Dire che si tratti di un incubo è quasi scontato, ma ribadire il concetto contro ogni revisionismo non è mai un esercizio di superficialità. Lo sanno in Germania, dove il personaggio più inviso del secolo scorso, Adolf Hitler, è protagonista di un'operazione cinematografica certamente scaltra e intelligente, oltre che dotata di un valore storico e culturale attualmente non quantificabile, che solo in futuro potrà essere realmente decifrato e superare lo scoglio delle critiche. Il dittatore è il protagonista di "Er ist wieder da", trasposizione cinematografica dell'omonimo libro di Timur Vernes, tradotto in italiano con "Lui è tornato", disponibile su Netflix e nei cinema italiani il 26-27-28 aprile. Si tratta di una commedia decisamente distopica che immagina il risveglio del vero Adolf Hitler e il suo ritorno in società. Il leader del partito nazista non ha perso i suoi tratti autoritari, né tantomeno le idee politiche che lo hanno storicamente caratterizzato. Il piccolo particolare è che si risveglia nell'estate del 2011, con una società interamente rivoluzionata e la storia che lo ha condannato senza mezzi termini per i crimini commessi.

Eppure lui diventa prima una star di Youtube, comprendendo come fece un tempo l'ineguagliabile valore dei mezzi di comunicazione, decide quindi di ricandidarsi alle elezioni, forte di un consenso politico fatto di un misto di fedeli adepti, improvvisamente risvegliati da un lungo sonno, e molti che credono si tratti di un imitatore, senza comprendere sia davvero lui, Adolf Hitler. La situazione surreale viene confermata dal taglio registico, che colora di assurdo e parossistico ogni momento del film, pur sottolineando come, probabilmente, un personaggio del genere riuscirebbe ugualmente ad avere una presa sul popolo nonostante quel che la storia abbia raccontato di lui. In fondo si potrebbe leggere come una sottile denuncia del riemergere, prepotente, dei movimenti di estrema destra in Europa. I

L'accoglienza al film in Germania è stata tutt'altro che timida ed ha generato pareri contrastanti (per un'opera di questo tipo non può esserci migliore augurio). E lo stesso contrasto di pareri ha avuto il merito di spingere il pubblico al cinema in maniera massiccia, facendo schizzare i risultati al botteghino del film di David Wnendt: 3.9 milioni di euro incassati nell'ultimo week end, per un totale di 8 milioni da quando il film è uscito nelle sale. Numeri incredibili, numeri da "Inside Out", che ha incassato poco di più.