Tom Hanks è il classico attore amato da tutti. L’8 luglio compie 60 anni e, dall’inizio degli anni ’80, ha inanellato una serie di successi clamorosi, vincendo due Oscar in due anni consecutivi – nel 1994 per “Philadelphia” e nel 1995 per “Forrest Gump” – e quattro Golden Globe, due SAG Awards, cinque Emmy e l’Orso d’Argento al Festival di Berlino. In tutto, ha girato 46 film e tra questi ce ne sono alcuni che dovete assolutamente avere nella vostra collezione o, almeno, vedere qualora non l’aveste ancora fatto. In attesa di ammirarlo in “Inferno”, diretto da Ron Howard e in “Sully”, per la regia di Clint Eastwood, di seguito trovate 15 perle di Tom Hanks – tra cui “Splash – Una sirena a Manhattan”, “Big”, il grandi film con Spielberg e Ron Howard e i cult “Forrest Gump” e “Philadelphia” – per fare una scorpacciata estiva di grande cinema.

“Splash – Una sirena a Manhattan”(1984), di Ron Howard.

Il secondo film di Tom Hanks ha fatto impazzire i cinefili ed è diventato un vero e proprio cult delle commedie sentimentali. La storia d’amore tra Allen/Hanks e la bella sirena Madison/Daryl Hannah fa sognare ancora oggi, a 32 anni di distanza, e, non a caso, all’epoca riuscì a portarsi a casa una nomination ai Golden Globe come Miglior film commedia o musicale e una agli Oscar come Miglior sceneggiatura originale a Lowell Ganz, Babaloo Mandel, Bruce Jay Friedman e Brian Grazer.

“Big”(1988), di Penny Marshall.

Il blockbuster del 1988 vede Tom Hanks nei panni di Josh Baskin, un 13enne ragazzino che, giocando con una macchinetta a gettoni del luna park, esprime il desiderio di diventare grande. Il giorno dopo si sveglia nei panni di un 25enne, anche se, nei comportamenti, è rimasto sempre un ragazzino. Il film di Marshall ha fatto esplodere ancora di più la popolarità di Tom Hanks, rendendolo una vera icona per i giovani che affollarono le sale di tutto il mondo per vedere “Big”, e da quel momento la carriera dell’attore ha spiccato definitivamente il volo.

“Philadelphia”(1993), di Jonathan Demme.

Demme tratta il difficile tema dell’AIDS attraverso la storia di Andrew Beckett (Tom Hanks), un giovane avvocato di uno dei più prestigiosi studi legali di Philadelphia, che viene licenziato in tronco quando i suoi datori di lavoro scoprono che ha contratto l’AIDS. Beckett vuol far valere i suoi diritti e si rivolge a parecchi avvocati, ma nessuno accetta. L’unico è Joe Miller (Denzel Washington), che prenderà a cuore il suo caso, sfidando tutti i pregiudizi sociali. Film top in tutti i sensi, con un Tom Hanks premiato meritatamente con l’Oscar come Miglior attore protagonista e una colonna sonora da urlo, col pezzo “Streets of Philadelphia”, di Bruce Springsteen, che riuscì a portare a casa l’Academy Award come Miglior canzone.

“Forrest Gump”(1994), di Robert Zemeckis.

Il capolavoro di Robert Zemeckis, uscito nel 1994, fu un grandissimo successo di critica e pubblico, e riuscì a portare a casa ben 6 Oscar. L’interpretazione di Tom Hanks è rimasta nella storia del cinema. Liberamente ispirato all'omonimo romanzo di Winston Groom del 1986, il film narra l'intensa vita di Forrest Gump (Hanks), un uomo dotato di uno sviluppo cognitivo inferiore alla norma, nato negli USA a metà degli anni Quaranta e, grazie a una serie di coincidenze favorevoli, diretto testimone di importanti avvenimenti della storia americana. "Forrest Gump" ha incassato 677.945.399 dollari in tutto il mondo e ha regalato il secondo Oscar a Tom Hanks come Migliore attore protagonista.

“Apollo 13”(1995), di Ron Howard.

