La sua carriera è infinita. 134 film e 46 tra film e serie tv, girati dal 1962 ad oggi. Il grande Franco Nero compie 75 anni il 23 novembre e il fascino da bello e dannato sembra essersi fermati ai tempi di “Django”(1966), di Sergio Corbucci, quando  fece innamorare le donne di tutto il mondo nei panni del coraggioso reduce nordista, diventando l’icona degli spaghetti western. Fisco possente, sguardo di ghiaccio e carisma innato ne hanno fatto una stella del cinema mondiale e, ancora oggi, è molto presente sia al cinema che in televisione.

Il successo di “Django” e “La Bibbia”.

Francesco Clemente Giuseppe Sparanero, questo il suo nome completo, è nato a Parma e, dopo aver conseguito il diploma in ragioneria s’iscrive all’università ma, presto, la passione per la recitazione ha il sopravvento e s’iscrive ai corsi del Piccolo Teatro di Milano. In seguito, l’attore si sposta a Roma in cerca di fortuna e la prima parte arriva nel film “Pelle viva”(1962), di Giuseppe Fina. Successivamente, gira “La ragazza in prestito”(1964), di Alfredo Giannetti; “Io la conoscevo bene”(1965), di Antonio Pietrangeli e “I criminali della galassia”(1965), di Antonio Margheriti. La svolta arriva con “Django”(1966), di Sergio Corbucci, in cui interpreta il ruolo del protagonista, un reduce nordista che porta con se una misteriosa bara e al quale uccidono la donna per un furto d’oro. Da quel momento, farà una strage. Nello stesso anno, il grande John Huston si accorge di lui, a Cinecittà, e lo assolda per il kolossal “La Bibbia”, affidandogli il ruolo di Abele.

“Camelot”, l’amore con Vanessa Redgrave e “Il giorno della civetta”.

Nel 1967, Nero gira “Camelot”, diretto da Joshua Logan, nei panni di Lancillotto. Sul set incontra la meravigliosa Vanessa Redgrave, nei panni di Ginevra, innamorandosene perdutamente. Nel 1969, nasce un figlio, Carlo, ma la coppia di separerà poco dopo la nascita del bimbo. “Camelot” vincerà 3 Oscar e Nero sarà candidato al Golden Globe come Miglior attore debuttante. Nel 1968, Damiano Damiani lo vuole per “Il giorno della civetta”, tratto dall'omonimo romanzo di Leonardo Sciascia, accanto a Claudia Cardinale. Nero è nei panni del Capitano Bellodi e, per la sua interpretazione, vinse il David come Miglior attore protagonista. Con la sua amata Redgrave, in questo periodo, girerà “Un tranquillo posto di campagna”(1968), di Elio Petri; “Dropout”(1970) e “La vacanza”(1971), diretti da Tinto Brass. Nero passa con facilità dai polizieschi ai film d’avventura, a quelli drammatici. In seguito, infatti, è sul set de “La papessa Giovanna”(1972), di Michael Anderson; “Il delitto Matteotti”(1973), per la regia di Florestano Vancini; il cult “Zanna Bianca”(1973), di Lucio Fulci; “I guappi”(1974), di Pasquale Squitieri e “Il ritorno di Zanna Bianca”(1974), sempre di Fulci.

Il ritorno al western, i film e le serie tv.

Nel 1976, è il professor Michele Belcore nel film “Gente di rispetto”, di Marco Bellocchio e lavora anche con Claude Chabrol nel bellissimo “Profezia di un delitto”, accanto a Stefania Sandrelli. Nello stesso anno, torna al western con “Keoma”, di Enzo G. Castellari mentre Guy Hamilton, invece, lo vuole per il ruolo del Tenente Colonnello Mike Barnsby nel film di guerra “Keoma”, con Harrison Ford e Robert Shaw. In televisione, sarà con Christopher Lee nel film “The Pirate”(1978), poi ne “La Salamandra”(1981) e nella miniserie “Le rose di Danzica”(1981). In quegli anni, gira il poliziesco “Il bandito dagli occhi azzurri”(1980), di Alfredo Giannetti; “Querelle De Brest”(198) e “Grog”(1982), diretto da Francesco Laudadio. Nel 1983, prende parte alle serie tv “Wagner”, accanto a Richard Burton; “The Last Days of Pompei”(1984); “Garibaldi il Generale”(1987) e “I Promessi Sposi”(1987), dove veste i panni di Fra’ Cristoforo, recitando accanto ad Alberto Sordi. Nel 1985, Pasquale Squitieri lo fa tornare al cinema con “Il pentito”, mentre nel 1987 è di nuovo nei panni di Django in “Django 2 – Il grande ritorno”, per la regia di Ted Archer. Anche Franco Zeffirelli resta incantato dalla sua bravura e gli affida il ruolo di Claudio Toscanini nel biografico “Il giovane Toscanini”(1988), accanto a C. Thomas Howell ed Elizabeth Taylor.

“58 minuti per morire – Die Harder” e i film degli anni '90.

Negli anni ’90, Hollywood lo richiama per “58 minuti per morire – Die Harder”(1990), di Renny Harlin, con Bruce Willis, mentre in Italia girerà “Prova di memoria”(1992), di Marcello Aliprandi e “Fratelli e sorelle”(1992), di Pupi Avati. Con “Jonathan degli orsi”(1994), di Enzo G. Castellani, Nero si cimenta anche come sceneggiatore e produttore e, nel frattempo, è nei film tv “Azzurro profondo”(1993), “Nemici intimi”(1994), “La Bibbia – David”(1997), “Bella mafia”(1997), “Deserto di fuoco”(1997) e “Il tesoro di Damasco”(1998), per tornare poi al cinema con “Li chiamarono… briganti!”(1999), diretto dal suo amico Pasquale Squitieri, con Enrico Lo Verso e Claudia Cardinale.

Gli anni Duemila,”Django Unchained” e i progetti futuri.

Gli anni Duemila si aprono col drammatico “Mirka”, di Rachid Menhadj e continuano con “Chimera”(2001), di Pappi Corsicato; “2012 – L’avvento del male”(2001), di Brian Trenchard-Smith e “Ultimo stadio”(2002), per la regia di Ivano De Matteo. Nel 2005, Franco Nero esordisce anche alla regia con il dramma “Forever Blues”, tratta da un testo teatrale di Enrico Bernard, con Minnie Minoprio. Nel 2008, è sul set di “Bastardi”, con Don Johnson e gira il film “La rabbia”, diretto da Louis Nero, mentre due anni dopo, incontra nuovamente la Redgrave sul set del drammatico “Letters to Juliet”(2010), di Gary Winick. Nel 2012, Quentin Tarantino lo vuole in un cameo nel blockbsuter “Django Unchained” e, negli ultimi anni, lo abbiamo visto in “Figli di Maam”(2014), di Paolo Consorti e ne “Il ragazzo della Giudecca”(2015), diretto da Alfonso Bergamo. Nel 2017, lo vedremo in “Rosso Istria”, di Maximiliano Hernando Bruno e nell’atteso “John Wick: Chapter 2”, per la regia di Chad Stahelski, con Keanu Reeves.