Di che colore è "Pulp Fiction"? E "Fight Club"? "Arancia Meccanica"? Sembrano domande a cui è pressoché impossibile rispondere, eppure c'è chi ci ha provato. Il designer Charlie Clark ha realizzato il sito "The Colors of Motion", che utilizza un bash script per analizzare 66 celebri film degli ultimi decenni fotogramma per fotogramma, estrapolandone i colori dominanti, che successivamente vengono riassemblati per comporre una gigantesca palette cromatica. Scorrendo la palette, inoltre, è possibile visualizzare come cambia il colore nel corso delle varie scene e, cliccando sulle singole linee cromatiche, si apre il fotogramma corrispondente, con tanto di informazioni su titolo della pellicola, numero di frame, minuto in cui appare e codice esadecimale del colore dominante.

Potrebbe sembrare un inutile passatempo da nerd (e in parte lo è), ma può anche rivelare agli appassionati di cinema alcune cose abbastanza sorprendenti. Se, ad esempio, era abbastanza prevedibile che in "Matrix" dei fratelli (successivamente diventati le sorelle) Wachowski fossero i verdi a farla da padroni, o in "Avatar" di James Cameron i blu, non tutti i risultati sono così scontati. Ad esempio, non lo sono la vasta gamma di blu e di verdi di "Fight Club" di David Fincher, o i marroni e i rossicci di "Taxi Driver" di Martin Scorsese, o ancora i gialli ed i marroni di "Midnight in Paris" di Woody Allen. Da "Marie Antoinette" di Sofia Coppola, ci si sarebbe aspettati dei colori pastello e, invece, la tavolozza del film va prevalentemente dal grigio al marrone. Colori molto smorti anche per "Se mi lasci ti cancello" (pessima traduzione di "Eternal Sunshine of the Spotless Mind") di Michel Gondry, che virano sul pastello solo per gli azzurri.

Ai patiti della settima arte, dunque, non resta che andare sul sito "The Colors of Motion" e lasciarsi ipnotizzare dal tripudio di tonalità e sfumature.