Sono già passati 25 anni da quando “Point Break – Punto di rottura”, approdava nelle sale statunitensi. Il quarto film di Kathryn Bigelow (regista di “The Hurth Locker”, del 2010, vincitore di 6 Oscar)  è una vera e propria colonna del cinema d’azione, un punto di riferimento per tantissimi registi che si sono avventurati nello stesso genere. La regista racconta la storia di Johnny Utah (Keanu Reeves), un agente speciale dell’FBI assoldato per infiltrarsi in un gruppo di surfisti della California che rapinano le banche con le maschere dei presidente americani Ronald Reagan, Lyndon B. Johnson, Richard Nixon e Jimmy Carter. Utah sarà, presto, affiancato da Angelo Pappas (Gary Busey) e aiutato dalla bella Tyler (Lori Petty), ma, soprattutto, dal temerario Bodhi (Patrick Swayze), giovane sempre alla ricerca dell’onda perfetta e dell’adrenalina allo stato puro. Insieme, vivranno avventure estreme, rischiando la morte ad ogni acrobazia.

Keanu Reeves e Patrick Swayze, coppia d’assi che conquistò il pubblico.

Quello che colpisce subito lo spettatore è l’estrema sinergia che si viene a creare tra i due attori protagonisti. Reeves, all’epoca, aveva già girato una dozzina di film, e i produttori volevano un attore più noto per il ruolo di Johnny Utah. Infatti, furono provinati, tra gli altri, Johnny Depp e Charlie Sheen, ma la Bigelow volle fortemente Reeves. Patrick Swayze, invece, era già un’amatissima star, protagonista di pellicole cult come “Dirty Dancing – Balli proibiti”(1987) e “Ghost – Fantasma”(1990). Il ruolo del biondissimo, coraggioso, spericolato (e filosofico) Bodhi non fece altro che accrescere la sua fama di sex-symbol assoluto del cinema, conquistando, stavolta, anche il pubblico maschile. La sceneggiatura di W. Peter Iliff passa, letteralmente, in secondo piano di fronte alle rocambolesche e spettacolari acrobazie,  tra cielo e mare, che i protagonisti offrono agli spettatori, catturate dall’estremo dinamismo della regia della Bigelow. Johnny e Bodhi sfrecciano a mille all’ora, in paesaggi da sogno, in un crescendo di adrenalina che raggiungerà picchi massimi, soprattutto, nella seconda parte e nell’emozionante finale.

Il remake di Ericson Core che non ha convinto.

Il 27 gennaio scorso, nelle sale italiane è uscito il remake, intitolato semplicemente “Point Break”, stavolta, diretto da Ericson Core. Al posto della coppia formata da Keanu Reeves/Patrick Swayze, Core ha scelto Luke Bracey ed Edgar Ramirez, rispettivamente, dell’agente Johnny Utah e del mitico Bodhi. Pubblico e critica, però, non sono rimasti affatto entusiasti e il film ha incassato “solo” 133.718.000 milioni di dollari, a fronte di un budget di 105. Naturalmente, ogni film è altamente soggettivo, ma, in effetti, il remake di Core sembra azzerare la sceneggiatura, ponendosi totalmente a favore delle scene d’azione, risultando insapore, quasi con l’intento di voler solo sfruttare la fama del film del 1991, ma non l’anima. Il paragone è inevitabile e, purtroppo, la magia della pellicola cult della Bigelow non sembra ripetersi nel tentativo di Core di riportare in auge le mitiche avventure di Johnny e Bodhi.