Reese Witherspoon è stata sempre definita la “nuova fidanzata d’America”, come Meg Ryan prima di lei.  Reginetta delle commedie sentimentali e adolescenziali, la Whiterspoon – che festeggia 40 anni il 22 marzo – è riuscita a scrollarsi di dosso l’etichetta di biondina dolce ma tutto pepe, come appare nel successo commerciale “La rivincita delle bionde”, vincendo l’Oscar, nel 2006, per la performance nel film “Quando l’amore brucia l’anima – Walk the Line”, di James Mangold, convincendo anche la critica. Finora, l’attrice – proprietaria anche della casa di produzione Type A – ha girato 34 pellicole per il grande schermo e ha preso parte a 6 tra serie e film tv, ma ha già in cantiere tanti altri progetti.

“L’uomo della luna” e il film tv “Fiore selvaggio”, di Diane Keaton.

L’attrice nasce a New Orleans, in Louisiana, ma passa i primi anni a Wiesbaden, in Germania, a causa del lavoro del padre, un medico al servizio delle Forze Alleate, e della madre, un’infermiera pediatrica. Tornata negli USA, si stabilisce prima nei dintorni di Nashville e poi, nel 1996, a Los Angeles, dopo il divorzio dei genitori. A soli 7 anni già prende parte ad uno spot tv, ma la prima apparizione sul grande schermo risale al 1991, nel dramma “L’uomo della luna”, di Robert Mulligan e, nello stesso anno, partecipa anche al film tv “Fiore selvaggio”, diretto da Diane Keaton. Il lavoro di attrice l’assorbe totalmente, quindi la Witherspoon, già brillante studentessa al liceo, lascia gli studi di Letteratura inglese all’Università di Stanford per dedicarsi alla carriera.

“Pleasantville” e “Cruel Intentions”.

Dopo “Sulle orme del vento”(1993) di Mikael Salomon, “Un eroe piccolo piccolo”(1993) per la regia di Marshall Herskovitz, l’attrice prende parte ai thriller “Paura”(1996), di James Foley, accanto a Mark Wahlberg, e “Twilight, di Robert Benton, accanto a star del calibro di Paul Newman, Susan Sarandon e Gene Hackman. Le pellicole le spianano la strada verso l’originale e pluripremiato “Pleasantville”(1998) diretto da Gary Ross, accanto a Tobey Maguire e il dramma erotico cult “Cruel Intentions – Prima regola non innamorarsi”(1999), di Roger Kumble. Sul set, la Witherspoon conosce Ryan Philippe, che sposa nello stesso anno e da quale avrà due figli: Ava Elizabeth e Deacon. I due, però, divorzieranno nel 2006. Sempre nel 1999, gira “Election”, commedia di Alexander Payne, che regala all’attrice una nomination ai Golden Globe.

Il successo de “La rivincita delle bionde”.

Gli anni Duemila si aprono con la partecipazione al crudo thriller “American Psycho”, di Mary Harron, con Christian Bale e Willem Dafoe, ma è nel 2001 che l’attrice balza all’onore delle cronache per il ruolo di Elle Woods nella commedia blockbuster “La rivincita delle bionde”, diretta da Robert Luketic, che le farà avere una nomination ai Golden Globe. Il film darà vita anche ad un sequel, “Una bionda in carriera”(2003), ad uno spin-off, “Legalmente bionde”(2009), senza la Witherspoon, e anche ad un musical a Broadway. In seguito, girerà altre commedie come “L’importanza di chiamarsi Ernesto”(2002), “Tutta colpa dell’amore”(2002) e il drammatico “La fiera della vanità”(2004), tratto dall'omonimo romanzo di William Makepeace Thackeray.

L’Oscar per “Quando l’amore brucia l’anima – Walk The Line”.

Nel 2005, l’Academy si accorge di lei grazie al ruolo di June Carter Cash, nel meraviglioso film “Quando l’amore brucia l’anima – Walk The Line”, di James Mangold. La pellicola, che racconta la storia del leggendario cantante Johnny Cash e della sua turbolenta storia d'amore con June. L’attrice porta a casa una caterva di premi, tra cui il BAFTA, il Golden Globe e l’Oscar come Migliore attrice protagonista, entrando nell’Olimpo di Hollywood e scrollandosi definitivamente di dosso l’etichetta di biondina delle commedie sentimentali. In seguito, l’attrice alternerà sempre commedie e thriller, girando “Se solo fosse vero”(2005) di Mark Waters, “Penelope”(2006) per la regia di Mark Palansky, “Rendition – Detenzione illegale”(2007) di Gavin Hood e “Tutti insieme inevitabilmente”(2008) del suo amico Seth Gordon. Dal 2007 al 2009, l’attrice ha avuto una relazione con il collega Jake Gyllenhaal, che si è interrotta dopo la proposta di matrimonio da parte di lui. L’anno successivo, però, la Witherspoon si è innamorata di Jim Toth, anch’egli attore, da quale ha avuto il figlio Tennessee James, nato nel 2012.

I film degli ultimi anni e i progetti futuri.

Negli ultimi cinque anni, la Witherspoon ha girato ben 9 pellicole. Dopo “Come lo sai”(2010) di James L. Brooks, è la protagonista femminile di “Come l’acqua per gli elefanti”(2001) di Francis Lawrence, accanto a Robert Pattinson, mentre nel 2012 è la preda d’amore contesa da Tom Hardy e Chris Pine nella commedia “Una spia non basta”. Jeff Nichols la vuole per il ruolo di Juniper nel drammatico e bellissimo “Mud”(2012), con Matthew McConaughey, e l’anno dopo è la protagonista del thriller biografico “Devil's Knot – Fino a prova contraria”, di Atom Egoyan, basato sulla storia vera di tre adolescenti, conosciuti come i "Tre di West Memphis", accusati ingiustamente dell'omicidio di tre bambini e scarcerati dopo 18 anni di prigione. Nel 2014 arriva un’altra nomination agli Oscar per lo straordinario road-movie “Wild”, di Jean-Marc Vallée, basato sul libro di memorie “Wild – Una storia selvaggia di avventura e rinascita”, scritto da Cheryl Strayed. L’attrice torna a lavorare con Joaquin Phoenix nel bellissimo “Vizio di forma”(2014) di Paul Thomas Anderson, candidato a due Oscar, per poi tornare alla commedia con “Fuga in tacchi a spillo”(2015), accanto alla prorompente Sofia Vergara. Nel corso del 2016, sarà la protagonista della commedia “Wish List”, diretta da Paul Feig e doppierà il personaggio di Rosita, nel film d’animazione “Sing”, diretto da Garth Jennings. Nel 2017, uscirà invece “Downsizing”, del suo amico regista Alexander Payne, con Matt Damon e Christoph Waltz.