"Nuovo Cinema Paradiso", il film più celebre di Giuseppe Tornatore, è uno dei più grandi cult italiani degli ultimi decenni. Sarà per il prestigioso Oscar come miglior film straniero conquistato, per la sua aura di meravigliosa cinefilia nostalgica, per il suo mix di commedia e melodramma, per l'indimenticabile colonna sonora scritta da Ennio Morricone e da suo figlio Andrea. Fatto sta che, a distanza di oltre 25 anni, è ancora impossibile non commuoversi alla sua visione. Il film ha vinto anche un Golden Globe, il premio della Giuria al Festival di Cannes, cinque Bafta e il David di Donatello per le musiche. Ecco cinque curiosità sul film che forse non conoscevate.

1. Il flop iniziale e le scene tagliate.

Quando uscì nel 1988, la pellicola fu un fiasco clamoroso in tutta Italia (tranne che a Messina), tanto che Tornatore fu costretto a tagliare alcune scene per un totale di 26 minuti. Tra queste, venne eliminato l'incontro in cui Totò, tornato in Sicilia dopo una lunga assenza, rivede Elena. Il film ebbe però un grande successo al Festival di Cannes l'anno dopo e conquistò quindi l'Oscar, divenendo un enorme successo.

2. Giancaldo e il Nuovo Cinema Paradiso non esistono.

Giancaldo, il paesino siciliano che fa da sfondo alla vicenda, in realtà non esiste. Le riprese sono state effettuate a Bagheria, che ha dato i natali a Tornatore, e in un'altra decina di località. Giancaldo è in realtà il nome della montagna che sovrasta la stessa Bagheria (chiamata Baaria nel dialetto locale, come l'omonimo film che lo stesso Tornatore girerà nel 2009).

Anche l'edificio del cinema non esiste: è stato interamente ricostruito e collocato nella piazza, per poi essere smontato al termine delle riprese. Gli interni sono invece stati ricostruiti nella chiesa di Maria Santissima del Carmelo a Palazzo Adriano.

3. Che fine hanno fatto i membri del cast.

Il piccolo protagonista Salvatore Cascio, interprete di Salvatore "Totò" da bambino, era un personaggio televisivo lanciato al Maurizio Costanzo Show. Grazie al film ha vinto un BAFTA come miglior non protagonista. Dopo una manciata di pellicole girate nei dieci anni successivi, si è ritirato dal cinema, per tornare nello sfortunato "Padre Speranza" di Ruggero Deodato (2005) e nel documentario "Protagonisti per sempre" (2014).

Philippe Noiret (Alfredo, personaggio ispirato al puparo siracusano Alfredo Vaccaro), uno dei più grandi attori francesi di sempre, è morto nel 2006 dopo aver regalato una carriera lunghissima ed eclettica, con diverse incursioni nel cinema italiano (vedi la saga di "Amici Miei"). Agnese Nano (Elena), allora quasi esordiente, ha raggiunto la popolarità negli anni 90 grazie alle fiction "Edera" e "Incantesimo". Ha recitato anche in "Il mio miglior nemico" di Carlo Verdone e "Miracolo a Sant'Anna" di Spike Lee.

4. La scena finale dei baci tagliati.

La scena più indimenticabile del film è sicuramente il finale, in cui un Totò ormai adulto (interpretato da Jacques Perrin) visiona una bobina che gli ha lasciato l'amico Alfredo come ultimo dono, contenente le scene tagliate dei baci di diversi film. Pare che l'idea sia stata suggerita al regista dal compaesano Filippo Lomedico, che possedeva una collezione di fotogrammi dei più celebri baci cinematografici. La scena è stata omaggiata nell'episodio "Rubare la prima base" della ventunesima stagione de "I Simpson".

I film riconoscibili nella sequenza e nel resto del film sono: L'angelo azzurro, La febbre dell'oro, Furia, Biancaneve e i sette nani, Via col vento, Casablanca, In nome della legge, Lo sceicco bianco, Sette spose per sette fratelli, Charlot e Fatty boxeurs, Addio alle armi, Verso la vita, La leggenda di Robin Hood, Ombre rosse, Il dottor Jekyll e Mr. Hyde, La cena delle beffe, La vita è meravigliosa, La terra trema, I pompieri di Viggiù, Riso amaro, Catene, Anna, Bellissima, I vitelloni, Senso, Mambo, L'oro di Napoli, E Dio creò la donna, Il grido, Ulisse, Europa '51, Poveri ma belli, Umberto D., Vacanze Romane, Lo sceicco, La bella e la bestia, Nel paese delle meraviglie, Il grande tormento, I dimenticati, Il cammino della speranza, La signora del venerdì, Il mio corpo ti scalderà.

5. Il cameo di Tornatore.

Giuseppe Tornatore si ritaglia un cameo nel finale del film. È lui il proiezionista cui Totò affida la bobina con i baci censurati lasciatagli in eredità da Alfredo. Per quel ruolo, Tornatore voleva in realtà il grande Federico Fellini, ma il regista riminese rifiutò.