E’ l’attrice di colore che ha portato a casa più premi cinematografici in assoluto. Bellissima, sensuale e dotata di un fascino fuori dal comune, Halle Berry compie 50 splendidi anni il 14 agosto e ne dimostra sempre 30. Prima attrice di colore in assoluto ad aver vinto l’Oscar alla Migliore attrice protagonista – per “Monster’s Ball – L’ombra della vita” – nel 2002, la Berry è stata anche la protagonista di altre pellicole di successo come “Codice: Swordfish”, la saga di “X-Men”, “Gothika”, “Perfect Stranger” e “Capodanno a New York” e, nel 2017, la vedremo nel film “Kingsman: The Golden Circle”, diretto da Matthew Vaughn.

I concorsi di bellezza, le serie tv e l’esordio al cinema con Spike Lee.

L’attrice è nata a Cleveland, in Ohio da madre bianca (infermiera) di origini inglesi e tedesche e da papà afroamericano. I genitori divorziano quando lei ha 4 anni e l’attrice cresce solo con la mamma e la sorella Heidi. Sin dagli anni del liceo, il Bedford High School, la Berry si è sempre distinta per la sua bellezza e bravura e lo sarò anche al Cuyahoga Community College. Negli anni ’80, ha partecipato a vari concorsi di bellezza, vincendo quello di Miss Ohio USA, nel 1986, classificandosi, poi, sesta a Miss Mondo. La passione per la recitazione esplose alla fine dello stesso decennio, quando fu assoldata per le serie tv “Chicago Force” e “Living Dolls”(1989). L’esordio al cinema, invece, arriva nel 1991, con Spike Lee, nel drammatico “Jungle Fever”, seguito da “Strictly Business”, di Kevin Hooks e “L’ultimo boy scout”, diretto da Tony Scott.

Da “Il principe delle donne” all’Oscar per “Monster’s Ball”.

La notorietà arriva con “Il principe delle donne”(1992), diretto da Reginald Hudlin, con Eddie Murphy, dove la Berry interpreta il ruolo della bella Angela Lewis. Due anni dopo, invece, è nel cast de “I Flintstones”, diretto da Brian Levant, nei panni di Ambra Crystal. Seguiranno altri film di scarso seguito come “Lontano da Isaiah”(1995), di Stephen Gyllenhaal; “La moglie di un uomo ricco”(1996), diretto da Amy Holden Jones e “Bulworth – Il senatore”(1998) di Warren Beatty. Nel 2000, inizia la sua risalita con “X-Men”, di Bryan Singer, dove interpreta il ruolo della coraggiosa Tempesta e con “Codice: Swordfish”(2001), di Dominic Sena. Nello stesso anno, è la protagonista del drammatico “Monster’s Ball – L’ombra della vita”, diretto da Marc Foster che la consacra ad Hollywood e le fa vincere una caterva di premi, tra cui, l’Orso d’Argento a Berlino, il SAG Award e l’Oscar come Migliore attrice protagonista.

La saga di “X-Men” e i progetti futuri.

Il successo continua, nel 2002, con “La morte può attendere”, film della saga di James Bond, con Pierce Brosnan, in cui Halle Berry interpreta il ruolo della prorompente Bond Girl di turno, ricordando, in una scena, la splendida Ursula Andress. Nel 2003 escono “X-Men 2” e l’horror “Gothika”, diretto da Mathieu Kassovitz. “Catwoman”(2004), diretto da Pitof, si rivela un mezzo flop, ma l’attrice si rifà, nel 2006, con “X-Men – Conflitto finale”, diretto da Brett Ratner e con l’interessante thriller “Perfect Stranger”(2007), di James Foley. Negli ultimi anni, la sua carriera ha avuto fasi altalenanti, legate ai film “Capodanno a New York”(2011), di Garry Marshall; “Cloud Atlas”(2012) dei Wachowski; “Comic Movie”(2013) e “The Call”(2013), di Brad Anderson. Nel 2014, invece, ha sbancato il botteghino mondiale con “X-Men – Giorni di un futuro passato”, diretto da Bryan Singer e, nel 2017, la vedremo in “Kingsman: The Golden Circle”, diretto da  Matthew Vaughn, con Channing Tatum, Taron Egerton, Jeff Bridges e Julianne Moore.