Nel 2002, “Il Mio Grosso Grasso Matrimonio Greco”, diretto da Joel Zwick, conquistava il botteghino grazie ad una storia semplice, fresca ed irresistibilmente divertente. La protagonista è Nia Vardalos, nei panni di Toula Portokalos, una ragazza di 30 anni, di origini greche, che abita a Chicago e che ancora non ha trovato marito. La rigida famiglia della donna, saldamente ancorata alle tradizioni greche, è preoccupatissima e vorrebbe addirittura spedirla in Grecia per trovare un uomo che rispetti tutti i “loro” canoni. Ma Toula non ci sta, cambia look, s’iscrive ad un corso d’informatica e si mette a lavorare nell’agenzia di viaggi di sua zia. Proprio qui, incontra Ian Miller (John Corbett), un’affascinante insegnante di letteratura, vegetariano e totalmente agli antipodi di qualsiasi tradizione greca. I due s’innamoreranno perdutamente e quando lui le proporrà di sposarlo, se la dovrà vedere con tutta la famiglia Portokalos.

Romanticismo, comicità ma anche riflessione su tolleranza relgiosa e sociale.

La storia è ispirata proprio alle vicende personali dell’attrice Nia Vardalos che, prima di essere trasposte per il grande schermo, sono state portate a teatro e, proprio in occasione di uno dei tanti spettacoli, la bravrua della Vardalos fu notata dalla moglie di Tom Hanks che propose al marito di produrre la pellicola. La Vardalos è anche la sceneggiatrice ed è la vera colonna portante di tutto il film. Divertente, non bellissima, ma carismatica e magnetica, l’attrice incarna i pregi e i difetti della cultura greca in contrasto con quelle americane, rappresentate da John Corbett. Zwick è molto abile nello sfruttare il talento dei protagonisti per portare in scena una delle commedie più riuscite degli ultimi 20 anni, con un mix di romanticismo e comicità surreale che ha come cornice anche una bella riflessione sulla diversità e la tolleranza tra diverse etnie e, quindi religioni e classi sociali.

Le nomination, gli incassi e il sequel.

“Il Mio Grosso Grasso Matrimonio Greco” fu un successo clamoroso. Partendo da un budget di 5 milioni di dollari, il film ne incassò ben 368.744.044 e Nia Vardalos fu nominata ai Golden Globe come Migliore attrice in un film commedia o musicale e agli Oscar per la Migliore sceneggiatura originale. Nel marzo del 2016, è arrivato sui nostri schermi anche il sequel, intitolato semplicemente “Il Mio Grosso Grasso Matrimonio Greco 2”, diretto, stavolta, da Kirk Jones e interpretato sempre dalla Vardalos e John Corbett, alle prese con i problemi legati alla crisi economica e alla figlia adolescente Paris (Elena Kampouris). Purtroppo, gli incassi non sono stati esaltanti come nel caso del primo capitolo e si sono assestati, globalmente, sugli 89 milioni di dollari, segno che non tutti i sequel escono propriamente col buco.