Monica Bellucci bacia Alex Lutz e si apre così, con questa immagine scoppiettante il 70esimo Festival di Cannes. La madrina, in abito scuro con leggere trasparenze, ha ballato un tango da impazzire con il commediografo francese, uno spettacolo che spazza via le polemiche della partenza, quelle sul Netflix sì, Netflix no. È stato chiaro Pedro Almodovar, presidente della giuria, che pur difendendo l'ottimo lavoro fatto da Netflix ha specificato che sarebbe un paradosso dare la Palma d'Oro ad un film che in sala non ci è mai arrivato.

La modella 53enne è stata affascinante, passionale, incredibile. Gli occhi del mondo sono sul Festival ed è grazie a lei. Il suo abito blu notte lasciava intravedere gambe e seni, grazie ad un elegante drappeggio. Non solo Monica, i look che hanno fatto scalpore sono anche quelli di Charlotte Gainsbourg, di Susan Sarandon, di Robin Wright e di Bella Hadid.

La polemica Netflix.

Il Festival di Cannes 2017 si è aperto in modo piuttosto incandescente, con una polemica che sta tenendo banco alla Croisette rischiando addirittura di oscurare i film in gara. Al centro di tutto, la conferenza stampa della giuria tenutasi nella giornata di apertura, il 17 maggio. Alcune delle star presenti, in modo particolare il regista spagnolo Pedro Almodovar (presidente di giuria) e l'attore Will Smith, si sono espressi sulla presenza di due film presenti in concorso che saranno visibili solo sulla piattaforma Netflix e non usciranno in sala, "The Meyerowitz Stories" di Noah Baumbach con Dustin Hoffman e Adam Sandler e "Okja" di Bong Joon-Ho con Tilda Swinton.

Pedro Almodovar ha dichiarato

Sarebbe un paradosso una Palma d'oro ad un film non destinato alla sala. Le piattaforme digitali in sé sono principio giusto e positivo ma questo non dovrebbe sostituire la forma esistente come la sala cinematografica e non dovrebbe alterare le abitudini degli spettatori. Per me la soluzione è semplice: le nuove piattaforme devono accettare le regole attuali del gioco, l’unica strada per sopravvivere. Credo fermamente che almeno la prima volta che qualcuno vede un film sia necessario che lo schermo sul quale lo vede non sia più piccolo della propria sedia. Sono convinto che noi spettatori dobbiamo essere più piccoli per entrare nell’immagine e nella storia.

Di parere diverso, Will Smith, uno dei giurati

A casa a aspettarmi ho tre figli di 24, 18 e 16 anni. Vanno al cinema due volte la settimana e guardano sempre film su Netflix. Non so cosa accade nelle altre case ma nella mia l’arrivo di Netflix non ha avuto nessun effetto sull'andare al cinema. Sono due tipi di fruizione diverse, quando vogliono sentirsi umili di fronte a certe immagini vanno al cinema, altre volte le vedono sul piccolo schermo. Netflix, a casa mia, non ha fatto altro che ingrandire l’offerta, ha permesso ai miei figli di vedere film che altrimenti non avrebbero mai visto e li ha messi in contatto con tutto un mondo underground di storie che si trovano a 8000 chilometri da loro.