola, a 75 anni di distanza, è una delle più amate di casa Disney e ha ispirato attrazioni in vari parchi a tema, videogiochi, portando a casa anche un Oscar alla Migliore colonna sonora e il Premio al Miglior disegno animato al Festival di Cannes del 1947. L'anno scorso, è stato reso noto che il visionario Tim Burton stesse lavorando al remake in live-action della pellicola, cavalcando quindi la proficua onda di blockbuster come "Maleficent", "Cenerentola" e "Il Libro della Giungla". Staremo a vedere se "Dumbo", con attori in carne ed ossa riuscirà, almeno, ad eguagliare il successo del film del 1941.