Il 19 gennaio 2016 si spegneva uno dei più grandi cineasti e sceneggiatori italiani, ammiratissimo in tutto il mondo. Il maestro Ettore Scola, regista di capolavori immortali come "Una giornata particolare" e "C'eravamo tanto amati", da Trevico, sua città di nascita, in provincia di Avellino, si trasferisce a Roma quando era un bambino. La Capitale diventa la sua base per esprimere la sua passione per il cinema, che lo porterà a diventare uno dei più grandi esponenti della commedia all’italiana e a lavorare con grandi star come Marcello Mastroianni, Alberto Sordi, Stefania Sandrelli, Sophia Loren, Claudia Cardinale Vittorio Gassman, Ugo Tognazzi, Aldo Fabrizi, Nino Manfredi e tantissimi altri. Per redndergli omaggio nel migliore dei modi, vale la pena recuperare 10 dei suoi maggiori capolavori che non possono assolutamente mancare alla vostra collezione.

“C’eravamo tanto amati”(1974)

E’ forse il suo film più noto. La pellicola ripercorre 30 anni di storia del nostro Paese, omaggiando grandi registi del nostro cinema e mascherando la critica sociale con la commedia. “C’eravamo tanto amati” racconta la storia di tre amici che hanno fatto, insieme, la guerra come partigiani e che, poi, hanno seguito strade decisamente diverse, In occasione di un incontro imprevisto, rievocheranno i tempi andati, senza mai raccontarsi alcuni risvolti drammatici. Nel cast, ci sono Vittorio Gassman, Stefania Sandrelli, Nino Manfredi, Stefano Satta Flores e Aldo Fabrizi. La pellicola portò a casa 3 Nastri d’Argento, 2 Globi d’Oro, 2 Grolle d’Oro e il Premio César come Miglior film straniero. La storia del nostro cinema in un solo film, con dedica finale al grande Vittorio De Sica.

“Brutti sporchi e cattivi”(1976)

Scola racconta la periferie di Roma, attraverso la storia di Giacinto Mazzatella (Nino Manfredi), padre padrone di 10 figli. L’uomo vive anche con uno stuolo di parenti, intenzionati a portargli via il milione di lire, ottenuto come risarcimento per la perdita di un occhio, che Giacinto nasconde sempre in posti diversi. Come al solito, Scola è un maestro nel mixare commedia e dramma sociale e, stavolta, è stato premiato al Festival di Cannes con il premio alla Migliore regia.

“Una giornata particolare”(1977)

Scola ci riporta indietro al 6 maggio 1938. Mentre tutta Roma è in agitazione per la visita di Hitler, Antonietta (Sophia Loren), madre di sei figli, moglie di un impiegato statale fervente fascista. La donna conosce il vicino, Gabriele (Mastroianni), un ex annunciatore dell'Eiar, che ha perso il posto perchè omosessuale. Quell’incontro cambierà la vita di entrambi. Il regista mette a segno uno dei suoi superbi colpi di cinema, portando a casa il Golden Globe per il Miglior film straniero, 2 nomination agli Oscar (Miglior attore protagonista a Mastroianni e Miglior film straniero) e decine di altri riconoscimenti.

“I nuovi mostri”(1977)

Scola dirige 7 episodi (su 14) – “L'uccellino della Val Padana”, “Il sospetto”, “Hostaria”, “Come una regina”, “Cittadino esemplare”, “Sequestro di persona cara” ed “Elogio funebre” –  di questo film, realizzato con Mario Monicelli e Dino Risi per aiutare lo sceneggiatore Ugo Guerra, malato da alcuni anni. Il regista porta sul grande schermo storie bizzarre e alquanto sboccate, con alcuni dei più grandi attori del nostro cinema, per lanciare frecciate al fulmicotone alla società degli anni ’70 e a ciò che accadeva intorno a lui, dal terrorismo al perbenismo finto della classe alto borghese. Il risultato? Una nomination agli Oscar come Miglior film straniero

“La terrazza”(1980)

La pellicola è composta da 5 racconti, appartenenti alle vite di altrettanti personaggi , che s’incontrano su una terrazza romana, tutti appartenenti alla borghesia della Capitale. Il regista traccia i profili dei protagonisti, che si rivelerà una critica amara alla borghesia di sinistra, con punte di sarcasmo che solo Scola poteva portare, in quel periodo, al cinema. Il film vinse il premio per la Miglior sceneggiatura, scritta dal regista con  Age & Scarpelli, al Festival di Cannes del 1980 e fece vincere quello di Miglior attrice non protagonista a Carla Gravina.

