La storia di Sean Penn è costellata di successi clamorosi. Oggi l’attore compie 55 anni, ma nel corso della sua carriera cinematografica ha già vinto una caterva infinita di premi, tra cui 1 Golden Globe, 2 Oscar, un Orso d’Argento, la Coppa Volpi e tantissimi altri ancora. Finora, ha girato 48 film, 5 da regista, ma è anche un apprezzato sceneggiatore e produttore. Vita sentimentale turbolenta, ruoli anticonvenzionali, film strepitosi come “Dead Man Walking – Condannato a morte”, “Carlito’s Way”, “She’s so lovely”, “Mystic River”, “Milk”, “21 grammi” ne hanno fatto uno dei divi più desiderati e acclamati di sempre.

I primi film.

Sin dall’infanzia, la sua vita è stata permeata d’arte. La mamma, Eileen Ryan, è attrice e suo padre Leo attore e regista, che emigrano dalla Russia e dalla Lituania fino a Los Angeles. L’attore ha due fratelli, Michael (musicista) e Chris (attore) e da piccolo i suoi vicini di casa erano Emilio Estevez e Charlie Sheen, entrambi attori. Alla Santa Monica High School, Penn si appassiona subito alla recitazione e, dopo il diploma, viene assunto come assistente alla regia di Pat Hingle, dirigendo con lui alcune opere teatrali e interpretandone alcune come “Eartworms” e “Heartland”. Il debutto in tv arriva con “La casa nella prateria”, nel 1974, mentre al cinema avviene sette anni dopo, nel 1981, con “Taps – Squilli di rivolta”, diretto da Harold Becker, seguito da “Fuori di testa”(1982), “Bad Boys”(1983) di Rick Rosenthal, “A distanza ravvicinata”(1986) di James Foley e “Shangai Surprise”(1986) di Jim Goddard, specializzandosi in ruoli da duro. Nel 1985 sposa la popstar Madonna, conosciuta proprio sul set di “Shanghai Surprise”, dalla quale poi si separa nel 1989, dopo un matrimonio a dir poco turbolento, vissuto sotto le luci dei riflettori e i flash dei paparazzi.

I grandi successi degli anni ’90 e le nomination agli Oscar.

Nel 1993, il pubblico impara a conoscerlo grazie al successo “Carlito’s Way”(1993), di Brian De Palma dove interpreta il ruolo di David Kleinfeld, avvocato corrotto, accanto al grande Al Pacino. Nel 1991 debutta alla regia con “Lupo solitario”, ispirato e basato essenzialmente sulla canzone “Higway Patrolman”, di Bruce Springsteen. Gli attori principali sono  Charles Bronson, Dennis Hopper, Patricia Arquette e Valeria Golino. In seguito gira, sempre da regista, “Tre giorni per la verità”(1996), “La promessa”(2001), scegliendo Jack Nicholson come attore feticcio. L’anno dopo, gira anche il corto “11 settembre 2001”. Nel 1996 è il protagonista del meraviglioso “Dead Man Walking – Condannato a morte”, di Tim Robbins, grazie al quale vince l’Orso d’Argento a Berlino e ottiene una nomination agli Oscar. In quegli anni conosce anche l’attrice Robin Wright, dalla quale avrà i due figli Dylan Frances e Hopper Jack. Nel 1997, vince la Palma d’Oro a Cannes come Miglior attore per il ruolo in “She’s so Lovely”, di Nick Cassavetes e gira anche “U Turn – Inversione di marcia” di Oliver Stone, “The Game – Nessuna regola” di David Fincher  e nel 1998 vince la Coppa Volpi a Venezia per l’interpretazione nel film “Bugie, baci, bambole & bastardi”, di Anthony Drazan. Nello stesso anno gira “La sottile linea rossa” di Terrence Malick, concludendo gli anni Novanta con “Accordi e disaccordi”(1999), di Woody Allen, che gli porta la seconda nomination agli Oscar.

Gli Oscar per “Mystic River” e “Milk”.

Gli anni Duemila si aprono con i film “Una notte per decidere”(2000) di Philip Haas, “Prima che sia notte”(2000) diretto da Julian Schnabel e “Il mistero dell’acqua” per la regia di Kathryn Bigelow. Nel 2001 ottiene un’altra nomination agli Oscar per la commovente perfomance di un padre ritardati in “Mi chiamo Sam”, di Jessie Nelson e, nel 2003 gira  “21 grammi”, di Alejandro Gonzales Inarritu, che gli porterà  la seconda Coppa Volpi. L’anno dopo riesce a portare a casa Golden Globe e Oscar per “Mystic River”, per il ruolo di Jimmy Markum, un padre di famiglia con un passato criminale, la cui figlia viene uccisa brutalmente. Successivamente gira i thriller “The Assassination”(2004) e “The Interpreter”(2005) con Nicole Kidman. Nel 2007 gira da regista il bellissimo “Into the Wild – Nelle terre selvagge”, basato sul romanzo di Jon Krakauer “Nelle terre estreme”, che racconta la storia vera di Christopher McCandless, giovane del West Virginia che, dopo la laurea, abbandona la famiglia per imbarcarsi in un lungo viaggio di due anni attraverso gli USA, fino a raggiungere l'Alaska. Nel 2009 vince il secondo Oscar per “Milk”, dove interpreta il ruolo di Harvey Milk, primo gay dichiarato ad essere eletto ad una carica politica negli USA, assassinato nel 1978 con il sindaco George Moscone, da Dan White, un ex consigliere omofobo. Nel 2010 si separa dalla moglie Robin Wright.

L’ultima fatica da regista e l’amore con Charlize Theron.

Negli ultimi cinque anni ha girato “Fair Game – Caccia alla spia”(2010) di Doug Liman, “The Tree of Life”(2011) di Terrence Malick, “This Must Be The Place”(2011) del nostro Paolo Sorrentino, lo sfortunato “Gangster Squad”(2013) per la regia di Ruben Fleischer e ha preso parte a “I sogni segreti di Walter Mitty”, diretto da Ben Stiller, sempre nel 2013. A fine anno, durante un viaggio a Parigi, si fidanza con la splendida Charlize Theron, e i due restano unito fino a giugno 2015. Ultimamente, l’abbiamo visto nel thriller-action “The Gunman”, diretto da Pierre Morel, ma nel corso del 2015, uscirà nelle sale statunitensi la sua ultima fatica da regista, dal titolo “The Last Face”, film drammatico con Charlize Theron, Javier Bardem e Jean Reno. La pellicola racconterà la storia d’amore tra  due medici umanitari, in missioen in Africa, e le implicazioni etiche del loro lavoro, con le quali i due dovranno fare i conti durante la guerra.