Un vero e proprio animale da palcoscenico. Leo Gullotta, 70 anni il 9 gennaio, è noto al grande pubblico soprattutto grazie al Bagaglino e all’esilarante personaggio di Leonida, moglie di Pippo Franco. In realtà, l’artista è uno dei più completi, istrionici e prolifici della storia dello spettacolo italiano. Più di 90 film, 80 spettacoli teatrali, 37 tra serie e film tv, 42 partecipazioni a trasmissioni televisive e poi radio e pubblicità. Ha prestato anche la sua voce ad attori del calibro di Joe Pesci, Christian Clavier, Paul Giamatti, Woody Allen, Paul Sorvino e tantissimi altri. In totale, è riuscito a portare a casa 3 David di Donatello, 3 Nastri d’Argento, 2 Globi d’Oro, 1 Ciak d’Oro, oltre ad altre decine di premi e nomination. decine di volte.

Il teatro dei grandi autori e i primi film.

Leo Gullotta – il nome completo è Salvatore Leopoldo Gullotta – è nato a Catania il 9 gennaio 1946 e inizia fin da giovanissimo a lavorare nel mondo dello spettacolo come comparsa al Teatro Massimo Bellini. A soli 14 anni è già sul palco con lo spettacolo “Morti senza tomba”, di Sartre, poi nel 1963 prende parte a “Questa sera si recita a soggetto” di Pirandello e a “Il giorno della civetta” di Sciascia. Nel 1964 esordisce anche in televisione nello sceneggiato in sei puntate “Mastro Don Gesualdo”, diretto da Giacomo Vaccari. Gli anni ’60 lo vedono, principalmente, impegnato nel grande teatro, portando in scena i capolavori di Molière, Shakespeare, Pirandello e tanti altri. L’esordio sul grande schermo, invece, risale al 1971 con la commedia “Lo voglio maschio”, diretta da Ugo Saitta e, da quel momento, non si è più fermato. A seguire, girerà, infatti, “Maria Rosa la guardona”(1973), di Marino Girolami, “La soldatessa alla visita militare”(1977) diretto da Nando Cicero e “Rock and roll”(1978) di Vittorio De Sisti.

“Mi manda Picone”, “Il camorrista” e i film degli anni ‘80.

Gli anni ’80 si aprono con il film di Nanny Loy “Café Express”, dove Gullotta recita accanto a Nino Manfredi e Adolfo Celi, nel ruolo di Imbastaro, il passeggero siciliano affetto da strabismo. Il decennio è molto prolifico dal punto di vista cinematografico, dato che l’attore prende parte a ben 29 film, tornando a lavorare con Loy in “Testa o croce”(1982), “Mi manda Picone”(1983), per il quale vince il Nastro d’Argento come attore non protagonista,  e “Scugnizzi”(1989). Altri film molto importanti di questo florido periodo sono: “Spaghetti House”(1982) di Pino Tosini, “Il Bi e il Ba”(1986) di Maurizio Nichetti, il cult “Grandi Magazzini” di Castellano e Pipolo, “Il camorrista”(1986), che gli fa vincere il David di Donatello come Miglior attore non protagonista,  e “Nuovo Cinema Paradiso”(1988) di Giuseppe Tornatore, dove da l’ennesima prova di essere un grandissimo attore, nel commovente ruolo di Ignazino. Sempre negli anni ’80, Pier Francesco Pingitore lo dirige in molti spettacoli teatrali, tra cui “My fair Minnie”(1980-81), “Hello Dollar!”, “Quirinal Tango”(1985), “Sederini famosi”(1986) e  “Biberao”(1989) e negli show televisivi “Sogni di gloria 2” e “Per chi suona la campanella”(1986). Gullotta è presente anche in tv nei flm “I ragazzi di celluloide”(1981) di Sergio Sollima, “Guerra di spie”(1988) diretto da Duccio Tessari, “Il ricatto”(1989)  e nelle serie tv “Le avventure di Mozziconi”(1983) di Paolo Fabbri  e “La famiglia Brandacci”(1987) di Sergio Martino.

Il Bagaglino, le fiction e le pellicole degli anni ‘90.

Proprio con Pier Francesco Pingitore, inizierà il suo sodalizio con il Bagaglino e il successo con le trasmissioni “Biberon” Biberon 2″, "Biberon 3", "Créme caramel", "Saluti e baci" e "Bucce di banana", “Champagne”; “Rose rosse”, “BuFFFonI”, “Saloon”; “Marameo” e tantissime altre trasmissioni sullo stesso filone satirico. Gullotta è uno dei personaggi di punta e più amati in assoluto. Oltre alla strampalata e divertente signora Leonida, ha la possibilità di lanciarsi nelle imitazioni di tanti personaggi famosi tra cui Gina Lollobrigida, Raffaella Carrà, Rosanna Cancellieri e Sandra Milo. L’ultimo spettacolo televisivo col Bagaglino, e quindi con Pingitore, risale al 2008, e il titolo è “Gabbia di matti”. Naturalmente, gli anni ’90 lo vedono ancora protagonista anche a teatro e al cinema. I film più importanti a cui prende parte, passando con estrema naturalezza da ruoli drammatici a comici, sono: “Stanno tutti bene”(1990) e “L’uomo delle stelle”(1995) di Tornatore; “Pacco, doppio pacco e contropaccotto”(1992) del suo amico Nanni Loy; “La scorta”(1993) diretto da Ricky Tognazzi; “Uomini uomini”(1995), “3”(1996) e “Simpatici e antipatici”(1998) diretto da Christian De Sica; “Palla di neve”(1995) di Maurizio Nichetti e il bellissimo “Un uomo perbene”(1999) di Maurizio Zaccaro, ispirato alla vita del conduttore tv Enzo Tortora. Nello stesso periodo, precisamente nel 1995, l’attore dichiara la sua omosessualità al magazine “Rome gay”. Nel 1998 pubblica anche la sua autobiografia, "Mille fili d'erba" e prende parte agli sceneggiati tv “Mamma per caso” e “Le ragazze di Piazza di Spagna”.

Gli anni Duemila tra dramma e commedia.

Durante gli anni Duemila, il successo delle trasmissioni del Bagaglino si affievolisce e “Mi consenta”(2003), “Torte in faccia”, “E io pago…” e “Gabbia di matti” non otttengono più lo stesso clamore di “Biberon” e dei seguitissimi show degli anni ’80. Poco male per Gullotta, che continua la sua instancabile cavalcata al cinema, teatro e in tv. Infatti, prende parte all’esordio sul grande schermo di Asia Argento con “Scarlet Diva”, poi è nei panni dell’ingegnere Mario Pancini in “Vajont – La diga del disonore”(2001), di Renzo Martinelli, per il quale vince il David di Donatello e il Nastro d'Argento come Miglior attore non protagonista. Successivamente, gira “In questo mondo di ladri”(2004) di Carlo Vanzina, “Fatti della banda della Magliana”(2005) di Daniele Costantini, “Baarìa”(2009) di Tornatore, “Un intellettuale in borgata”(2014) e, ultimamente, è stato la voce narrante nel film “Italo”, diretto da Alessio Scarso, con Marco Bocci. In televisione, l’abbiamo visto nei film “Villa Ada”, “Onora il padre”, “Il bell’Antonio” e “Di che peccato sei”. L’attore ha doppiato, inoltre, il mammut Manny nei vari capitoli dei film d'animazione "L'era glaciale" e, tra la fine del 2015 e l’inizio di quest’anno, ha portato in teatro “Spirito Allegro”, celebre commedia di Noel Coward.