Esattamente il 12 febbraio 1987, usciva nelle sale di New York “Over the Top”, film diretto da Menahem Golan, e interpretato da Sylvester Stallone che, inizialmente bersagliato dalla critica, è diventato un piccolo cult. L’attore è Lincoln Hawk, un camionista che non si è mai perdonato il fatto di aver lasciato che il suo ricco suocero, Jason Cutler (Robert Loggia), gli portasse via suo figlio Michael (David Mendenhall) e glielo mettesse contro. Quando la madre del ragazzo sta per morire, Lincoln andrà a prendere suo figlio – studente in una famosa scuola militare – col suo camion, e avrà modo di riallacciare il rapporto. In seguito alla morte della donna, sorgeranno altre difficoltà, ma Lincoln dimostrerà di non essere un buonannulla, vincendo un grande torneo di braccio di ferro, diventando l’eroe di suo figlio.

Le tematiche trattate e la colonna sonora di Giorgio Moroder.

Stallone era già la star di “Rocky”, “Rambo” e “Cobra” quando ha girato “Over the Top”, forse per questo la maggior parte dei critici specializzati furono spietati con la pellicola, ritenendola critica fu spietata, definendola superficiale, banale, confusa e prevedibile. Tuttavia, il film, di cui Stallone è autore anche della sceneggiatura, scritta con Stirling Silliphant, è diventato un cult dell’attore, grazie ai temi trattati (il rapporto padre/figlio ostacolato dal cattivo di turno e il riscatto personale), alla meravigliosa fotografia di David Gurfinkel e alla leggendaria colonna sonora del nostro premio Oscar, Giorgio Moroder. Il trionfo dei buoni sentimenti, uniti a scene sportive condite da sfidanti presentati come “bestie”(tutti veri lottatori famosi), contro il “buono” rappresentato proprio da Stallone, non potevano non fare breccia nel cuore dei suoi fan e dei cinefili amanti del genere.

Il compenso di Stallone e gli incassi.

“Over the Top” è costato circa 25 milioni di dollari ma è stato un successo planetario (solo in USA ne incassò quasi 17) che, inizialmente, anche lo stesso Stallone aveva visto con diffidenza, più che altro perché voleva renderlo più “adrenalinico” e “minaccioso”, ma alla fine si lasciò convincere anche dal lauto compenso (si parla di 12 milioni di dollari, uno dei più alti dell’epoca). Ancora oggi, comunque, a 30 anni di distanza, è sempre un piacere rivederlo e constatare che tutte le tematiche principali emozionano sempre.