Una vita dedicata interamente al cinema. Stefania Sandrelli compie 70 anni il 5 giugno e, dal momento in cui ha messo piede su un set, nel 1961, non è mai più riuscita a farne a meno. Da allora, la grande signora del cinema italiano ed internazionale ha girato quasi 100 pellicole e 34 tra film e serie tv, lavorando con i più grandi registi tra cui Pietro Germi, Mario Monicelli, Bernardo e Giuseppe Bertolucci, Ettore Scola, Luigi Comencini, Jean-Louis Trintignant, Bigas Luna, suscitando scalpore quando, a 37 anni, decise di girare l’erotico “La chiave”, di Tinto Brass, cult del genere. Compostezza, eleganza, talento e immenso charme l’hanno resa una colonna della settima arte, premiata con 3 David di Donatello, 6 Nastri d’Argento, 3 Globi d’Oro e il Leone d’Oro alla carriera.

Gli esordi e “Divorzio all’italiana”.

L’attrice è nata a Viareggio il 5 giugno 1946 e a 15 anni, dopo aver partecipato ad un concorso di bellezza, fece un servizio fotografico in spiaggia, nella sua città. Il suo sogno era il grande cinema e l’esordio sul grande schermo avvenne nel 1961, nel film di Mario Sequi, “Gioventù di notte”, ma si trattava di un piccolissimo ruolo. Le foto in spiaggia capitarono nelle mani del regista Luciano Salce che la assoldò per “Il federale”(1961), facendola lavorare con Ugo Tognazzi. Il suo nome iniziò a circolare tra i grandi registi e Pietro Germi, suo grande mentore, la volle per il cult “Divorzio all’italiana”(1961), con Marcello Mastroianni. La Sandrelli è Angela, cugina di Fefè (Mastroianni). La pellicola ottenne tre nomination all'Oscar, vincendo quello per la Migliore sceneggiatura originale. Da quel momento, la sua carriera spicca letteralmente il volo.

Il sodalizio con Pietro Germi e i film co Bertolucci e Monicelli.

A 16 anni, l’attrice conosce e s’innamora perdutamente di Gino Paoli, dal quale avrà la figlia Amanda, nel 1964. L’amore, però, non la distrae dalla sua passione primaria e, così, la troviamo in Francia a girare “Le vergini”, di Jean-Pierre Mocky accanto  e “Lo sciacallo”, diretto da Jen-Pierre Melville. Germi la richiama per le commedie “Sedotta e abbandonata”(1964) e per “L’immorale”(1967), mentre la critica inizia ad apprezzarla veramente con “Io la conoscevo bene”(1965), di Antonio Pietrangeli, che si rivela anche un grande successo di pubblico. Bernardo Bertolucci la vuole a tutti i costi per “Partner”(1968) e “Il conformista”(1970), mentre Mario Monicelli le affida il ruolo di Tiburzia da Pellocce nella commedia “Brancaleone alle crociate”, accanto a Vittorio Gassman. L’attrice torna a lavorare con Pietro Germi e gira le commedie “Le castagne sono buone”(1970) e “Alfredo, Alfredo”(1972), mentre il 1974 è caratterizzato da due pellicole straordinarie come “Delitto d’amore”, di Luigi Comencini, e dal pluripremiato cult “C’eravamo tanto amati”, di Ettore Scola, dove la Sandrelli ha il ruolo di Luciana Zanon. Nel 1973, ha il suo secondo figlio, Vito, dal playboy Nicke pende, mentre nel 1976, è ancora all’estero per girare “Profezia di un delitto”, del grande Claude Chabrol e “Un giorno e una notte”, diretto da Nadine Trintignant. Nello stesso anno, Bertolucci la inserisce nel cast di “Novecento”, accanto a Robert De Niro, Gerard Depardieu e Burt Lancaster, e Luigi Comencini la fa recitare nel film a episodi “Quelle strane occasioni”, dove la Sandrelli è nei panni di Donatella, nell’episodio “L’ascensore”, accanto ad Alberto Sordi.

Le commedie degli anni ’80 e “La chiave” di Tinto Brass.

Gli anni Ottanta si aprono con “La terrazza” di Ettore Scola, e per il ruolo di Giovanna riesce a portare a casa il Nastro d’Argento come Migliore attrice non protagonista. Molti la ricordano anche per il ruolo di Loredana, fidanzata del milanista Sandrino (Renato D’Amore), che odia gli ultras, l'Inter e il calcio in generale, nella commedia “Eccezzziunale…veramente”(1982), di Carlo Vanzina, ma la popolarità vera e propria fu raggiunta con l’erotico “La chiave”(1983), di Tinto Brass. Il film, basato sul romanzo del giapponese Jun'ichirō Tanizaki, ci porta a Venezia, alla vigilia della dichiarazione della Seconda Guerra Mondiale. Qui, Nino Rolfe (Frank Finlay) un anziano professore inglese, direttore della Biennale d'arte è sposato con Teresa (Sandrelli). Entrambi sono alla ricerca di novità nel loro rapporto sessuale e, così, un giorno, il marito lascia di proposito sul pavimento del suo studio la chiave che apre il cassetto in cui tiene nascosto il diario dove racconta le sue fantasie erotiche. Teresa trova la chiave, apre il cassetto e comincia a leggere e a scriverne uno tutto suo in cui racconta la sua passione per il fidanzato della figlia. Il film suscitò grandissimo scandalo ma fu anche un clamoroso successo al botteghino e, ad oggi, è ritenuto il migliore della carriera di Brass. Successivamente, la Sandrelli gira altre commedie, tra cui “Vacanze di Natale”(1983) di Carlo Vanzina, “Mi faccia causa”(1984) diretto da Steno, “Speriamo che sia femmina”(1986) di Mario Monicelli, intervallate dallo splendido dramma “La famiglia”(1987) di Ettore Scola, con un grandissimo Vittorio Gassman. Nel 1988, la Sandrelli è alla corte di Roberto Benigni per la commedia “Il piccolo diavolo” che conquistò il botteghino in pochissimi giorni. Il drammatico “Mignon è partita”(1988), diretto da Francesca Archibugi, invece, le fa vincere il David di Donatello e il Nastro d’Argento come Migliore attrice protagonista.