“Ballando ballando”(1983)

Il meraviglioso film del 1983 (sonoro ma senza dialoghi), si svolge in una sala da ballo di Parigi, attraverso 50 anni di storia della città (dal 1936 al 1983). Luogo di svago dei piccolo borghesi, per lo più delusi dalla vita, che, in quelle poche ora, sfuggono alla loro routine monotona e grigia. La pellicola porta a casa il premio alla Migliore regia al Festival di Berlino; tre premi César e una nomination all'Oscar come Miglior film straniero.

“Maccheroni”(1985)

Robert Traven (Jack Lemmon), è il 60enne, manager americano, protagonista del film. L’uomo torna a Napoli, dove aveva combattuto nel '45 e dove aveva vissuto una breve relazione con Maria. Viene contattato dal fratello di lei, Antonio, che per anni ha scritto lettere  alla sorella, firmandosi Robert. L’amicizia tra i due crescerà sempre di più e la solidarietà di Robert arriverà anche a salvare il figlio di Antonio da alcuni malviventi. Il finale a sorpresa, spiegherà anche il titolo del film. I pilastri del film sono i due attori protagonisti, anche se la mano di Scola si fa sentire nell’imbastitura di una trama semplice ma, come al solito, coinvolgente e magnetica dal primo minuto. Il maestro mette a confronto due culture e mondi diversi, uniti dalla solidarietà e dall’amicizia che supera ogni confine.

“La famiglia”(1987)

Il film è diviso in 9 parti e racconta la vita di Carlo (un grandissimo Vittorio Gassman) e della sua famiglia, da bambino fino al suo 80esimo compleanno, partendo, quindi, dall’inizio del ‘900 fino al 1986. Tutto si svolge in un appartamento del rione Prati di Roma e Scola da il suo tocco da maestro, catturando l’attenzione dello spettatore in una dimensione domestica, corale e inizialmente un tantino pesante, incentrata sul valore universale della famiglia (con pregi e molti difetti), magistralmente portata avanti, oltre che dall’immortale Gassman, anche da altri attori come Stefania Sandrelli, Massimo Dapporto, Fanny Ardant e Philippe Noiret. “La famiglia” ha vinto 6 David, 6 Nastri d’Argento, 2 Globi d’Oro, 12 Ciak d’Oro e ha portato a casa anche la nomination agli Oscar come Miglior film straniero.

“Che ora è?”(1989)

In “Che ora è?”, Mastroianni è un facoltoso avvocato romano, sui 60 anni, che decide di passare una giornata a Civitavecchia col figlio Michele (Massimo Troisi), che sta terminando il servizio militare. Michele, di temperamento chiuso e poco ambizioso, è infastidito dall'invadenza del padre che cerca di ingraziarselo con regali costosi per riempire i vuoti degli anni in cui è stato assente. Tra rabbia, battibecchi e ricongiungimenti, alla fine l’amore tra padre e figlio trionferà, grazie anche ad un vecchio orologio del nonno. Alla coppia Troisi/Mastroianni fu assegnata la Coppa Volpi per la Migliore interpretazione maschile e Troisi portò a casa anche il Premio Pasinetti. Da recuperare subito.

“Che strano chiamarsi Federico”(2013)

Che strano chiamarsi Federico” è l’ultimo film diretto da Scola, scritto con le figlie Paola e Silvia, dedicato al grande Federico Fellini. Presentato alla Mostra del Cinema di Venezia, fuori concorso, la pellicola è un omaggio fatto di materiale di repertorio, pezzi di film, interviste nei luoghi della loro gioventù, riprese fatte a casa di Fellini e al mitico Studio 5 di Cinecittà. Scola ha voluto dipingere uno straordinario quadro del suo amico, raccontando la loro amicizia, iniziata negli anni ‘50 al giornale “Marc’Aurelio”, e proseguita fino alla morte di Fellini. E’ una sorta di diario, narrato dalla splendida voce di Vittorio Viviani, pieno di vecchie glorie come Alberto Sordi, Marcello Mastroianni, Vittorio Gassman, Anna Magnani, che non può mancare alla vostra collezione.