Il personaggio di Rocky Balboa cammina, ormai, con lui come fosse la sua ombra, da 40 anni. Il mitico Sylvester Stallone, però, non si è mai sentito etichettato e nella sua carriera ha girato più di 60 film, incluse le amatissime saghe di “Rocky” e “Rambo”, che lo hanno reso un divo di prima grandezza di Hollywood e un esempio per le nuove generazioni. La saga incentrata sulla storia del pugile italo-americano gli ha regalato anche due nomination agli Oscar, nel 1976, e una nel 2016 grazie allo spin-off “Creed – Nato per combattere”, ma nel suo curriculum ci sono altre pellicole di enorme successo come: “I falchi della notte”, “Fuga per la vittoria”, “Over the Top”, “Sorvegliato speciale”, “Cliffangher”, “Cop Land”, la saga de “I Mercenari” e tantissime altre. Il 6 luglio compie 70 anni e non ha minimamente intenzione di fermarsi, anzi, ha in serbo tantissime sorprese per i suoi fan.

Le origini.

Stallone nasce a New York, precisamente nel quartiere di Hell’s Kitchen, a Manhattan, da padre barbiere, figlio di immigrati pugliesi, e da mamma astrologa statunitense. Ha un fratello minore, Frank, cantante, musicista e anche attore. A causa di complicazioni durante il parto, Stallone ha una lieve paresi al lato sinistro del volto, il che ha contribuito a renderlo ancora più particolare nell’ambiente del cinema. Nel 1951, si sposta con la famiglia nel Maryland ma i genitori si separano e i fratelli Stallone vanno a vivere dal padre perchè la madre soffriva di problemi legati all’alcolismo. A 15 anni, si trasferisce a Philadelphia con la madre e il suo secondo marito, e qui frequenta l’Abraham Lincoln High School ed eccelle nel football e nella scherma. Si diplomerà, però, al Deveraux Manor High Scgool e ottiene una borsa di studio per meriti sportivi all’American College in Svizzera. Qui, fiorirà anche la sua passione per il teatro. Al suo ritorno, s’iscrive alla University of Miami, in Florida, alla facoltà di arte drammatica, e per mantenersi fa svariati lavori. Nel 1969, però, lascia gli studi e torna a New York per partecipare ad alcune produzioni off-Broadway.

I primi film e il successo di “Rocky”.

Nel 1970, prende parte al porno soft “Italian Stallion – Porno proibito”, di Lewis Norton, anche se il suo vero esordio al cinema è “Rebel – Fuga senza scampo”(1970), per la regia di Allen Schnitzer. Nel 1971, invece, viene notato da Woody Allen che lo inserisce nel cast de “Il dittatore dello stato libero di Bananas”. Nel 1974, l’attore si trasferisce a Los Angeles dove recita in “Happy Days – La banda dei fiori di pesco”, di Martin Davidson e Stephen Verona. Nel dicembre del 1974, sposa l’attrice Sasha Czack, dalla quale avrà i figli Sage e Seargeoh. Dopo altre pellicole di poco seguito come “Quella sporca ultima notte”(1975) e “Marlowe – Il poliziotto privato”(1975), la svolta arriva nel 1976 con “Rocky”, di John G. Avdildsen, che inaugura una delle saghe più amate della storia del cinema. Il film, scritto e interpretato da Stallone, fu realizzato con poco più di 1 milione di dollari e ne incassò 225, portando a casa 3 Oscar (Miglior film, regia e montaggio), facendo diventare Stallone uno dei tre uomini della storia del cinema, con Chaplin e Orson Welles, ad essere nominato sia come sceneggiatore che come attore per la stessa pellicola.

Il debutto alla regia, “Rambo” e “Rocky IV”.

Nel 1978, debutta alla regia con il drammatico “Taverna Paradiso”, tratto dal romanzo omonimo scritto dallo stesso Stallone e, l’anno dopo, dirige e interpreta “Rocky II”, che ottiene quasi lo stesso successo del primo film, incassando 200 milioni di dollari. Nel 1980, è il detective Deke DaSilva nel bellissimo “I falchi della notte”, diretto da Bruce Malmuth e l’anno dopo è nel cast dello straordinario “Fuga per la vittoria”, di John Huston, dove interpreta il ruolo del Cap. Robert Hatch, portiere della squadra degli Alleati in questa fenomenale pellicola cult ispirata alla partita della morte svoltasi a Kiev nell’agosto del 1942, tra ufficiali tedeschi e giocatori ucraini. Nel 1982 scrive, dirige e interpreta “Rocky III” e da inizio alla saga di “Rambo”, tratta dal romanzo “Primo sangue”, di David Morrell e incentrata sulle avventure di John Rambo, un veterano della Guerra del Vietnam che, tornato in patria, cerca di recuperare il suo equilibrio, ma si troverà braccato dalla polizia e dalla Guardia Nazionale. Il film avrà il sequel “Rambo 2 – La vendetta”, nel 1985 e, nello stesso anno, Stallone girerà e interpreterà “Rocky IV”, ambientato durante gli anni della guerra fredda e che vedrà il pugile scontrarsi contro Ivan Drago (Dolph Lundgren), facendo impazzire i fan e incassando 300 milioni di dollari in tutto il mondo. Nello stesso anno sposa Brigitte Nielsen, dalla quale, però, si separerà nel 1987.

