Jerry Lewis, il più grande attore comico della storia dello spettacolo mondiale, il 16 marzo compie 90 anni. La sua è una storia che inizia già nei primi anni ’30, per proseguire come se fosse sulle montagne russe, tra alti e bassi continui, partendo da un’infanzia non proprio felicissima, fino al trionfo a teatro, al sodalizio con Dean Martin, ai 60 film per il grande schermo (molti dei quali da regista) e al successo anche in televisione. Istrione straordinario, dotato di una mimica fuori dal comune, Lewis ha vinto decine di premi in tutto il mondo e, ancora oggi, dopo aver superato varie difficoltà fisiche, riesce ancora a far parlare di sè.

L’infanzia turbolenta e il teatro.

Joseph Levitch, questo il vero nome dell’artista, è nato il 16 marzo 1926, a Newark, nel New Jersey da Daniel, un attore/cantante e da Rachel, una pianista, entrambi immigrati russi di origine ebraica. Proprio per il lavoro dei genitori, Lewis si sposta in varie città, per poi trasferirsi da una zia ad Albany e iscriversi ad un collegio ad Irvington. Il suo comportamento al di sopra delle righe, e una forte lite con un insegnante, lo fecero espellere e, da quel momento, iniziò a fare vari lavoretti per guadagnarsi da vivere, da commesso a maschera di un cinema, fino a facchino in un albergo. Proprio qui, il suo datore di lavoro lo spinge ad intraprende la carriera nel mondo dello spettacolo visto che nei momenti di relax intratteneva i colleghi con imitazioni di cantanti famosi e sketch comici. Tramite conoscenze, Lewis riesce a farsi scritturare in un night club di Brooklyn e il suo talento lo porta, già nel 1944, ad esibirsi nei maggiori teatri degli USA e del Canada.

L’incontro e i film con Dean Martin.

Sempre nel 1944, l’attore incontra la cantante Patti Palmer e la sposerà dopo pochi mesi. Dal matrimonio nasceranno ben 6 figli. Due anni dopo, nel giugno del 1946, in un locale di New York, Lewis incontra un cantante di origini italiane, Dean Martin. L’attore resta affascinato dal suo talento e gli propone di esibirsi in uno spettacolo  l Club 500 di Atlantic City. Da allora, ha inizio un sodalizio professionale storico, che li porterà ad esibirsi a teatro, al cinema – in bem 16 pellicole, tra cui film “La mia amica Irma”(1949), “Irma va a Hollywood”(1950), “Il nipote picchiatello”(1955) e “Hollywood o morte”(1956) – e in televisione per un intero decennio. Il clamore mediatico fu talmente enorme che la DC Comics pubblicò addirittura una serie a fumetti, andata avanti dal 1952 al 1971. Nel 1956, però, la Paramount si accorse che il successo della coppia era dovuto, soprattutto alla verve e al talento di Lewis, così decise di sciogliere il duo, facendo sprofondare milioni di fan in tutto il mondo.

I film da regista e il sodalizio con Frank Tashlin.

La carriera di Jerry Lewis, comunque, non conobbe alcuna battuta d’arresto, come anche quella di Dean Martin. Il comico iniziò un sodalizio professionale col regista Frank Tashlin, col quale aveva già girato quando era in coppia con Martin, e che successivamente lo volle per “Il balio asciutto”(1958) e “Il ponticello sul fiume dei guai”(1960) e “Il Cenerentolo”(1960), grandissimo successo di pubblico e critica. Nello stesso anno, Lewis debutta alla regia con la commedia “Ragazzo tuttofare”, dove svilippa il metodo di ripresa detto “video assist”, con più monitor per rivedere, in tempo reale, il girato. Il seguito di pubblico gli fa girare e interpretare, a ruota, altri successi come “L’idolo delle donne”(1961), “Il mattatore di Hollywood”(1961) e “Le folli notti del dottor Jerryll”(1963),  “3 sul divano”(1966) e “Il ciarlatano”(1967). I film sono intervallati da altre pellicole che il comico gira con Tashlin: “Sherlocko investigatore sciocco”(1962), “Dove vai sono guai”(1963), e “Pazzi, pupe e pillole”(1964).

I problemi di salute e la trasmissione “Jerry Lewis MDA Telethon”.

Dalla metà degli anni ’60, quando la sua stella è al massimo fulgore, l’attore inizia a soffrire di terribili mal di schiena, dovuti a una caduta che gli causò lo scheggiamento di una vertebra. Nello stesso periodo, inizia ad avere anche problemi cardiaci e cali fisici dovuti al diabete. Nonostante ciò, nel 1970, dirige il successo “Scusi dov’è il fronte”, ma la gioia è, poi, stemperata dal flop del melodramma “The Day the Clown Cried”, ambientato in un campo di concentramento nazista. Tuttavia, dal 1966 in poi, inizia la famosa trasmissione “Jerry Lewis MDA Telethon”, presentato dal comico, per raccogliere fondi a favore dei malati di distrofia muscolare.  Per il suo impegno, l’attore viene nominato anche al Premio Nobel per la pace.

“Re per una notte” di Scorsese e gli ultimi lavori.

Nel 1980, Lewis divorzia dalla moglie Patti e, tre anni dopo, sposerà la ballerina SanDee Pitnick. Il suo fisico, in quel periodo, è sempre più debilitato e l’assunzione di steroidi, poi, lo porterà ad ingrassare di tanti chili. Come se non bastasse, Lewis ha contratto anche una forte meningite virale e una fibrosi polmonare, ma ha sempre trovato la forza di rialzarsi. Sempre nel 1980, gira e interpreta la commedia “Bentornato picchiatello” e nel 1983 è il protagonista, con Robert De Niro, di “Re per una notte”, diretto da Martin Scorsese. Nel 1989, prende parte al film “Cookie” di Susan Seidelman, seguito da “Mr. Sabato Sera”(1992), “Il valzer del pesce freccia”(1992) e “Il commediante”(1995) diretto da Peter Chelsom. Nel 1999, gli è stato assegnato il Leona d’Oro alla carriera al Festival di Venezia e nel 2009 il Premio umanitario Jean Hersholt. Gli ultimi film a cui ha preso parte sono: “Max Rose”(2013) di Daniel Noah e “Till Luck Do Us Part 2”(2013) per la regia di Roberto Santucci.  Nel corso del 2016, invece, apparirà nel thriller “The Trust”, accanto a Nicolas Cage.