Con “Come te nessuno mai”, “L’ultimo bacio” e “Ricordati di me” ha conquistato il pubblico italiano, portando in sala milioni di spettatori, mentre da “La ricerca della felicità”, con Will Smith, è riuscito ad imporsi in America, impresa non facile per i registi italiani contemporanei. Gabriele Muccino, il 20 maggio, compie 50 anni e grazie al suo stile inconfondibile, oggi, con solo 10 pellicole all’attivo, è uno dei più grandi rappresentanti del nostro cinema all’estero.

I primi lavori in televisione e il film “Ecco fatto”.

Il regista è nato a Roma da Luigi Muccino, dirigente RAI e Antonella Cappuccio, costumista. L’amore per il cinema esplode durante gli anni dell’Università, che lascerà per frequentate il Centro Sperimentale di Cinematografia di Cinecittà. Nel 1989, appare come attore in “E’ proibito ballare”, film tv di Pupi Avati e, l’anno dopo, in “Atto di dolore”, di Pasquale Squitieri. Dopo aver lavorato per il programma di Rai3, “Ultimo minuto”, gira il corto “Io e Giulia”, con Gabriele Corsi e Stefania Rocca, nel 1998 esce il suo primo film per il grande schermo, “Ecco fatto”, con Giorgio Pasotti, Barbora Bobulova, Claudia Santamaria ed Enrico Silvestrin, che partecipò al Torino Film Festival raccogliendo i consensi della critica.

“Come te nessuno mai” e il successo de “L’ultimo bacio”.

Dopo un periodo in cui si dedica a girare spot pubblicitari, Muccino conosce il primo vero successo con “Come te nessuno mai”(1999), con suo fratello Silvio, Giulia Steigerwalt, Anna Galiena e Luca De Filippo. Il film viene presentato al Festival di Venezia con grande seguito, poi, nelle sale. Il suo più grande successo resta, comunque, “L’ultimo bacio”, blockbuster del 2001, con Stefano Accorsi, Giovanna Mezzogiorno, Stefania Sandrelli e Martina Stella, al suo esordio. La storia del gruppo di amici 30enni alle prese con tradimenti e problemi quotidiani, lo porta in cima al botteghino, facendo circolare ancora di più il suo nome al di la dei nostri confini. Nel 2006, infatti, è stato realizzato il remake statunitense, “The Last Kiss”, diretto da Tony Goldwyn, con Zach Braff, Jacinda Barrett e Rachel Bilson.

“Ricordati di me”, “La ricerca della felicità” e “Sette Anime”.

Nel 2003, esce nelle sale “Ricordati di me”, con Fabrizio Bentivoglio, Laura Morante, Silvio Muccino, Monica Bellucci e Nicoletta Romanoff, che s’impone al box office e porta a casa 3 Nastri d’Argento (Migliore attrice non protagonista a Monica Bellucci, Migliore sceneggiatura , Miglior produttore e il Premio Guglielmo Biraghi a Silvio Muccino e Nicoletta Romanoff). Nel 2006, invece, inizia la sua avventura americana con “La ricerca della felicità”, dramma con Will Smith, e suo figlio Jaden. Il film riesce ad incassare circa 307 milioni di dollari in tutto il mondo e Smith riceve la candidatura agli Oscar come Miglior attore protagonista. Nel 2008, continua la sua collaborazione con Smith nel drammatico “Sette anime”, che però non riscuote lo stesso successo del precedente, fermandosi a circa 168 milioni di dollari d’incasso globalmente.

 “Baciami ancora” e “Quello che so sull’amore”.

Nel 2010, Muccino dirige “Baciami ancora”, sequel de “L’ultimo bacio”, con Stefano Accorsi, Vittoria Puccini, Pierfrancesco Favino, Claudio Santamaria, Giorgio Pasotti, Adriano Giannini e Sabrina Impacciatore. La storia si svolge 10 anni dopo il primo capitolo ed è basata sempre sulle diatribe sentimentali e quotidiane del gruppo di amici, adesso 40enni. La pellicola porta a casa il David di Donatello per la Migliore canzone originale (“Baciami ancora”, di Jovanotti) e Muccino vola nuovamente in America per girare “Quello che so sull’amore”(2012), con Gerard Butler, Jessica Biel, Uma Thurman, Catherine Zeta-Jones, Judy Greer e Dennis Quaid. Il film ha un’accoglienza tiepida, incassando globalmente quasi 30 milioni di dollari.

“Padri e figlie” e “L’estate addosso”.

Nel 2015, Muccino ci riprova con “Padri e figlie”, dramma familiare con Russell Crowe, Amanda Seyfried, Aaron Paul, Diane Kruger, Octavia Spencer e Jane Fonda. Dal punto di vista critico migliora ma il botteghino si dimostra, nuovamente, ostile. Nel 2016, dirige il suo decimo film, “L’estate addosso”, tornando di nuovo a raccontare l’adolescenza, incorniciando ancora il tutto con il pezzo omonimo cantato dal suo amico Lorenzo Jovanotti.