“Cobra”, “Over The Top”, “Cliffangher” e “Dredd”.

Nel 1986, Stallone è l’agente Marion Cobretti nel bellissimo “Cobra”, diretto da George P. Cosmatos, mentre l’anno dopo lo ritroviamo nei panni del camionista Lincoln Hawks in “Over the Top”, per la regia di Menahem Golan. Seguiranno altri blockbuster come “Rambo III”(1988), “Sorvegliato speciale”(1989) e “Tango e Cash”(1989). Gli anni ’90 si aprono, invece, con “Rocky V”, diretto da John G. Avildsen, dove il famoso pugile si troverà ad allenare una giovane leva, Tommy Gunn, dal promettente futuro. Successivamente, prende un pò di respiro con le commedie “Oscar – Un fidanzato per due figlie”(1991), di John Landis e “Fermati, o mamma spara”, di Roger Spottiswoode. Nel 1993, è il protagonista dell’action-thriller “Cliffhanger – L’ultima sfida”, ennesimo blockbuster della sua carriera, seguito dallo sci-fi “Demolition Man”(1993), di Marco Brambilla, dove regala anche un nudo frontale che fece molto scalpore. Nel 1994, è la volta de “Lo specialista”, con Sharon Stone, pellicola che contiene alcune scene molto hot che suscitarono più di qualche polemica. L’anno dopo, invece, è il giudice Dredd nel film “Dredd – La legge sono io”, diretto da Danny Cannon e tratto dall'omonimo personaggio dei fumetti ideato nel 1977 da John Wagner e Carlos Ezquerra.

“Cop Land”, “Rocky Balboa” e la saga de “I mercenari”.

La critica torna ad elogiarlo per il ruolo dello sceriffo Freddy Heflin nel meraviglioso “Cop Land”(1997), di James Mangold e, da quel momento, la sua carriera sembra splendere di nuovo con film come “La vendetta di Carter”(2000), di Stephen Kay e “Driven”(2001) per la regia di Renny Harlin. Nel 1997 sposa anche Jennifer Flavin, dalla quale avrà le tre figlie Sophie Rose, Sistine Rose e Scarlet Rose. Nel 2002 si concede una nuova commedia, “Avenging Angelo”, diretta da Martyn Burke, con Antohny Quinn e il nostro Raoul Bova, e Robert Rodriguez lo vuole per “Missione 3D – Game Over”, del 2003. La nostalgia verso Rocky e Rambo, i personaggi che gli hanno dato l’immenso successo ad Hollywood, lo porta a girare “Rocky Balboa”(2006) e “John Rambo”(2008), mentre due anni dopo, Stallone riunisce i migliori attori del cinema action degli anni ’80, ’90 e 2000, tra cui  Jason Statham, Dolph Lundgren, Jet Li, Mickey Rourke, Arnold Schwarzenegger e Bruce Willis, per dare il via alla saga de “I mercenari – The Expendables”, scritta, diretta ed interpretata da Stallone. Il film si rivela un grandissimo successo al botteghino e l’attore prende parte al seguito, del 2012, “I mercenari 2”, affidandone, però, la regia a Simon West. Tra 2012 e 2013, lo vedremo anche in “Jimmy Bobo – Bullet to the Head” di Walter Hill; “Escape Plan – Fuga dall’inferno”, diretto da Mikael Hafstrom e ne “Il grande match”, di Peter Segal, dove recita accanto al suo amico Robert De Niro, col quale aveva recitato in “Cop Land”. Purtroppo, il 13 luglio 2012, suo figlio Sage, 36 anni, viene trovato morto e dall’autopsia risulterà deceduto per un arresto cardiaco naturale.

Il Golden Globe e l’Oscar mancato per “Creed – Nato per combattere”.

Nel 2014, Patrick Hughes lo dirige ne “I mercenari 3”, con un cast ancora più ricco che comprende Arnold Schwarzenegger, Jason Statham, Randy Couture, Terry Crews, Dolph Lundgren, Jet Li, Harrison Ford, Wesley Snipes, Mel Gibson, Antonio Banderas, Kellan Lutz, e i lottatori Ronda Rousey e Victor Ortiz. Nel 2015, invece, Stallone torna nei panni di Rocky Balboa in “Creed – Nato per combattere”, di Ryan Coogler. Il film narra la storia di Adonis Johnson (Michael B. Jordan), un ragazzo che non ha mai conosciuto Apollo Creed, il celebre padre, campione del mondo dei pesi massimi, morto prima della sua nascita. Da lui, ha ereditato la passione per la boxe e decide di andare a Philadelphia, luogo del leggendario incontro tra suo per rintracciare Rocky per proprogli di essere il suo allenatore. Il film regala a Stallone un Golden Globe per il Migliore attore non protagonista e la nomination agli Oscar per la stessa categoria, ma l’Academy gli preferisce Mark Rylance per “Il ponte delle spie”.

I progetti futuri.

Recentemente, Stallone ha prestato la sua voce al personaggio di Victor Von Ion in “Ratchet & Clank – Il film” e, prossimamente, lo vedremo nel film “Scarpa”, di Brad Furman; “Guardiani della Galassia 2”, di James Gunn e presterà di nuovo la sua voce per il personaggio di Bullet-Man nel film d’animazione “Animal Crackers”, di Tony Bancroft e Scott Christian Sava.