All'indomani della premiazione di Cannes 2015 che ha lasciato a bocca asciutta i tre italiani in concorso  – "Mia madre" di Nanni Moretti, "Il Racconto dei Racconti" di Matteo Garrone e "Youth – La giovinezza" di Paolo Sorrentino – è tempo di bilanci. Al netto delle considerazioni sui perché la giuria non ha voluto premiare nessuno dei tre, arrivano le prime dichiarazioni di Sorrentino, rilasciate al programma radiofonico "StaiSerena" su RadioDue. Ai microfoni di Serena Dandini, il regista ha così commentato l'indignazione che i mancati riconoscimenti hanno suscitato su molti italiani

Un po' di sano patriottismo all'improvviso.

Il popolo del Belpaese, insomma, ricorda l'importanza del cinema italiano solo quando si sente offeso per un vera o presunta "ingiustizia" subita. Lo ribadisce il fatto che proprio Sorrentino è probabilmente uno dei pochi autori nostrani, se non l'unico, che riesce a trascinare il pubblico in sala. Sugli ottimi risultati al botteghino di "La giovinezza", il regista ha dichiarato

I presupposti erano pericolosi ma la gente dimostra di essere molto più intelligente di quello che uno crede.

Nel futuro del cineasta napoletano c'è ora una serie tv internazionale con Jude Law, "The Young Pope", ma anche altri progetti per il grande schermo

Ci sono eccezioni lodevoli però è vero che spesso i registi invecchiando peggiorano, è un lavoro molto logorante, io avrei intenzione di fare altri quattro film. Però non sono molto affidabile, il quarto mi è venuto in mente pochi giorni fa, prima erano tre.

La giuria: "Italiani mai presi in considerazione"

Se Sorrentino incassa bene il colpo per il mancato premio, arrivano dichiarazioni da parte della giuria piuttosto sconfortanti. Sembra infatti che i tre titoli italiani non siano mai stati neppure considerati per il palmares. Uno dei giurati, l'attrice spagnola Rossy De Palma, ha spiegato all'Ansa

Abbiamo pianto tutti con il film di Moretti, ma non l'abbiamo considerato: è un film che avrebbe potuto fare anche 10 anni fa, è come quando ti metti una giacca addosso e sai che è un po' vecchia anche se ti sta bene. L'orientamento era di premiare un cinema che ci ha colpito per novità di linguaggio, per messa in scena. Quando tu hai – prosegue – un film come ‘Il figlio di Saul' di Nemes, tutto girato con una soggettiva particolare, non puoi non impressionarti. A me dispiace molto per Giulia Lazzarini (la mamma di ‘Mia madre', ndr), ho provato a farla premiare anche se non era il ruolo principale del film sostenendo che è lei che porta sulle spalle quel film, tutta la tenerezza che ti suscita ‘Mia madre' la devi alla sua interpretazione, lei è importante, ma sono stata l'unica e sono rimasta sola. Quanto al film di Sorrentino, devo raccontare che mai nessuno l'ha nominato per il premio, tranne io all'inizio delle discussioni. Ma mi sono trovata anche qui da sola. Anche il film di Matteo Garrone, ‘Il racconto dei racconti', non è stato considerato mai in alcun modo: è bello, non si discute, ma instabile, altalenante, e avevamo film più completi ad impressionarci, che infatti sono finiti nel Palmares.

Laconico ma spietato Joel Coen, presidente della giuria insieme al fratello Ethan

C'erano molti buoni film e bisognava fare delle scelte, amo Paolo Sorrentino, amo Moretti e Garrone, ma per loro non c'era spazio.

Infine sdrammatizza (quasi scusandosi) il direttore del Festival Thierry Fremaux

Non facciamo che dopo avermi ringraziato per i tre film italiani del concorso, adesso voi italiani mi criticate perché non avete vinto niente. Io ho fatto quel che potevo, il mio lavoro, la scelta. Con le giurie non si sa mai come finisce e quest'anno è andata così.

Già, è andata così. E viene da chiedersi quando l'Italia riuscirà finalmente a portarsi a casa un premio dalla Croisette.