Paolo Sorrentino è nato a Napoli, nel quartiere Vomero, e a 17 anni è rimasto orfano di entrambi i genitori. Dopo aver frequentato per poco la facoltà di Economia e Commercio, a 25 anni ha capito di voler lavorare nel mondo del cinema e si è trasferito a Roma. La sua vita oggi ruota intorno ai set cinematografici ed è illuminata dalla moglie giornalista Daniela D'Antonio e dai due figli, Anna e Carlo. Nella lunga intervista a Rivista Studio ha confessato che il distacco dalla città natale è stato consapevole e derivato da alcune riflessioni personali che, ancora oggi, sembrano ostacolarne l'avvicinamento, sia umano che professionale

Me ne sono andato da Napoli per stanchezza, ma anche perché sono una persona paurosa ed è una città che riesci a vivere bene solo se la affronti di petto. Ogni tanto penso che vorrei girarlo un altro film a Napoli, ma poi mi rendo conto che sarebbe troppo faticoso, sia da un punto di vista personale che professionale.

Il grande successo della serie The Young Pope è frutto di una sapiente e ragionata gestione finanziaria: "Il modello produttivo è simile a quello che ho usato per miei ultimi film, un produttore “amico”, che nel caso di Young Pope è Lorenzo Mieli, ma per il cinema è sempre stato Nicola Giuliano, con intorno, in un cerchio più largo, una serie di finanziatori, anche stranieri". Tra i finanziatori per la prima volta appaiono anche produttori americani, verso i quali Paolo Sorrentino pare si approcciasse con una certa reticenza in passato: "Ho rifiutato varie cose in passato perché ho sempre avuto paura di fare film con gli americani. La questione dell’invasività non è un luogo comune. Ma con Hbo è stato diverso, hanno un’altra sensibilità, il che non vuol dire che non abbiano esercitato, com’è giusto che sia, un controllo sul lavoro".

Tra i nuovi progetti del noto regista ci sono sicuramente la seconda stagione di The Young Pope e una primissima riflessione inerente al film su Silvio Berlusconi: "È una delle cose che abbiamo messo in tavola, ma ancora a livello embrionale, perché quello in cui sono impegnato e mi interessa fare adesso è la seconda stagione della serie".

Napoli però non lo dimentica.

Nonostante la lontananza da Napoli e i postumi di un rapporto difficile, contaminato dalla paura, la città non ha dimenticato Paolo Sorrentino. Finì su tutte le pagine dei quotidiani l'iniziativa dei tifosi napoletani al San Paolo, prima dell'inizio di Napoli-Roma. Con un gigantesco striscione, i tifosi azzurri resero omaggio a Sorrentino, che al tempo aveva appena vinto l'Oscar con il film ‘La Grande Bellezza'. Il regista partenopeo, dopo avere ricevuto la statuetta, aveva ringraziato la sua città e citato Maradona tra le sue fonti di ispirazione. Lo striscione riportava a caratteri cubitali: "Onore a chi, in un momento di massima celebrità, non dimentica l'appartenenza e l'identità. Onore a te Sorrentino".