La spugna che cade un secondo dopo l'ultimo gancio di Ivan Drago ad Apollo Creed, la scena al rallentatore del volto di Apollo tumefatto che muore e le espressioni di dolore di Rocky e di sua moglie, sono quelle immagini di Rocky IV che nemmeno un corso intensivo sulla cinematografia di Truffaut potrebbero rimuovere dalla mente di molti ragazzi, uomini, cresciuti negli anni '80 e '90. Con la puntuale furbizia che lo contraddistingue Sylvester Stallone ha tirato nuovamente a lucido il personaggio di Rocky Balboa per l'ennesimo capitolo di una saga che sembra non finire mai. Rocky torna quasi sul ring e lo fa andando a ripescare dal riformatorio il figlio di Apollo, nato dopo la morte di suo padre, cresciuto in condizioni difficili e decisamente lontano dalla storia sportiva che avevo reso suo padre campione del mondo.

E il pugile italo-americano di Philadelphia, diventato un tale mito in città che quando Papa Francesco ci è giunto in aereo, la banda non ha potuto che suonare la colonna sonora di Rocky, questo ragazzo, Adonis, decide di formarlo per ripercorrere le orme di suo padre. E dopo le iniziali incomprensioni i due trovano la sintonia giusta, al punto da diventare indispensabili l'uno per l'altro, perché anche a Rocky, che in questo film finirà vittima di un malore, non è rimasto nessuno: la sua unica ragione di vita resta il ring.

Lo spin off della saga di Balboa si chiama "Creed – Nato per combattere" e arriva 30 anni dopo Rocky IV. Sarà nelle sale italiane il prossimo 14 gennaio e, oltre a Stallone naturalmente, avrà per protagonisti Michael B. Jordan, nel ruolo di Adonis Creed, Tessa Thompson, Anthony Belle e Phylicia Rashad, nel ruolo della madre del pugile,  l'indimenticabile Claire Robinson della serie tv. Soffermarsi sul senso dell'ennesima operazione nostalgia messa in piedi da Stallone, di quanto ancora di buono ci fosse da cavare dal fortunatissimo soggetto di Rocky Balboa (che lo ricordiamo, si aggiudicò addirittura due Oscar al tempo, per miglior film e miglior regia), è abbastanza inutile prima della visione. Resta tuttavia ampiamente preventivabile che il finale (che Stallone ha già svelato) potrà essere anche solo lontanamente comparabile a quello del quarto episodio del 1985. C'è chi afferma quel film sia stato un passo determinante per il disgelo tra America e Russia nella guerra fredda. Se così fosse, vista i precari equilibri internazionali, non si può certo dire che oggi non avremmo bisogno di un film dalla simile portata.

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