Una bella intervista a Dardano Sacchetti, tra i principali sceneggiatori del cinema italiano e creatore, con Umberto Lenzi, del personaggio di "Er Monnezza", che ha regalato tanta celebrità al compianto Tomas Milian.

Tomas Milian era un vero divo: seduzione, carisma ed empatia. Era in grado di accendere l'animo popolare, di entrare in connessione con il pubblico e certe doti sono innate, non puoi impararle. Era come una seduzione sessuale perché ti ammaliava psicologicamente. Sapeva stregarti, una qualità che ho visto solo in un'altra persona, Silvana Mangano.

Nell'intervista di Alessandro Ferrucci per "Il Fatto Quotidiano", Dardano Sacchetti racconta l'anima fragile di Tomas Milian

Era celebre per la sua grande fragilità. È arrivato ad ubriacarsi, a volte a drogarsi, quando le scene lo coinvolgevamo emotivamente. Si portava dentro dei terribili fantasmi del passato: il suicidio del padre e il rapporto con una madre bellissima che lo ha abbandonato nella New York di Truman Capote e di Andy Warhol. Sul set, se non si trovava con qualcuno, non per qualche reale motivo, ma solo per un giudizio a pelle, scoppiavano tragedie. Se uno invece entrava nelle sue grazie, il rapporto che si creava era impari. Lui era un traditore, ma pretendeva fedeltà assoluta.

La teoria sulle donne brutte.

Un aneddoto divertente è quello di un Tomas Milian che, consapevole del suo fascino, preferiva sedurre le donne brutte

La sua tesi era che erano talmente onorate di andare a letto con uno bello come lui, da concedergli tutto. Lo faceva stare meglio, pensava di illuminargli la vita. Era proprio un divo, con le sue contraddizioni, le sue capacità, la sua enorme generosità. Non era catalogabile in alcun modo.