Il bellissimo documentario di Gianfranco Rosi, “Fuocoammare”(2016), vincitore dell’Orso d’Oro al Festival di Berlino, è candidato agli Oscar 2017 ed è l’unico italiano in gara, quest’anno, che potrebbe portare a casa l’ambito riconoscimento. Nel film, Rosi racconta il fenomeno dell’immigrazione a Lampedusa, visto attraverso gli occhi degli isolani, con una forza dirompente, che punta direttamente al cuore e allo stomaco degli spettatori. In attesa di vedere se trionferà agli Oscar, ecco 10 curiosità che, probabilmente, ancora non conoscevate.

1. Un anno sull’isola.

Gianfranco Rosi ha vissuto per un anno a Lampedusa, curando sul posto anche il montaggio del film. Il regista contava di trattenersi solo tre settimane. Rosi ha chiesto a Jacopo Quadri, che si è occupato del montaggio, di lavorare lì per non perdere il contatto con la realtà dell'isola.

2. Il parere di Sorrentino sulla candidatura agli Academy.

Paolo Sorrentino aveva ragione. Il premio Oscar napoletano, infatti, aveva affermato che il film di Rosi andava candidato agli Oscar nella categoria documentari e non in quella dei film stranieri, dalla quale, infatti è stato scartato. Così facendo oggi, molto probabilmente, avremmo avuto due candidati italiani agli Academy Awards 2017.

3. La profezia di Meryl Streep.

La divina Meryl Streep, Presidente della giuria al Festival di Berlino 2016, al momento della consegna dell’Orso d’Oro a Rosi, gli confessò che sarebbe stata contenta se il suo documentario fosse arrivato agli Oscar perché aveva tutte la carte in regola per convincere l’Academy. Profetica.

4. Gli abitanti di Lampedusa, i non attori di Rosi.

Tutte le persone che vediamo nel film non sono assolutamente attori, ma abitanti dell’isola, incontrati per caso da Rosi durante le riprese. Lo sono anche il 12enne Samuele e Pietro Bartolo, il dottore/angelo di Lampedusa.

5. Le due scene a bordo delle navi.

Rosi ha partecipato personalmente a due traversate a bordo delle navi. Durante la prima, è mostrata l’organizzazione a bordo di coloro che si preparano ad effettuare i soccorsi, mentre nella seconda c’è la parte più tragica che vediamo nel finale del documentario e che, naturalmente, non vi sveleremo.

6. Film di denuncia, politico o altro?

Gli abitanti di Lampedusa, inizialmente, non sono stati molto ospitali con Rosi, perché pensavano che volesse realizzare l’ennesimo film di denuncia o meramente politico. In realtà, il regista ha più volte ribadito che ha voluto girare “Fuocoammare” per portare al cinema una storia che tutti conoscono ma che forse sentono distante o meno grave di quella che è.

7. Il titolo ispirato ad una canzone siciliana.

Il titolo del film fa riferimento a un’omonima canzone siciliana che, nel film, Maria Signorello dedica al marito pescatore attraverso la radio locale. Inoltre, l’espressione veniva usata, durante la Seconda guerra mondiale, per indicare le navi da guerra che illuminavano il mare di mille luci.

8. La dedica di Rosi a Berlino.

Quando Rosi ha ritirato l’Orso d’Oro a Berlino, ha voluto dedicare il premio a coloro che non sono mai arrivati a Lampedusa e agli abitanti dell’isola, invitando tutti ad abbattere tutte le barriere, soprattutto quelle mentali.

9. Gli incassi e la distribuzione.

Il film ha incassato, in Italia, 692.691 euro ed è stato distribuito in 60 paesi.

10. I premi.

“Fuocoammare”, oltre all’Orso d’Oro al Festival di Berlino, ha vinto il Gran Premio della Stampa Estera durante la cerimonia dei Globi d’Oro; lo European Film Awards come Miglior documentario e il Premio Roberto Perpignani al Miglior montatore, andato a Jacopo Quadi. Il docufilm è stato candidato anche a 4 David di Donatello e al Premio César.