Per tutti, è il mitico Marty McFly della saga di “Ritorno al futuro”, ma Michael J. Fox, 55 anni il 9 giugno, è stato il protagonista di altri film cult come “Voglia di vincere”, “Il segreto del mio successo” e delle serie tv “Casa Keaton” e “Spin City”. L’attore è riuscito a portare a casa, finora, 4 Golden Globe, 2 SAG Awards e ben 5 Emmy Awards, arrivando a girare 26 pellicole per il grande schermo e 19 tra serie e film tv. Il Parkinson diagnosticatogli nel 1991, quando aveva appena 30 anni, non gli ha minimamente impedito di portare avanti e i suoi progetti e di mantenere sempre viva la sua passione per il cinema e, tuttora, l’attore è amatissimo dai cinefili di tutto il mondo.

Le serie televisive degli esordi.

L’attore nasce a Edmonton, in Canada, da mamma insegnante e attrice e papà agente di polizia e membro delle forze armate canadesi. Proprio a causa del lavoro di suo padre, l’attore si è spostato in varie città del Canada e, a Vancouver, frequentò il Burnaby Central Senior Secondary. Il suo professore di recitazione notò in lui qualità particolari e lo spinse ad approfondire gli studi e a fare dei provini. Seguendo i suoi suggerimenti, già a 15 anni, Michael J. Fox si presenta al provino per il programma televisivo “Leo and Me”. I produttori cercano un bimbo di 10 anni, ma la sua statura il suo volto pulito gli fanno ottenere, comunque. Il ruolo. Lo show dura più di 3 mesi e questo periodo gli basta a fargli capire che la strada della recitazione è quella giusta per lui. Tre anni dopo, si trasferisce a Los Angeles e gira le serie televisive “Lou Grant”(1979), “Letters from Frank”(1979) e “Palmerstown, U.S.A.”(1980-81).

“Casa Keaton” e “Ritorno al futuro”.

A renderlo famosissimo presso il grande pubblico è la serie tv “Casa Keaton”, dove l’attore è nei panni dello scanzonato yuppy Alex P. Keaton. Sul set della serie conosce e s’innamora dell’attrice Tracy Pollan, che sposa nel 1988, e dalla quale avrà i figli Sam Michael, le gemelle Aquinnah Kathleen e Schuyler Frances ed Esmé Annabelle. La serie va avanti fino al 1989, ma ormai il suo nome è richiestissimo anche al cinema e, infatti, dopo un esordio freddino con il film “Follia di mezzanotte”, prodotto dalla Disney”, Michael J. Fox gira “Classe 1984”(1982) di Mark L. Lester e “Poison Ivy”(1985), di Larry Elikann, ma senza grande seguito. Il successo lo travolge, invece, con “Voglia di vincere” diretto da Rob Daniel, sempre nel 1985, dove l’attore è nei panni di Scott Howard – Marty nella versione italiana – uno studente liceale americano scopre, un giorno, di essere un licantropo. Dopo i primi disagi, Marty diventerà un campione di pallacanestro, anche se la sua diversità gli causerà non pochi problemi. Il 1985 è, decisamente, il suo anno, perchè gira anche “Ritorno al futuro”, diretto da Robert Zemeckis e prodotto da Steven Spielberg. La pellicola è considerata, tuttora, un cult assoluto e, all’epoca, riuscì a vincere un Oscar al Miglior montaggio sonoro. Il pubblico lo ama anche per il film “Il segreto del mio successo”(1987), di Herbert Ross, anche se i film successivi – “Le mille luci di New York”(1988) e “Vittime di guerra”(1989) – si riveleranno mezzi flop.

Il Parkinson, “Spin City” e i film degli anni ‘90.

Nel 1991, mentre l’attore sta girando il film “Doc Hollywood”, di Michael Caton-Jones gli viene diagnosticato il morbo di Parkinson, anche se la notizia sarà resa nota solo 7 anni dopo in un’intervista alla rivista People. La malattia, comunque, non lo ferma, e l’attore gira “Insieme per forza”(1991) di John Badham; “Amore con interessi”(1993) per la regia di Barry Sonnenfield; “Cercasi superstar”(1993) di James Lapine e “Il presidente – Una storia d’amore”(1995) per la regia di Rob Reinder. Il 1996 è ricchissimo di progetti. L’attore gira “Sospesi nel tempo” di Peter Jackson e “Mars Attacks!” per la regia di Tim Burton, ma anche la serie tv “Spin City”(1996-2001), nei panni di Mike Flaherty, vanitoso leader dello staff del vicesindaco di New York. Purtroppo, dal 2000 in poi, la malattia non gli permetterà più di reggere il peso delle estenuanti riprese della serie e sarà costretto ad abbandonarla, dopo aver conquistato ben 3 Golden Globe.

Il ritorno sulle scene negli anni Duemila.

L’attore tornerà sulle scene nel 2002, con la commedia fantasy “Interstate 60”, di Bob Gale, seguita dalle partecipazioni nelle serie tv “Scrubs”(2004), “Boston Legal”(2006), “Rescue Me”(2009), “The Good Wife”(2010-2014), la serie tv “The Michael J. Fox Show”(2013-2014) e dal film “Annie – La felicità è contagiosa”, di Will Gluck. L’attore ha creato anche la Michael J. Fox Foundation for Parkinson’s Reasearch e ha scritto anche una autobiografia, “Lucky Man”, in cui racconta della sua malattia. Nel corso del 2016, uscirà anche “A.R.C.H.I.E.”, commedia fantasy in cui l’attore presta la voce al cagnolino/robot protagonista.