Il racconto della famosa missione dell’Apollo 13, partita l’11 aprile 1970 da Cape Canaveral e diretta verso la Luna, tenne col fiato sospeso il mondo intero, e il film di Howard ha lo stesso effetto. Ispirato al libro “Lost Moon”, di Jim Lovell e Jeffrey Kluger e inserito dal New York Times nella lista dei 1000 migliori film di sempre, “Apollo 13” portò a casa 2 Oscar (Miglior montaggio e Migliore sonoro) su 9 nomination. Grandioso il cast che, oltre a Tom Hanks, nei panni di Jim Lovell, conta la presenza di star del calibro di Kevin Bacon, Bill Paxton, Gary Sinise e Kathleen Quinlan.

“Salvate il soldato Ryan”(1998), di Steven Spielberg.

Steven Spielberg, nel 1998, vinse il suo secondo premio Oscar per la miglior regia con questa  storia, ambientata durante la Seconda guerra mondiale, in particolare nei giorni del D-Day. I soldati americani, comandati dal capitano John Miller (Tom Hanks) si stanno preparando allo sbarco in Normandia. Il capitano, però, riceve l'ordine di portare i suoi soldati oltre le linee nemiche per trovare e salvare il soldato Ryan (Matt Damon), l'unico sopravvissuto di quattro fratelli. Hanks ottenne la nomination agli Oscar come Migliore attore protagonista, ma era l’anno in cui l’Academy premiò il nostro Roberto Benigni.

“Il miglio verde”(1999), di Frank Darabont.

Il miglio verde” è uno dei film pù commoventi in assoluto. Tratta dall’omonimo romanzo di Stephen King, la pellicola è stata un successo colossale al botteghino, incassando 286,8 milioni di dollari, a fronte di un budget di 60 milioni. Il film ottenne 4 nomination agli Oscar, ma a stupire la critica e gli spettatori, oltre a quella di un grandissimo Tom Hanks, fu la performance di Michael Clarke Duncan, il gigantesco attore di colore, deceduto il 3 settembre 2012, a Los Angeles, per un infarto del miocardio, a soli 54 anni. Il film narra la storia di Paul Edgecomb (Tom Hanks), un tempo sovrintendente al braccio della morte nel carcere di Cold Mountain e, ad inizio pellicola, ormai anziano, racconta ad un'amica un incontro speciale avvenuto ne "Il miglio verde", l'ala del carcere dove sono rinchiusi i condannati a morte, nel 1935, all'arrivo del gigantesco prigioniero nero John Coffey, accusato di aver ucciso dei bambini. Presto, il prigioniero si rivelerà essere una persona dall’animo gentile e dai poteri soprannaturali.

“Cast Away”(2000), di Robert Zemeckis.

Il 2000 fu letteralmente un anno cinematograficamente segnato dal film “Cast Away”, diretto da Robert Zemeckis, con Tom Hanks proiettato nei cinema italiani il 12 gennaio 2001. Ispirato al romanzo “Robinson Crusoe”, scritto nel 1719 da Daniel Defoe, a sua volta ispirato  al caso di cronaca vera del marinaio inglese Selkirk, abbandonato sull'isola Juan Fernandez, il film ottenne un clamoroso successo, confermando l’immenso talento del suo protagonista principale. Per entrare nella parte del naufrago Chuck Noland, Hanks perse 20 chili e fu, nuovamente, candidato agli Oscar come Migliore attore protagonista, ma stavolta la statuetta gli fu strappata dalle mani dal gladiatore Russell Crowe.

“Era mio padre”(2002), di Sam Mendes.

La straordinaria pellicola di Sam Mendes, del 2002, è ambientata nella Chicago degli anni ’30. Qui, Michael Sullivan (Tom Hanks) è un killer di una gang irlandese che fa capo al padrino John Rooney. Sullivan, però, è anche un padre e marito amorevole e, una sera, suo figlio Michael Jr. assiste ad un’esecuzione messa in atto proprio da suo padre e da Connor (Daniel Craig), figlio di John Rooney. Temendo che il ragazzo possa raccontare tutto, Connor decide di eliminarlo, ma uccide il figlio più piccolo e la moglie di Mike. Da quel momento, Mike e il figlio dovranno scappare, mentre sulle loro tracce Connor sguinzaglierà il killer Maguire (Jude Law). In un solo aggettivo: fenomenale.

