L'attore e rapper Josciua Algeri, 21 anni, giovane interprete del film ‘Fiore' del regista Claudio Giovannesi, è morto questa mattina in un incidente stradale avvenuto all'altezza della Fiera di Bergamo, al confine con Seriate. In sella a una moto Yamaha, per cause ancora al vaglio della polizia locale, si è schiantato contro una Range Rover che arrivava dalla direzione opposta. I soccorsi dei sanitari del 118 sono stati inutili. Algeri abitava a Pradalunga, alle porte di Bergamo, con la compagna e la loro bambina di poco più di un anno. Inizialmente la sua identificazione è stata difficile perché non portava addosso documenti.

La storia di Josciua Algeri è sicuramente la storia di un riscatto. Detenuto all’istituto Beccaria, era riuscito a scrivere nella sua cella il pezzo «A Testa Alta», vincitore della ventitreesima edizione del Festival Città di Caltanissetta. A premiarlo era stato Red Canzian, bassista dei Pooh, che si era detto interessato al suo percorso artistico postumo alla detenzione, terminata il 15 settembre del 2014. Poi la recitazione. Josciua Algeri (o semplicemente Josh Algeri su Facebook) era stato ingaggiato dal regista Claudio Giovannesi per il suo film Fiore, che quest'anno è in corsa come miglior pellicola al David di Donatello 2017. "Era un grande vero talento", ha ricordato all'ANSA Giovannesi appena avuta la tragica notizia "l'ho conosciuto attraverso i suoi pezzi musicali, era preparato e con già qualche esperienza di teatro, con un futuro da professionista".

Il regista l'aveva voluto al fianco della giovanissima Daphne Scoccia in una parte a lui congeniale, quella del detenuto. Dietro le sbarre l'amore per Daphne, in carcere anche lei, incapace di crescere nelle restrizioni della galera. Valerio Mastandrea si era detto entusiasta di aver lavorato con giovani promesse del cinema come Josciua e Daphne, ritenendola un'esperienza formativa più per lui che per loro. L'ultimo messaggio su Facebook di Josh Algeri parlava di libertà. Un concetto inseguito per tutta la sua breve vita.