E’ una delle ultime e grandissime dive italiane, una leggenda vivente amata in tutto il mondo. Bellezza abbagliante, sguardo inconfondibile e temperamento da leonessa, Gina Lollobrigida, l’inimitabile “bersagliera” del cinema mondiale compie 90 anni. 62 pellicole, una vita sentimentale turbolenta e, recentemente, tornata sulle pagine di gossip, la diva nella sua carriera ha vinto un Golden Globe, 7 David di Donatello e due Nastri d’argento e, durante gli ultimi anni, ha messo da parte il cinema per dedicarsi alle sue due più grandi passioni: la fotografia e la scultura.

I fotoromanzi, Miss Italia e i primi film.

La Lollobrigida è nata a Subiaco, in provincia di Roma e, mentre frequentava l’Istituto di Belle Arti, già posava per i primi fotoromanzi, con lo pseudonimo di Diana Loris. Già nel 1945, è a teatro con una commedia di Eduardo Scarpetta ma, nel 1947, un suo amico la spinge a partecipare al concorso di Miss Roma, dove la diva si piazza al secondo posto, e poi si presenta a Miss Italia, conquistando il terzo posto. Il suo obiettivo è comunque quello di lavorare nel mondo del cinema e, dopo aver lavorato come comparsa nei film “Aquila Nera”(1946), di Riccardo Freda; “Lucia di Lammermoor”(1946), diretto da Piero Ballerini e “Il delitto di Giovanni Episcopo”(1947), di Alberto Lattuada, lavora con Leslie Arliss in “Vendetta nel sole”(1948) ed è accanto a Gino Bechi come co-protagonista del film “Follie per l’opera”(1948), di Mario Costa. Nel 1949, sposa il medico sloveno Milko Skofic, che gli darà il figlio Andrea e dal quale divorzierà nel 1971.

Le esperienze in Francia e “Altri tempi” con Vittorio De Sica.

La Lollobrigida diventa la protagonista di “Pagliacci”(1948), diretto sempre da Mario Costa; “La sposa può attendere”(1949), di Gianni Franciolini; “Miss Italia”(1950), di Duilio Coletti e “Alina”(1950), diretto da Giorgio Pastina. Nello stesso anno, Mario Monicelli e Steno la affiancano ad Aldo Fabrizi in “Vita da cani” e Pietro Germi le affida il ruolo di Daniela nel suo “La città si difende”(1951). A farla notare ancora di più al grande pubblico ci penseranno Carlo Lizzani con “Acthung! Banditi”(1951) e Christian-Jacque che, nel 1952, le da il ruolo di Adeline La Franchise nel suo “Fanfan Le Tulipe”, del 1952, che contribuisce a lanciare la diva anche in Francia, paese che l’ha sempre amata. Con il grande René Clair girerà “Le belle della notte” e con Alessandro Blasetti raggiungerà il cuore del pubblico grazie al film “Altri tempi”, precisamente nell’episodio “Il processo di Frine”, dove l’attrice recita con l’immenso Vittorio De Sica.

“Pane, amore e fantasia” e i film ad Hollywood.

Il 1953 è un grande anno per la diva. Infatti, gira i successi “Le infedeli”, di Mario Monicelli e Steno; “La provinciale”, di Mario Soldati e il cult “Pane, amore e fantasia”, di Luigi Comencini, dove interpreta il suo ruolo più iconico e immortale, quello di Maria De Ritis, soprannominata “La Bersagliera”, accanto a Vittorio De Sica. La pellicola è un grandissimo successo al botteghino e la diva porta a casa il Nastro d’argento come Migliore attrice protagonista mentre il film vince l’Orso d’Argento a Berlino. Dopo “La romana”(1954), di Luigi Zampa e “Pane, amore e gelosia”(1954), di Luigi Comencini, nel 1955, la Lollobrigida è scritturata per produzioni internazionali come “Il tesoro dell’Africa”(1953), di John Huston; “La donna più bella del mondo”(1955), di Robert Z. Leonard, che la fa vincere un David di Donatello come Migliore attrice protagonista; “Trapezio”(1956), diretto da Carol Reed, con Tony Curtis; “Il gobbo di Notre Dame”(1956), di Jean Delannoy e torna a lavorare con De Sica in “Anna di Brooklyn”(1958).

Il Golden Globe per “Torna a settembre” e “Le avventure di Pinocchio”.

Sempre più lanciata nel panorama internazionale, la diva è in “Salomone e la regina di Saba”(1959), per la regia di King Vidori; “Sacro e profano”(1959), del fenomenale John Sturges; “Va nuda per il mondo”(1961), di Ranald MacDougall e “Torna a settembre”(1961), di Robert Mulligan, che le fa vincere il Golden Globe come Migliore attrice del mondo. Nel 1964 è con Sean Connery ne “La donna di paglia” e, nel 1968, viene nominata ai Golden Globe per il suo ruolo in “Buonasera, signora Campbell” e vince il David di Donatello come Migliore attrice. Nel 1972, è in televisione con lo sceneggiato televisivo “Le avventure di Pinocchio”, accanto a Nino Manfredi, dando vita sul piccolo schermo ad un’indimenticabile Fata Turchina.

La fotografia e la scultura, gli ultimi film e le diatribe legate al matrimonio con Rigau.

Dopo “Peccato mortale”, di Rovira Beleta, del 1974, l’attrice si prenderà una lunga pausa per dedicarsi alla fotografia e alla scultura, nella sua villa sull’Appia Antica, a Roma. La rivedremo, nel 1984, in alcuni episodi della serie “Falcon Crest”, poi nel film per la tv “La romana”(1988), di Giuseppe Patroni Griffi e al cinema in “Les cent et une nuits de Simon Cinéma”, di Agnes Varda, uscito nel 1995. Due anni dopo, è nel cast di “XXL”, diretto da Ariel Zeitoun mentre Ezio Greggio la vuole per un cameo nella commedia “Box Office 3D – Il film dei film”, del 2011. Nel gennaio scorso, ha tenuto il mondo col fiato sospeso per una sospetta polmonite, da cui per fortuna sui è ripresa alla grande e, nei mesi scorsi, è tornata alla ribalta televisiva a causa delle vicende legali legate al matrimonio con il giovane imprenditore spagnolo Javier Rigau, che sarebbe avvenuto nel 2006, ma che secondo la diva non ha validità. Pochi giorni fa, invece, la diva ha rilasciato un’intervista scagliandosi contro suo figlio Andrea Milko Skofic e suo nipote Dimitri, rei volerla farla passare incapace d’intendere e di volere e manipolata dall’assistente Andrea Piazzolla, più volte ospite con lei da Barbara D’Urso.