“Prova a prendermi”(2002), di Steven Spielberg.

Steven Spielberg dirige Leonardo DiCaprio, nel ruolo di Frank Abagnale Jr., e Tom Hanks, nei panni dell’agente dell’FBI Carl Hannarty, incaricato di inseguire e arrestare il ragazzo in giro per il mondo l’astuto falsario che guadagna milioni di dollari cambiando identità in continuazione. La pellicola conquistò il botteghino (con ben 351 milioni di dollari) proprio grazie all’interazione della strana coppia DiCaprio/Hanks e alle rocambolesche avventure che vive dall’inizio alla fine. Grandi tutti.

“The Terminal”(2004), di Steven Spielberg.

Hanks torna a lavorare con Spielberg che, stavolta, gli affida il ruolo di Viktor Navorski, un uomo proveniente dall'Europa dell'Est, che si ritrova bloccato all'aeroporto JFK di New York. La causa è un colpo di stato il suo paese è stato cancellato e, quindi, il suo passaporto e i documenti non sono più validi. Senza un posto a cui fare ritorno, Viktor si sistema nel terminal dell'aeroporto, diventando amico delle persone che ci lavorano e innamorandosi di una hostess (Catherine Zeta-Jones). La pellicola, ambientata tutta nell’aeroporto, poteva sembrare monotona e ridondante, e invece il genio spielberghiano e il talento assoluto di Hanks, l’hanno resa un piccolo gioiello del cinema. Da recuperare assolutamente, qualora non l’aveste ancora vista.

“Polar Express”(2004), di Robert Zemeckis.

"Polar Express" di Robert Zemeckis, del 2004, è pura magia. Il regista si serve della performance capture per modellare su Tom Hanks ben sei personaggi (Hero Boy, Padre di Hero Boy, Il Controllore, Il Viaggiatore Solitario, Babbo Natale e il Narratore) e dar vita ad una delle più belle fiabe di sempre, simbolo del Natale e dei sogni che diventano realtà. Una menzione speciale va alla meravigliosa colonna sonora, composta da Alan Silvestri e agli effetti speciali di Joe Lettieri.

“Captain Phillips – Attacco in mare aperto”(2013), di Paul Greengrass.

Il grande Paul Greengrass è il regista di questo thriller biografico che racconta la vera storia del dirottamento della nave statunitense MV Maersk Alabama, avvenuto nel 2009, per mano di pirati somali, e la cattura in ostaggio del Capitano Phillips. Il film è l'adattamento cinematografico del libro “A Captain's Duty: Somali Pirates, Navy SEALS, and Dangerous Days at Sea”, autobiografia di Richard Phillips, scritta in collaborazione con Stephan Tatty. Il fatto passò alla storia perché si trattava del primo dirottamento di una nave da carico statunitense in duecento anni di storia navale. Hanks è semplicemente unico nei panni di Phillips e, infatti, ha ottenuto la nomination ai Golden Globe come Miglior attore in un film drammatico.

“Saving Mr. Banks”(2013), di John Lee Hancock.

John Lee Hancock narra la storia vera di come Walt Disney ottenne i diritti del romanzo "Mary Poppins" della scrittrice australiana Pamela Lyndon Travers, dopo venti anni di pressanti richieste. Tom Hanks, nei panni del papà di Mickey Mouse è semplicemente sbalorditivo e “Saving Mr. Banks” scorre senza fare un piega, incorniciato dalla straordinaria colonna sonora di Thomas Newman, non a casa candidata agli Oscar 2014.

“Il ponte delle spie”(2015), di Steven Spielberg.

Steven Spielberg ha voluto fortemente Tom Hanks, ne “Il ponte delle spie”, per il ruolo dell’avvocato James Donovan, incaricato di negoziare il rilascio del pilota USA Francis Gary Powers, catturato dai sovietici in piena Guerra Fredda. Ispirato a fatti realmente accaduti, la pellicola è stata candidata a 6 Oscar, vincendo quella come Miglior attore non protagonista, andata a Mark Rylance. La bravura di Hanks è impareggiabile e, a rafforzarla, ci pensa la  sceneggiatura di Matt Charman, scritta in collaborazione con Ethan e Joel Coen.