Era il 1994 – precisamente il 14 ottobre, lo stesso giorno dell'uscita di "Pulp Fiction" – quando il film drammaticoLe ali della libertà” (“The Shawshank Redemption”) invadeva le sale statunitensi, e poi quelle di tutto il mondo, diventando, in brevissimo tempo, uno dei più bei film della storia del cinema. In cabina di regia c’era un giovanissimo Frank Darabont e i protagonisti assoluti Tim Robbins e Morgan Freeman. La pellicola è tratta dal racconto di Stephen King “Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank”, pubblicato nella raccolta “Stagioni diverse”. La pellicola è al primo posto nella classifica Top 250 stilata dagli utenti di Internet Movie Database con più di un milione di votanti e una media del 9,2 su 10.

Per quei  pochi che non lo conoscessero, la storia è ambientata nel 1946. Il protagonista è Andy, un bancario del New England, che viene processato per l'omicidio della moglie e del suo amante e viene condannato a un doppio ergastolo e recluso nel penitenziario di Shawshank. All'inizio è vittima delle violenze dei reclusi, poi però diventa il consulente finanziario delle guardie. Scopre così che il direttore falsifica i libri contabili intestando i conti a un certo Randall Stevens. Fuggito di prigione attraverso un tunnel costruito negli anni, Andy assume l'identità di Randall Stevens, denuncia il direttore e va in Messico. Fra le sbarre, Andy conosce veramente personaggi di tutti i generi,  ma soprattutto, stringe amicizia con Ellis Boyd Redding detto Red, un personaggio che controlla il contrabbando all'interno del carcere e che sarebbe in grado di procurare praticamente ogni oggetto gli venga richiesto e il bibliotecario Brooks Hatlen, un vecchio ergastolano che incarna la grandezza del cinema americano di una volta.

Il successo è letteralmente travolgente. Il film vince tantissimi premi e viene nominato a due Golden Globe e a 7 premi Oscar, senza però, riuscire a portare a casa nessun di questi riconoscimenti. Le citazioni, in questi 20 anni, si sprecano, film basati sullo stesso filone ne avremmo visti a centinaia, ma ogni volta che rivediamo “Le ali della libertà” le emozioni che riviviamo sono immutate, e lo saranno per sempre.