E’ uno degli attori più eclettici e talentuosi di Hollywood. Jared Leto – 45 anni il 26 dicembre – ha sempre dimostrato un trasformismo incredibile in quasi tutti i 23 film che ha girato nel corso della sua strabiliante carriera. Attore, musicista (dei 30 Seconds to Mars) e regista, Leto ha fatto suo l’Oscar come Migliore attore non protagonista per lo strabiliante ruolo di Rayon, transgender sieropositiva in “Dallas Buyers Club”, diretto da Jean-Marc Vallée e, l’anno prossimo, lo vedremo in un ruolo, ancora inedito, nell’attesissimo sequel, “Blade Runner 2049”.

“My So-Called Life” e le prime serie tv.

Leto è nato a Bossier City, in Louisiana ma, dopo la separazione dei suoi genitori, ha viaggiato in vari stati a causa del lavoro di suo nonno, che faceva parte della United States Air Force. Fin da piccolo, Leto ha sempre voluto aiutare economicamente la sua famiglia e, già a 12 anni, trova un impiego come lavapiatti e a 16 come portiere in un nightclub. In seguito, s’iscrisse alla scuola privata Flint Hill di Oakton, in Virginia e conseguì il diploma alla Emerson Preparatory School di Washington, nel 1989. Successivamente, frequenta l’Università delle Arti di Filadelfia, dove studia pittura, ma la passione per la recitazione fu più forte e lo portò a New York. Mentre studiava, girò e interpretò il corto “Crying Joy” e nel 1992 era già a Los Angeles sul set delle serie tv “Camp Wilder” e “Famiglia cercasi”, anche se la popolarità arrivò con “My So-Called Life”, serie in cui interpretava il ruolo di Jordan Catalano, timido fidanzato della protagonista, Claire Danes.

I grandi film degli anni ’90: da “Prefontaine” ad “American Psycho”.

Il primo ruolo per il grande schermo arriva nel 1995, con il film “Gli anni dei ricordi”, di Jocelyn Moorhouse mentre, l’anno dopo, è il protagonista de “L’ultimo dei grandi re”, diretto da David Keating. Nel 1997, è nel cast di “Linea di sangue”, di Jeb Stuart, ma nello stesso ann, gira anche “Prefontaine”, di Steve James, dove Leto è nei panni del corridore Steve Prefontaine, morto a 24 anni. La trasformazione fisica dell’attore colpisce critica e pubblico, facendolo balzare all’onore delle cronache. Dopo “Basil”(1998) e l’horror “Urban Legend”(1998), Leto è sul set de “La sottile linea rossa”(1998), di Terrence Malick, con Sean Penn e Adrien Brody. Il film riceve 7 nomination agli Oscar  il plauso della critica. In seguito, Leto gira film straordinari come “Black & White”(1998), di James Toback; “Fight Club”(1999), di David Fincher; “Ragazze interrotte”(1999), diretto da James Mangold e “American Psycho”(2000), di Mary Harron.

“Requiem for a Dream” e l’esperienza con i 30 Seconds To Mars.

Per “Requiem for a Dream”(2000), diretto da Darren Aronofsky, Leto si trasformò nuovamente per il difficile ruolo dell’eroinomane Harry Goldfarb, arrivando a perdere 13 chili. David Fincher lo richiama per “Panic Room”(2002), dove l’attore recita accanto a Jodie Foster, conquistando il botteghino ma, nello stesso anno, decide di fermarsi per dedicarsi alla musica. Infatti, fonda col fratello il gruppo 30 Seconds to Mars, scalando le classifiche mondiali. Il gruppo pubblicherà, in tutto, 4 album – “30 Seconds to Mars”(2002); “A Beautiful Lie”(2005); “This is War”(2009) e “Love, Lust, Faith and Dreams”(2013) – e molti singoli di successo. Nel frattempo, nel 2004 ottiene il ruolo di Efistione in “Alexander”, di Oliver Stone, con Colin Farrell e, nel 2005, è Vitaly Orlov in “Lord of War”, di Andrew Niccol, accanto a Nicolas Cage. Nel 2006 è Raymond Fernandez in “Lonely Hearts”, di Todd Robinson, basato sulla storia vera degli assassini dei "cuori solitari", negli anni ‘40.

L’Oscar per “Dallas Buyers Club”, Joker e “Blade Runner 2049”.

Nel 2007, Leto è il protagonista di “Chapter 27”, film di Jarrett Schaefer, dove è nei panni di Mark Davis Chapman, l’uomo che uccise John Lennon, nel 1980.  L’attore aumentò il suo peso di circa 30 chili e ha sempre dichiarato che è stato traumatico poi rimettersi in forma. Nel 2009, torna sulle scene in “Mr. Nobody”, diretto da Jaco Van Dormael, portando a casa la Coppa Volpi per la Migliore interpretazione maschile al Festival di Venezia. Finalmente, nel 2013, riesce a vincere il Golden Globe e l’Oscar come Migliore attore non protagonista grazie al ruolo del transgender Rayon nel bellissimo e pluripremiato “Dallas Buyers Club”, di Jean-Marc Vallée, accanto ad un grande Matthew McConaughey, premiato anche lui con l’Oscar come Miglior attore protagonista. Quest’anno, è tornato alla grande sulle scene nel ruolo di Joker nel blockbuster “Suicide Squad”, di David Ayer, facendo impazzire i fan e la critica grazie alla sua performance al di fuori dagli schemi. Nel 2017, invece, lo vedremo in un ruolo ancora inedito nell’atteso sequel “Blade Runner 2049”, di Denis Villeneuve, accanto ad Harrison Ford e Ryan Gosling.