Natale, si sa, è un periodo tradizionalmente redditizio per gli incassi cinematografici. I dati provenienti dal box office dello scorso weekend, quello precedente al fine settimana del 25 dicembre, forniscono tuttavia dati particolarmente sconfortanti per la produzione nazionale. Non solo, infatti, l'affluenza nelle sale è di un terzo inferiore rispetto all'analogo periodo del 2015 ma, soprattutto, è lampante come le cifre registrare al botteghino mostrino una netta superiorità della produzione di Hollywood su quella tricolore: il blockbuster a stelle e strisce, insomma, sta battendo sonoramente i cinepanettoni e affini. Un dato per cui produttori e distributori italiani devono solo fare mea culpa, in virtù della decisione azzardata di moltiplicare il numero di pellicole natalizie made in Italy.

Rogue One vince con oltre 3 mln, secondo Tim Burton.

Il vincitore del weekend del 15 dicembre, manco a dirlo, è Rogue One, il primo spin off della saga di Star Wars. Un prodotto talmente atteso dai fan e lanciatissimo dall'immenso battage pubblicitario messo in atto da Disney-LucasFilm, che non poteva che trionfare. Il risultato ammonta a 3.078.191 euro con la migliore media schermo pari a 4,7 mila euro (658 le copie distribuite in tutta Italia, con ghiotte anteprime notturne programmate il 14). Il record del precedente capitolo starwarsiano Il risveglio della forza (6,6 milioni con 826 copie) è lontano, è vero, ma si tratta comunque di un risultato ragguardevole. Al secondo posto, troviamo "Miss Peregrine – La casa dei ragazzi speciali", che, presente "solo" su 287 schermi, ha totalizzato 1.010.058 euro. Altro successo annunciato, dal momento che si tratta del nuovo film del regista cult Tim Burton.

L'Italia resta a guardare (con 5 cinepanettoni)

E l'Italia? Va in cerca del pubblico che non sopporta le atmosfere bellico-fantascientifiche di Star Wars né il gotico poetico di Burton, spalmando però il proprio target su ben 5 pellicole in uscita contemporaneamente. Nel proposito di intercettare quel pubblico che sceglie il buio della sala solo (o quasi) nel periodo natalizio, la produzione nazionale ha proposto Poveri ma ricchi, la commedia di Fausto Brizzi con Christian De Sica, che ha portato a casa 923.625 euro (434 copie, il doppio rispetto a Miss Peregrine), "Natale a Londra-Dio salvi la regina" con Lillo & Greg, Frassica e Paolo Ruffini, fermatosi a 720.222 (473 copie), e Fuga da Reuma Park che conferma quanto il trio Aldo, Giovanni&Giacomo non tiri più come una volta (640.547 con 376 copie). Inoltre, la settimana prima erano usciti la comedy politicamente corretta con Bisio/Gassmann Non c’è più religione e l'ennesimo cinepanettone con Massimo Boldi Un Natale al Sud (le cui critiche di Fanpage.it hanno sollevato l'ira dello stesso attore). Nel finesettimana del 15, questi ultimi due film hanno incassato 388.125147.730 euro, calando rispettivamente del 77% e dell'85% rispetto a quello precedente. Ci troviamo di fronte, insomma, a un bailamme di produzioni dallo stile affine che manda in confusione il pubblico, probabilmente ancora abituato ai tempi in cui i Vanzina o Neri Parenti regalavano un solo film natalizio capace di portare in sala frotte di italiani.

Alessandro Siani, unica speranza italiana delle feste.

Va detto che il giudizio definitivo sull'andamento del Natale 2016 va sospeso sino alla fine del periodo festivo, quando a tirare le somme saranno i già citati spettatori che si spostano al cinema solo tra un cappone natalizio e un cenone di Capodanno, certamente più attirati da gag, peti o spogliarelli piuttosto che da dissertazioni sulla Forza e il Lato oscuro o dai piccoli freaks burtoniani. Attenzione, però: nei prossimi giorni sono in arrivo anche il cartoon Disney Oceania come pure Il GGG di Steven Spielberg, due pellicole appositamente studiate per le famiglie. Ecco che le speranze dell'Italia sono così concentrate su Alessandro Siani, probabile "salvatore" con Mister felicità. Non a caso, quest'ultimo uscirà il 1 gennaio, dribblando la concorrenza Usa come già fece Checco Zalone con Quo Vado? (che raccolse 7 milioni solo il primo giorno). Resta assodato che, nel futuro prossimo, produttori e distributori dovranno riflettere sulla questione e prendere atto del fatto che moltiplicare l'offerta non fa bene al cinema italiano, ma è l'equivalente economico di un suicidio.