Com’è possibile che non abbia mai vinto l’Oscar? Questo è il primo interrogativo che la maggior parte dei cinefili si pone pensando a Liam Neeson. Mito e pilastro assoluto del cinema internazionale, l’attore compie 65 anni il 7 giugno e, finora, ha girato quasi 70 film, senza mai portare a casa l’ambita statuetta dorata. L’ha sfiorata nel 1994, per lo straordinario ruolo di Oskar Schindler in “Schindler’s List – La lista di Schindler”, di Steven Spielberg, ma da allora l’Academy sembra averlo dimenticato.

Boxeur mancato.

Neeson è nato a Ballymena, una cittadina dell’Irlanda del Nord e, ad appena 9 anni, inizia a prendere lezioni di boxe alla “All Saints Youth Club”, ma a causa di una sincope si dovrà ritirare dal ring. Dopo aver abbandonato la Queen’s University di Belfast, fa diversi lavoretti ma si accende in lui anche la passione per la recitazione. S’iscrive, cos’, alla Gaiety School of Drama di Dublino e, in seguito, diventa uno dei membri del Royal National Theatre di Londra. Nel 1978, gira un episodio della serie televisiva “Play for Today” ed esordisce sul grande schermo nel film “Pilgrim’s Progress”, di Ken Anderson. Il grande pubblico, però, inizia a conoscerlo con “Excalibur”, di John Boorman, del 1981, in cui Neeson interpreta il ruolo di Galvano. Altri film importanti, dello stesso periodo, sono “Krull”(1983), di Peter Yates e “Il Bounty”(1984), diretto da Roger Donaldson, con Mel Gibson.

La nomination agli Oscar per “Schindler’s List” e la Coppa Volpi per “Michael Collins”.

Nel 1986, Neeson prende parte ad un episodio di “Miami Vice” ed è diretto nuovamente da Peter Yates nel thriller “Suspect – Presunto colpevole”. Nel 1988, invece, inizia il sodalizio artistico con il regista Neil Jordan con la commedia “High Spirits – Fantasmi da legare” mentre due anni dopo è sul set di “Darkman”, diretto da Sam Raimi. Il vero salto verso l’Olimpo di Hollywood avviene nel 1993, quando Spielberg gli affida il difficile  e straordinario ruolo di Oskar Schindler nel cult “Schindler's List – La lista di Schindler”. La pellicola portò a casa 7 Oscar, ma Neeson non riuscì a vincere quella al Miglior attore protagonista, andata a Tom Hanks per “Philadelphia”. Da quel momento, però, la sua carriera spicca definitivamente il volo. L’attore è sul set di “Nell”(1994), di Michael Apted ed è protagonista del biografico “Michael Collins”(1996), di Neil Jordan, che gli fa vincere la Coppa Volpi al Festival di Venezia per la Migliore interpretazione maschile.

Da “I miserabili” a “Batman Begins”.

Nel 1998, Neeson è Jean Valjean ne “I miserabili”, di Bille August e, l’anno dopo, lo vediamo nei panni di Qui-Gon Jinn in “Star Wars: Episodio I – La minaccia fantasma”, di George Lucas. Nel 2002, è sul set di “Gangs og New York”, di Martin Scorsese e gira anche la commedia corale “Love Actually – L’amore davvero”(2003), di Richard Curtis. Torna al biografico con “Kinsey”(2004), di Bill Condon, in cui ci racconta la storia e le ricerche del sessuologo Alfred Kinsey e che gli regala la nomination ai Golden Globe come Miglior attore in un film drammatico. Ridley Scott, invece, lo vuole per il ruolo di Goffredo di Ibelin ne “Le crociate – Kingdom of Heaven”(2005) mentre Nolan gli affida il ruolo di Henri Ducard/Ra's al Ghul in “Batman Begins”(2005).

“Io vi troverò” e “Il cavaliere oscuro – Il ritorno”.

“Io vi troverò”(2008), diretto da Pierre Morel, inaugura la trilogia thriller che comprende “Taken – La vendetta”(2012) e “Taken 3 – L’ora della verità”(2015), in cui Neeson interpreta il ruolo di Bryan Mills, ex operativo delle Special Forces e della CIA che ci lancerà alla ricerca della figlia e che, nei vari capitoli, si troverà a combattere contro cartelli mafiosi e accuse infondate di omicidio. L’attore prenderà anche parte a successi commerciali come “Scontro tra Titani”(2010), “A-Team”(2010), “La furia dei Titani”(2012), fino a riprendere il ruolo di Ra's al Ghul ne “Il cavaliere oscuro – Il ritorno”(2012), di Christopher Nolan.

Le ultime pellicole e “The Silent Man”.

Negli ultimi anni, lo abbiamo visto in “Third Person”(2013), di Pauil Haggis; nelle commedie “Anchorman 2 – Fotti la notizia “(2013), per la regia di Adam McKay e “Un milione di modi per morire nel West”(2014), di e con Seth MacFarlane e nei thriller “La preda perfetta – A Walk Among The Tombstones”(2014) e “Run All Night – Una notte per sopravvivere”(2015).  Nello stesso anno, gira “Entourage”, di Doug Ellin e la commedia blockbuster “Ted 2” mentre, l’anno scorso, è protagonista dell’intenso “Silence”, mentre nel corso del 2017, lo vedremo nei panni dell’informatore dell’FBI Mark Felt nel biografico “The Silent Man”, di Peter Landesman.