Lo scugnizzo biondo che, partendo da Napoli, ha fatto emozionare il mondo intero, il 21 giugno compie 60 anni e si prepara festeggiarli alla grande con un mega concerto allo Stadio San Paolo della sua città, il 24 giugno. Nino D’Angelo, nella sua carriera, ha pubblicato circa 37 album ma ha anche girato ben 25 pellicole (26 se contiamo il suo cameo in “Falchi”, diretto da suo figlio Toni e per cui Nino ha composto anche la colonna sonora) che lo hanno reso una vera e propria icona degli anni ’80 e ’90.

Da “Celebrità” a “Un jeans e una maglietta”.

Cresciuto a San Pietro a Patierno, quartiere periferico di Napoli, l’artista è il sesto figlio di un operaio e di una casalinga e, per aiutare la sua famiglia, lasciò presto la scuola per lavorare come cantante ai matrimoni e come gelataio. Il primo successo in ambito musicale arriva nel 1976, con l’album “’A storia mia”, che gli spalancò le porte di una proficua e lunghissima carriera musicale. L’esordio al cinema, invece, arriva nel 1981, con il film “Celebrità”, di Ninì Grassia. In linea generale, tutti i suoi film sono a sfondo sentimentale e contengono molti riferimenti autobiografici, raccontando la storia del ragazzo di periferia che arriva al successo dopo una dura gavetta e porte sbattute in faccia. D’Angelo, naturalmente, cura sempre la colonna sonora, dando lo stesso titolo ai suoi singoli di più grande successo. La critica lo attacca ferocemente ma il pubblico è decisamente dalla sua parte e, nel 1982, gira “Tradimento”, con Mario Merola, Ida Di Benedetto e la bionda Roberta Olivieri, sua partner in tante pellicole. Nel film, si affronta la tematica sentimentale intrecciata a fatti legati al pizzo e alla camorra, ma il lieto fine è dietro l’angolo. Sempre con Merola, D’Angelo gira “Giuramento”, basato sul tema dell’emigrazione verso l’America, mentre torna ad essere unico e grande protagonista dei film “L’ave maria”(1982) e “Lo studente”, di Ninì Grassia; il cult “Un jeans e una maglietta”(1983), “La discoteca”(1983) e “Uno scugnizzo a New York”(1984), diretti da Mariano Laurenti e “L’ammiratrice”(1983), di Romano Scandariato.

Il successo di “Popcorn e patatine” e “Quel ragazzo della curva B”.

Dopo “Un jeans e una maglietta”, uno dei suoi film di maggiore seguito è, senza dubbio, “Popcorn e patatine”(1985), dal clima più vacanziero e spensierato. Nel 1986, esordisce anche alla regia di “Giuro che ti amo”, che ha come brani della colonna sonora i pezzi “Io moro per te”, “Amore e pensiero” e “Fra 50 anni”. Nel film, compare per l’ultima volta Bombolo – l’attore Franco Lechner – che si spegnerà nel 1987. La scia fortunata continua con “Fotoromanzo”(1986), di Mariano Laurenti e, soprattutto con “Quel ragazzo della curva B”(1986), di Romano Scandariato. Il film è ambientato nell’anno del primo scudetto del Napoli ma, siccome la squadra non lo aveva ancora vinto, nella pellicola si vedono immagini relative alla 16esima giornata di campionato, quando il Napoli vinse contro il Brescia. Il successo è clamoroso e Nino D’Angelo diventa, a tutti gli effetti, un’icona assoluta e simbolo della napoletanità.

Le commedie con Neri Parenti e Carlo Vanzina.

Dopo “La ragazza del metrò”(1988), per la regia di Romano Scandariato, l’attore si prende qualche anno di pausa torna sul grande schermo, sempre diretto da Nini Grassia, con il film “Fatalità”, dove recita accanto a Nina Soldano e a Francesco Paolantoni e gira la commedia “Attenti a noi due”, di Mariano Laurenti, con Fabrizio Bracconeri. Nel 1997, invece, porta a casa il David di Donatello per la colonna sonora di “Tano da morire”, di Roberta Torre. Neri Parenti lo vuole per le sue commedie sbancabotteghino “Paparazzi”(1998), “Tifosi”(1999) e anche Carlo Vanzina sfrutta la sua vena comica partenopea in “Vacanze di Natale 2000”.

La regia di “Aitanic”, “Il cuore altrove” e i film col figlio Toni.

Nel 2000, torna in cabina di regia per girare “Aitanic”, parodia del celebre “Titanic”, in cui D’Angelo si riserva anche il doppio ruolo di Leonardo Di Capri e del cantante Neon. Lavorerà anche con Pupi Avati nell’intenso “Il cuore altrove”(2003) e lo vedremo anche nel documentario “Come inguaiammo il cinema italiano – La vera storia di Franco e Ciccio”(2004), per la regia di Daniele Ciprì e Franco Maresco. Nel 2006, è nel cast di “4-4-2 – Il gioco più bello del mondo”, diretto da Michele Carrillo, Claudio Cupellini, Francesco Lagi e Roan Johnson e, l’anno dopo, è nel cast del film di suo figlio Toni, “Una notte”, nei panni del tassista Raffaele. Ultimamente, lo abbiamo visto in un cameo sempre nel nuovo film diretto da suo figlio, “Falchi”, per cui ha curato anche le musiche e composto il bellissimo brano “Puortame cu te”, portando a casa la candidatura ai Globi D’Oro 2017 per la Miglior musica.