Ci ha fatto morire dalle risate con i film della commedia sexy all’italiana e con i suoi esilaranti personaggi nella trasmissione cult, “Drive In”. Il mitico Gianfranco D’Angelo, il 19 agosto, compie 80 anni e, dagli anni ’60 ad oggi, ha collezionato decine e decine di successi al cinema, in teatro e in televisione, diventando una vera e propria icona del nostro spettacolo. E dire che, quando era giovanissimo, D’Angelo, nato a Roma, ha fatto mille lavori, tra cui anche l’impiegato della SIP, ma la passione per lo spettacolo lo ha portato a debuttare a  come attore nella commedia “I Teleselettivi”, al Teatro Delle Arti della Capitale, per poi continuare ad esibirsi al Teatro Cordino, in spettacoli scritti da Maurizio Costanzo.

A teatro con Lando Fiorini e il successo della commedia sexy all’italiana.

Nel 1968, Lando Fiorini gli propone di lavorare per il Puff, teatro di cabaret di Trastevere e, nello stesso anno, è sul grande schermo nella commedia “Zum Zum Zum – La canzone che mi passa per la testa”, diretta da Sergio e Bruno Corbucci, seguita da “Io non scappo… fuggo”, di Franco Prosperi; “Lady Barbara”(1970), di Mario Amendola e “4 marmittoni alle grandi manovre”(1974), di Franco Martinelli.  D’Angelo viene notato anche da Garinei e Giovannini, che lo inseriscono nello spettacolo teatrale “Alleluja brava gente”, accanto a Renato Rascel e Gigi Proietti. Intanto, prende il via anche una proficua carriera televisiva che lo porterà a partecipare alle trasmissioni “Dove sta Zazà”(1973) e “Milleluci”(1974), di Antonello Falqui, mentre la carriera cinematografica continua a gonfie vele con alcune delle pellicole cult della commedia all’italiana, tra cui: “L’insegnante”(1975), di Nando Cicero; “La liceale”(1975), “La poliziotta fa carriera”(1976), “La professoressa di scienze naturali”, dirette da Michele Massimo Tarantini; “Classe mista”(1976), “L’insegnante va in collegio” e “La settimana bianca”, di Mariano Laurenti; “Una bella governante di colore”(1976), di Luigi Russo e tante altre. D’Angelo diventa un divo assieme ad Alvaro Vitali, Lino Banfi, Edwige Fenech, Gloria Guida e tantissimi altri attori che hanno reso il genere immortale e sempre amatissimo. Contemporaneamente, diventa commentatore televisivo del dopotappa del Giro d’Italia del 1978 e del 1979 e prende parte alla trasmissione tv “C’era una volta Roma”(1979), diretta da Pier Francesco Pingitore.

La trasmissione cult “Drive In”.

Nella prima metà degli anni ’80, D’Angelo prende parte ad altri show televisivi, tra cui “Ma ce l’avete un cuore?”(1980), di Salvatore Baldazzi e “Signori si parte”(1981), di Romolo Siena. La vera svolta avviene nel 1983, quando Gianfranco D’Angelo diventa la punta di diamante dello show cult “Drive In”, ideato da Antonio Ricci e andato avanti fino al 1988. L’artista è il proprietario del locale dove “girano” vari personaggi che diventeranno volti notissimi della tv  e del cinema, tra cui Ezio Greggio, Enrico Beruschi, Lory Del Santo, Carmen Russo, Massimo Boldi, Enzo Braschi, Carlo Pistarino, Teo Teocoli, i Trettrè, Zuzzurro e Gaspare e Giorgio Faletti. D’Angelo porta in scena tantissimi personaggi, come i mitici Tenerone e Has Fidanken,  e si esibisce scimmiottando le celebrità del momento, come Giovanni “John” Spadolini, Marina Dante delle Povere, Raffaella Carrà, Piero D’Angelo, Pippo Baudo e Katia Ricciarelli, Sandra Milo e Ciriaco De Mita. Nel 1988, gira la commedia “Rimini Rimini” e conduce anche un’edizione di “Striscia la notizia” e la trasmissione “Odiens”.

I programmi, i film e gli spettacoli degli anni ’90 e Duemila.

Durante gli anni ’90, continua ad essere presente in televisione in trasmissioni come “Fantastico 12”(1991), “Luna di miele”(1993), “Buona Domenica”(1994) e “Carrambà che sorpresa” ma D’Angelo è attivissimo anche a teatro, dove porta gli spettacoli “Niente Sesso siamo inglesi”(1990), di Garinei e Giovannini; “Tredici  a tavola”(1993-94), di Marco Parodi; “I cavalieri della tavola rotonda”(1995-96), per la regia di Alessandro Capone; “L’ultimo Tarzan”(1998-99) e “Il padre della sposa”(1999) di Sergio Japino. La passione per il teatro gli fa accantonare quella per il cinema anche negli anni Duemila. Infatti, l’ultimo film a cui ha preso parte, per il grande schermo, è “Se lo fai sono guai”(2001), di Michele Massimo Tarantini e poi il film tv “Le ragazze di Miss Italia”(2002).  A teatro, invece, lo abbiamo visto in “Il Paradiso può attendere”(2003); “La Signora in Rosso”(2004); “Indovina chi viene a cena?”(2006) e “Un giardino di aranci fatto in casa”(2008), di Patrick Rossi Gastaldi; “Suoceri sull’orlo di una crisi di nervi”(2009) e “Il Bello d’Italia”(2014) e “Harry ti presento i miei”(2014-2015). Per il 2016, Gianfranco D’Angelo sarà nel cast della commedia di Fabio Fulco, “Il crimine non va in pensione”, la cui uscita non è stata ancora resa nota.