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The Lady: il trailer, la trama e il cast

Dal 23 marzo al cinema rivive la storia dell'attivista, premio Nobel per la pace, Aung San Suu Kyi che ha dato tanto nella difesa dei diritti umani del suo paese, la Birmania. Un cast di stelle dirette da un gotha del cinema contemporaneo, Luc Besson.

Il trailer ufficiale in italiano di The Lady

Michelle Yeoh e David Thewlis sono i protagonisti della pellicola che racconta le vicende del premio Nobel per la pace, Aung San Suu Kyi

The Lady: il trailer, la trama e il cast.

The Lady è il nuovo capolavoro firmato Luc Besson, incentrato sulla straordinaria vita dell’attivista birmana, figlia del generale capo del Partito Comunista Birmano, Aung San Suu Kyi e di suo marito, Michael Aris. Dal 23 marzo arriva nei nostri cinema, un film evento, già presentato in anteprima al Festival Internazionale del Film di Roma raccogliendo consensi e strappando applausi a scena aperta, che racconta tutta la tormentata lotta della donna per portare la democrazia nel suo paese, unito all’amore per il marito che, complice il regime ostile e pericoloso, resterà lontano nei momenti di profonda difficoltà.

Molti grandi uomini la temono. Nonostante siano armati fino ai denti, continuano a temerla

Desmond Tutu

La trama – Aung San Suu Kyi dedica la sua vita alla lotta per la democrazia in Birmania, vince le elezioni nel 1990 e le viene assegnato il Premio Nobel  l’anno seguente ma, proprio poco dopo aver ricevuto il riconoscimento, viene condannata agli arresti domiciliari dal regime per oltre 15 anni. Ma non si è mai arresa. Nemmeno quando le diedero la possibilità di andare in Inghilterra, correva l’anno 1999, per accorrere al capezzale del marito morente, perché aveva troppa paura di rischiare che le bloccassero l’ingresso nella sua Birmania. Il coraggio di questa donna che, soltanto nel 2010 viene rilasciata, ha spinto Luc Besson e l’attrice che intepreta Aung a portare sul grande schermo la straordinaria lezione d’amore dell’attivista. La stesura del film è durata tre anni, durante i quali è stato fatto intenso lavoro per rendere il film quanto più vicino alla vera storia di Aung San Suu Kyi e, raccontare una storia di un personaggio del genere ancora vivente non è mai facile, come racconta lo stesso Luc Besson:

C’è il timore di non essere fedeli alla realtà o, al contrario, di restare troppo legati ad essa. Soprattutto quando non c’è nessuno in grado
di guidarti. [...] Michelle (si riferisce alla Yeoh, interprete di Aung San Suu Kyi, ndr) era totalmente assorbita dal suo personaggio, bastava vederla per capire che la sua interpretazione sarebbe stata eccezionale. Quando arrivava sul set al mattino, i duecento birmani attorno a lei si zittivano chiedendosi se fosse davvero lei o no.

Il cast – Tutto ruota intorno a Michelle Yeoh (Memorie di una geisha, La tigre e il dragone) e a David Thewlis (Harry PotterAnonymousSette anni in Tibet), rispettivamente Aung San Suu Kyi e suo marito Michael Aris. Anche se il buon Thewlis è impegnato nel doppio ruolo, interpreta infatti anche il fratello gemello di Michael, Anthony Aris. All’origine del progetto resta ovviamente l’attrice originaria della Malesia che, da subito, ha sentito il peso del ruolo, essendo cosciente del fatto che interpretare Aung conferiva immediatamente una grande responsabilità. Il lavoro di ricerca del personaggio è partito dalle sue pubblicazioni, fino a leggere le stesse letture preferite dall’attivista e, ovviamente, ad imparare alla perfezione il birmano. La famiglia di Aung si completa con i suoi due figli, Alex e Kim, intepretati rispettivamente da Jonathan Woodhouse e Jonathan Raggett.

Il regista e i suoi obiettivi – Se uno spericolato come Luc Besson, guida una delle storie del mondo contemporaneo più commoventi, il risultato non può che essere eccellente. Gli attori, del resto, all’unanimità ne lodano l’atteggiamento pragmatico e il suo totale coinvolgimento al progetto. Per la Yeoh, la figura di Luc Besson può essere sintetizzata come quella di un orologio svizzero: “Se ti da un orario, puoi star sicuro che è quello. Mi piace molto come lavora e rispetta tutti, dal primo attore alle comparse”. Anche David Thewlis spende parole di elogio: “Luc sa tirare fuori il meglio di me, nonostante sia molto difficile perché di natura io sono un pigro”. L’obiettivo finale del regista, della produzione e di tutti quelli che hanno partecipato alla realizzazione di questo straordinario film è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla situazione politica in Birmania, amplificando i grandi sforzi di Aung Sang Suu Kyi. Denunciare e mostrare la totale mancanza di libertà che esiste in alcuni paesi e che ci sono persone disposte a sacrificare la propria vita, pur di recuperare l’identità e la patria. Sperando che la causa possa servire a riportare l’attenzione mediatica in Birmania, dove sussiste ancora, nonostante l’eroina sia stata liberata, una dittatura de facto.

Approfondimenti: Luc Besson

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