“Il maresciallo Rocca” e “Il bello delle donne”.

Durante gli anni Novanta, l’attrice prende parte a film molto diversi tra loro, dimostrando, ancora una volta, la sua estrema istrionicità e il suo immenso talento nel passare da personaggi divertenti, sexy e spensierati a donne materne e sofferenti. Nel 1990 è nel cast de “Il male oscuro” di Mario Monicelli, con Giancarlo Giannini, seguito da “Evelina e i suoi figli”(1990) di Livia Giampalmo e “Tracce di vita amorosa”(1990) per la regia di Peter Del Monte. Nel 1992, gira l’erotico “Prosciutto, prosciutto”, di Bigas Luna, con Penelope Cruz e Javier Bardem, suscitando, ancora una volta, polemiche e scandalo. Lavorerà ancora con Penelope Cruz e Diego Abatantuono in “Per amore, solo per amore”(1993) di Giovanni Veronesi mentre, per la televisione, gira le seguitissime serie “Il maresciallo Rocca”(1996) con Gigi Proietti e “Il bello delle donne”. Al cinema, invece, prende parte ai successi “Palermo Milano solo andata”(1995) di Claudio Fragasso; “Io ballo da sola”(1996) di Bernardo Bertolucci e “Ninfa plebea”, di Lina Wertmüller, tratto dall'omonimo romanzo di Domenico Rea. Gli anni Novanta si concludono con “La cena”(1998) e “Volavérunt”(1999) di Bigas Luna.

“L’ultimo bacio”, “Un giorno perfetto” e l’esordio alla regia.

Nel 2001, la Sandrelli è Anna, mamma di Giovanna Mezzogiorno ne “L’ultimo bacio”, di Gabriele Muccino e, l’anno dopo, il cileno Marco Bechis la vuole per il suo “Figli/Hijos”, al quale seguiranno altri film drammatici come “La vita come viene”(2003) di Stefano Incerti, “Gente di Roma”(2003) di Ettore Scola, “Un giorno perfetto”(2008) di Ferzan Ozpetek, e i sottovalutati “Questione di cuore”(2009) di Francesca Archibugi e “Meno male che ci sei”(2009) di Luis Prieto. Nel 2004 gira la serie tv “La tassista”, di José Maria Sanchez e nel 2005, le viene assegnato il Leone d’Oro alla carriera durante il Festival di Venezia, quasi come a coronare i quasi 45 anni di un fenomenale percorso artistico. Sempre per la televisione, gira le miniserie “Ricomincio da me”(2005), “Io e mamma”(2007), “Il generale Della Chiesa”(2007), “Io ti assolvo”(2008) e “Puccini”(2009). In seguito, Paolo Virzì le offre il ruolo di Anna Michelucci nel suo bellissimo e pluripremiato “La prima cosa bella”, vincitore di 3 David e 4 Nastri d’Argento, tra cui quello per la Migliore attrice protagonista andato, ex aequo, alla Sandrelli e a Micaela Ramazzotti. Nello stesso anno, esordisce anche alla regia con il film “Christine Cristina”, basato sulla storia di Christine de Pizan, scrittrice e poetessa francese di origini italiane, interpretata da sua figlia Amanda Sandrelli.

Gli ultimi film e i progetti per il 2016.

Gli ultimi film ai quali la grande attrice ha preso parte sono “La passione”(2010) del compianto Carlo Mazzacurati; “La donna della mia vita”(2010) di Luca Lucini; “Tutta colpa della musica” diretto da Ricky Tognazzi, “Il giorno in più”(2011) di Massimo Venier e “Il Pesce pettine”(2013) di Maria Pia Cerulo. Dal 2012 al 2015 ha ricoperto il ruolo di Eleonora nella serie tv di successo “Una grande famiglia”, passando poi a Mediaset per “Non è stato mio figlio”, con Gabriel Garko. Per il 2016, invece, sarà la protagonista del film d’esordio alla regia di Fabio Fulco, “Il crimine non va in pensione”, accanto a Orso Maria Guerrini, Ivano Marescotti, Gianmarco Tognazzi e Gianfranco D’Angelo.