Se il carisma avesse un corpo, quello sarebbe il suo. Forest Whitaker, attore, produttore e regista, è uno dei pochissimi artisti che conquista l’attenzione del pubblico con una sola battuta. Lo ha dimostrato nel corso della sua lunga e prolifica carriera, costellata dall’Oscar come Migliore attore protagonista per il bellissimo “L’ultimo re di Scozia”, ma anche in pellicole cult come  “Platoon”, “Good Morning Vietnam”, “Il colore dei soldi”, “La moglie del soldato”,  “Bird” e del sottovalutato, ma straordinario, “The Butler – Un maggiordomo alla Casa Bianca”.

I film con i grandi registi e il successo di “Bird”, di Clint Eastwood.

La sua città natale è Longview, in Texas, ma l’attore cresce a Los Angeles, con i due fratelli Kenn e Damon. Al college eccelle nel football, ma uno spettacolo teatrale incentrato su un’opera del grande Dylan Thomas, gli fa capire che la sua strada non è quella dello sport, ma della recitazione e del canto. A 21 anni è sul set della commedia “Fuori di testa”, di Amy Heckerling, con Sean Penn, seguita da “Crazy for you”(1985), di Harold Becker. Da quel momento, viene notato da grandi registi e prende parte a cult assoluti come “Il colore dei soldi”(1986), di Martin Scorsese; “Platoon”(1986) di Oliver Stone e “Good Morning, Vietnam”(1987) diretto da Barry Levinson. La vera svolta arriva, però, con “Bird”(1988) di Clint Eastwood, dove Whitaker è nei panni del sassofonista jazz Charlie “Bird” Parker. Presentato, in concorso, al 41º Festival di Cannes, il film vinse il Grand Prix tecnico per la colonna sonora e Forest Whitaker portò a casa il premio per la Miglior interpretazione maschile. La pellicola vinse anche un Oscar per il Miglior sonoro, mentre Eastwood ottenne il Golden Globe per la Miglior regia.

L’esordio da regista.

Gli anni ’90 si aprono con “Pronti a tutto”, di Richard Benjamin, seguito da “Giochi d’adulti”(1992) di Alan J. Pakula e lo splendido “La moglie del soldato”(1992), di Neil Jordan. Nel 1993, esordisce anche alla regia con il film tv “Armati di pistola” e al cinema con “Donne”(1995), interpretato da Whitney Houston e Angela Bassett. Come attore, lo vediamo anche in “Ultracorpi – L’invasione continua”(1993), di Abel Ferrara; “Prêt-à-Porter”, per la regia di Robert Altman; “Phenomenon”(1996), di Jon Turteltaub; “Ghost Dog – Il codice del samurai”(1999), di Jim Jarmush e dirige Sandra Bullock in “Ricominciare a vivere”(2004).

Gli anni Duemila: dal flop di “Battaglia per la Terra” all’Oscar per “L’ultimo re di Scozia”.

Purtroppo, gli anni Duemila si aprono col il tremendo flop di “Battaglia per la Terra”, di Roger Christian, che fa incetta di Razzie Awards, portandone a casa ben 9. Fortunatamente, con “In linea con l’assassino”(2002), di Joel Schumacher e “Panico Room”(2002), di David Fincher, l’attore torna al successo e, due anni dopo, anche in cabina di regia per dirigere il film “Una Teenager alla Casa Bianca”, con Katie Holmes e Michael Keaton. Nel 2006, Kevin Macdonald lo ridige ne “L’ultimo re di Scozia”, film tratto dal romanzo di Giles Foden, del 1998, che racconta le drammatiche vicende dell'Uganda, sotto il regime del sanguinario Idi Amin Dada, tra il 1971 e il 1976. Forest Whitaker, nei panni del dittatore, riesce a portare a casa l'Oscar, il Golden Globe e il BAFTA come Migliore attore protagonista. Dopo aver conquistato la statuetta, gira qualche episodio delle serie tv “The Shield”, “E.R. – Medici in prima linea” ed entra nel cast di “The Great Debaters – Il potere della parola”(2007), di e con Denzel Washington; “La notte non aspetta”(2008), di David Ayer e “The Experiment”(2010), di Paul Scheuring. Nel 2011, invece, gira 13 episodi della serie tv “Criminal Minds: Suspect Behavior”.

“The Butler” e l’atteso “Rogue One: A Star Wars Story”.

Nel 2012, è protagonista, con Andy Garcia, del thriller “A Dark Truth – Un’oscura verità”, di Damian Lee e, l’anno dopo, gira “The Last Stand – L’ultima sfida”, accanto ad Arnold Schwarzenegger, di Kim Ji-Woon. Nello stesso anno, è il protagonista assoluto di “The Butler – Un maggiordomo alla Casa Bianca”, film scritto e diretto da Lee Daniels, bastao sull'articolo di giornale “A Butler Well Served by This Election”, del giornalista. Nel film è narrata la vicenda di Cecil Gaines (nell’articolo il nome è Eugene Allen), maggiordomo della Casa Bianca per più di 30 anni. La pellicola di Daniels viene, clamorosamente, snobbata ai Golden Globe e agli Oscar. I film più interessanti degli ultimi anni sono stati: “Black Nativity”(2013) di Kasi Lemmons; “Il fuoco della vendetta – Out of the Furnace”(2013) di Scott Cooper; “Taken 3 – L’ora della verità”(2015) diretto da Olivier Megaton e “Southpaw – L’ultima sfida”(2015), di Antoine Fuqua. Il prossimo 16 dicembre, lo vedremo nei panni di Saw Gerrera, un veterano delle Guerre dei Cloni, alleato dell'Alleanza Ribelle in “Rogue One: A Star Wars Story”, diretto da Gareth Edwards.