65 pellicole, 3 David di Donatello, 2 Nastri d’Argento e 2 Ciak d’Oro. Con questi numeri, Valerio Mastandrea – 45 anni il 14 febbraio – è diventato uno degli attori di prim’ordine del nostro panorama cinematografico. Faccia da schiaffi; parlata romanesca inconfondibile e istrionicità che gli permette di passare da ruoli drammatici a comici con estrema facilità, risultando sempre credibile sono le sue credenziali principali. E dire che tutto era partito dal Teatro Parioli, al “Maurizio Costanzo Show”, dove l’attore diventò ospite quasi fisso, nella prima metà degli anni ’90, mentre adesso se lo contendono i registi più importanti.

“Palermo Milano solo andata”, “Tutti giù per terra” e “Rugantino”.

La passione per la recitazione lo porta a calcare le tavole del palcoscenico, già nel 1993, mentre l’esordio al cinema risale al 1994, col film “Ladri di cinema”, di Pietro Natoli, con Neri Marcoré. Da quel momento, parte la sua ascesa cinematografica con titoli come “Cronaca di un amore violato”(1995), di Giacomo Battiato; “Cuore cattivo”(1995), diretto da Umberto Marino, fino all’enorme visibilità ottenuta grazie al ruolo di Tarcisio Proietti in ”Palermo Milano solo andata”, di Claudio Fragasso, con Raoul Bova. L’anno dopo, ottiene molto successo anche con “Cresceranno i carciofi a Mimongo”, di Fulvio Ottaviano, dove ha il ruolo di Enzo, il vitellone amico del protagonista Sergio (Daniele Liotti). Nel 1997, è il protagonista di “Tutti giù per terra”, di Davide Ferrario e per il ruolo del giovane disoccupato Walter, riesce ad imporsi anche tra i critici più esigenti. Nel 1998 inizia la sua avventura a teatro con “Rugantino”, in cui recita con Sabrina Ferilli e Maurizio Mattioli, riscuotendo un successo clamoroso.

Da “Viola bacia tutti” alla regia del corto “Trevirgolaottantatasette”.

Nel 1998, Giovanni Veronesi lo vuole per “Viola bacia tutti”, con Rocco Papaleo ed Asia Argento e, successivamente, gira altri successi come “L’odore della notte”(1998), di Claudio Caligari; “Asini”(1999), di Antonello Grimaldi; “Zora la vampira”(2000), dei Manetti Bros e “Domani”(2000), per la regia di Francesca Archibugi. Paola Cortellesi lo vuole nel suo programma tv “Nessun dorma” ma, poco dopo, torna al cinema con “Ultimo stadio”(2002), di Ivano De Matteo; “Velocità massima”(2002), diretto da Daniele Vicari ed è in Francia per girare “Nido di vespe”(2002), di Florent Emilio Siri. Nel 2003, lavora anche col maestro Ettore Scola per “Gente di Roma” e, l’anno dopo, segue la strada del grande cinema con “Il siero della vanità”(2004), di Alex Infascelli; “Amatemi”(2004), di Renato De Maria e, nel 2005, esordisce alla regia del cortometraggio “Trevirgolaottantatasette”, con Elio Germano e Marco Giallini.

I David di Donatello.

Mastandrea torna sul set coi Manetti Bros. per il film “Piano 17”(2006) ed è sul set de “Il caimano”(2006) di Nanni Moretti. Nello stesso anno, gira con Paolo Virzì “N (Io e Napoleone)”, accanto a Monica Bellucci. Il regista lo vuole anche per “Tutta la vita davanti”(2008) e “La prima cosa bella”(2010), che gli fa vincere il David al Miglior attore protagonista. Nel frattempo, gira anche “Un giorno perfetto”(2008), diretto da Ferzan Ozpetek e, dopo un piccolo ruolo in “Nine”(2009), di Rob Marshall, si da alla commedia con “Nessuno mi può giudicare”(2011), di Massimiliano Bruno e “Cose dell’altro mondo”, di Francesco Patierno. Nello stesso anno, gira il drammatico “Ruggine”, di Daniele Gaglianone, con Filippo Timi e Stefano Accorsi e, nel 2012 è sul set di “Romanzo di una strage”, di Marco Tullio Giordana; “Padroni di casa”, di Edoardo Gabbriellini, di cui è anche sceneggiatore; “Gli equilibristi”, di Ivano De Matteo, per il quale vince un altro David di Donatello e anche de “Il comandante e la cicogna”, diretto da Silvio Soldini. Nel 2013, invece, gira “Viva la libertà”, per la regia di Robertò Andò, portando a casa il terzo David come Miglior attore non protagonista.

“La sedia della felicità”, di Mazzacurati e “Fai bei sogni”, di Bellocchio.

Nel 2014, esce il film postumo di Carlo Mazzacurati, “La sedia della felicità” e prende parte a “Meredith – The Face of an Angel”, di Michael Winterbottom; al film “Pasolini”, di Abel Ferrara e alla commedia “Ogni maledetto Natale”, di Luca Vendruscolo. L’anno dopo, è sul set de “La felicità è un sistema complesso”, di Gianni Zanasi e “Non essere cattivo”, di Claudio Caligari, che vince il Nastro d’Argento come Film dell’anno. Nel 2016, l’abbiamo visto nel blockbuster “Perfetti sconosciuti”, di Paolo Genovese, premiato con il Nastro d’Argento Speciale e in “Fiore, diretto da Claudio Giovannesi e in “Fai bei sogni”, di Marco Bellocchio, tratto dal romanzo di Gramellini.