E’ stata dura scrollarsi di dosso l’etichetta di Richie Cunningham, il bravo e timido ragazzo della serie tv cult “Happy Days”, ma con gli anni, Ron Howard è riuscito a ritagliarsi un posto d’onore tra i più grandi registi del mondo, fino a diventare – adesso che di anni ne compie 60 – uno dei Re Mida di Hollywood, grazie a titoli come “Splash – Una sirena a Manhattan”, “Cocoon – L’energia dell’universo”, “A Beautiful Mind”, “Il codice da Vinci” e l’ultimo capolavoro, “Rush”, candidato a due Golden Globe e vincitore di un BAFTA per il Miglior montaggio.

Gli esordi e il successo di “Happy Days”.

L’esordio avviene a soli 18 mesi nel film “Frontier woman”, del 1959 ma la prima vera interpretazione avviene all’età di 5 anni nel film d’avventuraIl viaggio” di Anatole Litvak. Successivamente prende parte a varie serie tv come “I confini della realtà”, “Capobanda” e “The Andy Griffith Show”, andata in onda per otto anni, dal 1960 al 1968, nella quale interpretava il ruolo di Opie Taylor, il figlio dello sceriffo di Mayberry, città immaginaria del North Carolina. Nel 1973 è sul set del film “American Graffiti”, di George Lucas, nel ruolo di Steve Bolander ma è nel 1974 che avviene la vera svolta. Garry Marshall lo vuole per interpretare il ruolo di Richie Cunningham nella serie cult “Happy Days”, andata in onda dal 1974 al 1984 sulla ABC –  e che ha compiuto, quindi, 40 anni – che forniva una visione idealizzata della vita america a cavallo tra gli anni ’50 e ’60, seguendo le vicende della famiglia Cunningham. La serie è ambientata a Milwaukee e Richard “Richie”Cunningham è il figlio studente, migliore amico del mitico Fonzie (Henry Winkler). Richie è il protagonista delle prime sette stagioni, poi il personaggio uscì di scena per seguire la sua carriera da regista. Tuttavia, Richie torna in alcuni episodi tra il 1983 e 1984. Nel frattempo, sposa anche la sua compagna di scuola Cheryl Allen, dalla quale avrà Bryce Dallas, apprezzata attrice, i gemelli Jocelyn e Page Carlyle e Reed.

I grandi successi (e qualche flop) da regista.

Il primo film da regista arriva nel 1977, mentre è ancora sul set di “Happy Days”. Si tratta della commedia “Attenti a quella pazza Rolls Royce”, seguita, nel 1982 da “Night Shift – Turno di notte”, con Michael Keaton e Shelley Long. La pellicola ottenne un buon riscontro al box office e ottime critiche. La commedia è il trampolino di lancio per film di grandissimo successo come “Splash – Una sirena a Manhattan” (1985), con i giovanissimi Tom Hanks e Daryl Hannah “Cuori ribelli”(1992), con Tom Cruise e Nicole Kidman, “Apollo 13”(1995), “Il Grinch”(2000), fino al trionfo di “A Beautiful Mind”, dove Russell Crowe  interpreta il geniale matematico John Nash. Il film ottiene quattro premi Oscar, tra cui quello al Miglior regista. Il sodalizio con Crowe continua con “Cinderella Man – Una ragione per lottare” incentrato sulla vita del pugile James J. Braddock. Il botteghino mondiale è monopolizzato dal successo de “Il codice da Vinci” e “Angeli e Demoni”, rispettivamente del 2006 e del 2009, tratti dagli omonimi romanzi di Dan Brown e con il grande Tom Hanks come protagonista. Dopo il buon successo di critica di “Frost/Nixon – Il duello”, del 2008, nel 2011 dirige il comedy-drama “Il dilemma”, che si rivela un flop al box office e riceve critiche negative.

La rinascita con “Rush” e i progetti futuri.

Negli anni, con la sua casa di produzione Imagine Entertainment, ha prodotto serie tv di successo come “24” e “Felicity”, ma la stella di Ron Howard torna a brillare al cinema con tutta la sua potenza con “Rush”, basato sulla rivalità tra i piloti di Formula 1 Niki Lauda e James Hunt, interpretati  da Daniel Bruhl e Chris Hemsworth. La pellicola è stata nominata, praticamente, in tutti i festival esistenti e ha sbaragliato la concorrenza al botteghino, conquistando anche la critica. il regista americano si è però già messo al lavoro sul suo prossimo progetto, dal titolo “In The Heart of Sea”, che racconterà una storia di mare nella grande tradizione di Herman Melville. il secondo progetto riguarda l'adattamento per il grande schermo di "Inferno", nuovo best seller di Dan Brown e, pochi giorni fa, è stato reso noto che, dopo l'abbandono di Alejandro Gonzalez Inarritu, sarà proprio Ron Howard ad occuparsi di una nuova versione de “Il Libro della Giungla”, il classico di Kypling portato al successo dall’adattamento animato della Disney.