La carriera di Francesco Paolantoni, 60 anni il 3 marzo, è un viaggio a 360 gradi nell’arte. Tanto teatro, cinema, televisione, radio, il comico napoletano è riuscito ad imporsi in tutti i campi dello spettacolo, sempre con successo. Finora, ha girato 15 pellicole per il grande schermo e preso parte a circa 11 spettacoli teatrali, anche se il grande pubblico lo ha amato soprattutto grazie alla trasmissione “Mai dire gol”, dove Paolantoni ha dato vita ad esilaranti personaggi, tra cui Robertino, Ruggero De Lollis e il nonno multimediale.

Il teatro, “Indietro tutta!” e le prime trasmissioni di successo.

Paolantoni è nato a Napoli il 3 marzo 1956 e, già verso i 20 anni, si appassiona al teatro e s’iscrive alla Scuola d’Arte Drammatica del Circolo Artistico della sua città. Successivamente, lavora in compagnie nazionale, per oltre un decennio. La svolta arriva nel 1986, quando l’attore ha 30 anni. Paolantoni debutta allo Zelig di Milano con lo spettacolo “Fame, saranno nessuno”, con Stefano Sarcinelli. In seguito, sarà negli spettacoli “La gente vuole ridere” e “…e fuori nevica”, con Vincenzo Salemme. Nel 1987 anche il mondo della televisione si accorge del suo innato talento e Paolantoni entra a far parte del cast della trasmissione cult “Indietro tutta!”, con Renzo Arbore, dove interpreta Cupido appeso al soffitto. Nello stesso periodo, partecipa anche alle trasmissioni “Fate il vostro gioco”, “Tirami su”, “Telemeno” e “Sportacus”, dove lavora con i suoi amici Giobbe Covatta ed Enzo Iacchetti.

Il grande cinema e il clamore di “Mai dire gol”.

L’esordio al cinema avviene nel 1992, con il film “Fatalità”, di Nini Grassia, accanto a Nino D’Angelo e Nina Soldano e prosegue con “L’amore molesto”(1995) di Mario Martone  e “Hotel Paura”(1996) di Renato De Maria, accanto a Sergio Castellitto. Sempre nel 1996, entra nel cast della trasmissione che gli ha regalato la fama: “Mai dire gol”. Qui, il comico napoletano, da sfogo a tutto il suo talento e da vita ai personaggi di Ruggero De Lollis, il mitico Robertino col tormentone “Ho vinto qualche cosa?” e il nonno virtuale a livello multimediale. L’anno dopo è ancora nel cast e propone altri personaggi: Gino Ramaglia, il pizzaiolo Ciro “Ciairo” Boccia, il Mago Spacca, Gianluco Lippo  (nipote di Claudio Lippi) e il nipote di Galliani. Dal 1996 al 2000 porta a teatro lo spettacolo “The School Of The Art of The Lollis”. Nel 1998 lo vediamo anche nella trasmissione “La posta del cuore”, condotta da Sabina Guzzanti e poi è ospite fisso di “Quelli che il calcio”, con Fabio Fazio. Nel 1999 è il protagonista della commedia “Baci e abbracci” di Paolo Virzì e prende parte anche a “Tutti gli uomini del deficiente” per la regia di Paolo Costella e al drammatico “Terra bruciata”, di Fabio Segatori, con Raoul Bova, Giancarlo Giannini e Bianca Guaccero.

Le pellicole degli anni Duemila e la fiction con Sophia Loren.

Gli anni Duemila si aprono con la commedia “Liberate i pesci!” di Cristina Comencini, con Laura Morante e Michele Placido, mentre l’anno successivo è nel cast della trasmissione cult “L’ottavo nano”, condotta da Serena Dandini e Corrado Guzzanti. Con Sabina Guzzanti, invece, gira “Bimba – E’ clonata una stella”(2002) e nel 2003 esce “Il segreto del successo”, commedia di Massimo Martelli, e presta la voce alle pentole parlanti nel film d’animazione “Totò Sapore  e la magica storia della pizza”, di Maurizio Forestieri. Nel 2005 è nel cast della minifiction “Grandi domani” e, due anni dopo, conduce lo show “Anche se…” su Rai 3. Nel 2008, è a teatro con “Miseria e Nobiltà”, nel ruolo di Felice Sciosciammocca, che fu di Totò, mentre nel 2010 è Mario nella fiction “La mia casa è piena di specchi”, con la grande Sophia Loren e partecipa alla soap “Un posto al sole”. Negli ultimi anni, ha partecipato ai film “A sud di New York”(2011) di Elena Bonelli, “Andiamo a quel paese”(2014) di e con Ficarra e Picone e “A Napoli non piove mai”, esordio alla regia di Sergio Assisi.